Intossicazioni alimentari: sintomi, rimedi, cause frequenti

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Intossicazioni alimentari: in gergo sono dette malattie alimentari e sono patologie causate dal consumo di cibo avariato e contaminato da agenti tossici.

L’intossicazione non è avvelenamento, tanto che, ad esempio, nella classificazione dei funghi macromiceti si distinguono quelli tossici da quelli velenosi.

Le intossicazioni alimentari più frequenti

Le intossicazioni alimentari più frequenti sono causate dall’azione metabolica di alcuni microrganismi. Non dovrebbero essere qui inclusi gli agenti infettivi vivi ed attivi, quali batteri, muffe, lieviti e virus. Ciò che, infatti, deriva da questi ultimi elencati è un’infezione alimentare senza tossine oppure una tossinfezione alimentare se sono presenti delle tossine.

L’intossicazione alimentare si rileva quando i microrganismi sono assenti o morti, lasciando agire solo i residui del loro metabolismo o parte di essi.

Cause delle intossicazioni da cibo

I microrganismi patologici possono contaminare il cibo in qualunque momento della sua lavorazione, durante la produzione e la conservazione; in quest’ultimo caso si moltiplicherebbero in modo esponenziale.

L’intossicazione alimentare può essere dovuta ai seguenti eventi:

  • cottura incompleta del cibo, specialmente se si tratta di pollame o carne di maiale,
  • scorretta conservazione dello stesso, che necessita una temperatura sotto i 5 °C
  • contatto con una persona malata, o solo con mani sporche,
  • consumazione di cibo scaduto e avariato,
  • contaminazione crociata.

Quest’ultima è il trasferimento di organismi vivi e nocivi da una superficie all’altra e interessa in particolare, il trasferimento dei patogeni dai cibi crudi a quelli pronti da mangiare, già precotti o anche crudi, lasciati ulteriormente in conservazione. In questo modo i microrganismi non subiscono alcun trattamento termico, si moltiplicano e raggiungono la concentrazione minima oppure producono una sufficiente quantità di tossine scatenanti la malattia.

Batteri scatenanti le malattie alimentari

Alcuni batteri interagiscono direttamente con le mucose del tubo digerente svolgendo la propria azione patologica; alcune infezioni se contratte in gravidanza possono essere molto pericolose.

I batteri gram negativi possiedono una membrana plasmatica esterna nella quale sono insidiate alcune tossine che continuano ad arrecare danno tossico anche dopo la morte cellulare.

Alcuni batteri sia gram positivi che negativi possono produrre esotossine in genere proteiche, che se termolabili, possono essere distrutte col batterio durante la cottura.

Miceti scatenanti le malattie alimentari

Muffe, lieviti e funghi appartengono ad un loro regno biologico. Ci sono muffe producenti tossine molto pericolose e che possono essere mortali. Anche i funghi macromiceti non commestibili che poi si distinguono in non commestibili propriamente detti, tossici e velenosi possono essere letali.

Parassiti scatenanti le malattie alimentari

Protozoi, amebe e vermi contaminano l’acqua e si occultano nel terreno o nei tessuti muscolari di altri animali. Acqua non potabile, verdura e frutta non lavate, pesci e carni crude sono, pertanto, responsabili di malattie alimentari; con la cottura vengono debellati completamente e non producono tossine.

Virus scatenanti le malattie alimentari

Il virus principalmente responsabile di intossicazione alimentare è quello dell’epatite A che si diffonde attraverso l’acqua e i molluschi di mare allevati in condizioni igieniche precarie. Molto sensibili al calore, possono venire facilmente uccisi con la cottura. L’epatite A si contrae mangiando in particolare cozze, ostriche, vongole crude e altre crudità di pesce.

Alghe scatenanti le malattie alimentari

Le alghe sono sia di acqua dolce che salata e spesso sconosciute al popolo italiano; invece per altre parti del mondo sono un vero flagello! Infatti, contaminando l’ecosistema con le loro tossine fin dall’inizio della catena alimentare, si accumulano nei pesci predatori e nei grossi mammiferi marini, rendendoli tossici per l’uomo che li consuma. La cottura in questo caso non è sufficiente ad eliminare la tossicità. Se le acquistate sceglietele bio.

Piante scatenanti le intossicazioni alimentari

C’è una categoria di piante tossiche per l’uomo; infatti, talvolta succede che alcuni possano mangiare piante velenose o nocive come il falso zafferano o colchico d’autunno. La cottura anche in questo caso, non protegge dalle molecole tossiche.

Animali scatenanti le malattie alimentari

Sono velenosi per l’uomo alcuni pesci, molluschi e crostacei. Alcune lumache di mare sono ritenute non commestibili e altre, invece commestibili, a seconda dell’appartenenza ad uno specifico sesso.

Anche le lumache di terra, ipoteticamente innocue per l’uomo, possono in realtà divenire un serbatoio inquinato vero e proprio. Raccogliere le lumache a bordo strada, soprattutto in corrispondenza di campi coltivati, aumenta moltissimo il rischio di introdurre sostanze nocive e tossiche, nonché cancerogene, come i diserbanti e gli anticrittogamici.

Sintomi: come riconoscerli

In caso di intossicazione alimentare si manifesteranno nausea, vomito, diarrea, crampi addominali e a volte, presenza di sangue nelle feci. Può comparire febbre alta con brividi e nei casi più gravi, possono comparire disidratazione con secchezza alla gola, sete eccessiva e minzione frequente.

Purtroppo, spesso le intossicazioni alimentari vengono scambiate con stati influenzali virali e trattati perciò in modo casalingo. Anche per questo motivo sono molte di più di quelle censite dalle statistiche mediche.

Cura

Quelli che seguono sono consigli generali, che possono essere adottati in tutte le situazioni ma in alcuni casi potrebbero non essere sufficienti a combattere alcuni tipi di intossicazioni alimentari.

Occorre bere molta acqua e soluzioni elettrolitiche per sostituire i sali minerali persi. Evitare i latticini, il caffè che ha proprietà diuretiche e alcool per non aggravare la disidratazione.

Evitare cibi che irritino l’apparato digerente e prediligere riso cotto al vapore, banane, mele e pane tostato. È importante non sottovalutare i sintomi e consultare un medico che potrà dare ulteriori indicazioni in merito al tipo di intossicazione.

Prevenzione

È consigliabile lavarsi sempre le mani con il sapone e l’acqua calda, così pure come lavare gli utensili, sgrassare e disinfettare le superfici di lavoro in cucina. Lavare bene sotto l’acqua corrente tutti i vegetali freschi e analizzare con vista e odorato la condizione degli ingredienti. La stessa cosa dovrebbero sempre fare tutti coloro che lavorano nelle cucine della ristorazione privata e pubblica.

Altre importanti norme da seguire

  • Tenere divisi i cibi crudi da quelli già pronti, in modo da prevenire la contaminazione crociata
  • Tenere separati gli strumenti di lavoro dei cibi crudi e cotti
  • Cuocere gli alimenti ad una temperatura adeguata.
  • Cuocere la carne tra i 60 e i 70°C
  • Refrigerare gli alimenti deperibili senza aspettare
  • Scongelare il cibo in modo sicuro, in frigorifero o in microonde e poi cuocerlo subito.
  • Non lasciare il cibo fuori dal frigorifero.Il cibo lasciato a temperatura ambiente troppo a lungo può contenere batteri e tossine.

Quali alimenti evitare ?

Per non incorrere nel rischio di intossicazioni alimentari evitate i seguenti cibi:

  • carne o pollame crudi
  • molluschi crudi o poco cotti
  • uova crude o alimenti che le contengono come mascarpone e gelati artigianali
  • germogli crudi (oppure lavarli accuratamente con un disinfettante)
  • fagioli e trifoglio
  • succhi e sidro non pastorizzati
  • latte e prodotti caseari non pastorizzati
  • hot dog e salumi crudi

Cautela anche con i formaggi come brie, camembert e in genere quelli morbidi.

Attenzione!

Le patologie inerenti le intossicazioni alimentari sono diverse e quindi richiedono trattamenti diversi e hanno modalità di guarigione differenti. A volte è necessario consultare il medico o andare all’ospedale; alcune intossicazioni, infatti, sono letali. In altri casi, invece, è sufficiente che la natura faccia il suo corso.

Si consiglia di allarmarsi e rivolgersi al medico quando si sa di aver ingerito alimenti poco sicuri e si presentano episodi frequenti di

  • vomito,
  • incapacità di trattenere liquidi nello stomaco
  • vomito e diarrea sanguinolenti
  • crampi e dolori addominali forti e persistenti
  • febbre oltre i 38°C
  • sintomi della disidratazione come sete eccessiva
  • secchezza delle fauci
  • minzione frequente
  • capogiri
  • forte debolezza e sintomi neurologici quali vista offuscata, debolezza muscolare accentuata, formicolio alle estremità degli arti.
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