Ingredienti che creano dipendenza dal cibo: quali sono e come evitarli

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Ingredienti che creano dipendenza, quali sono secondo voi? E conoscete i loro subdoli effetti sulla nostra salute? Se tenete, come credo, alla vostra salute, vi consiglio di leggere attentamente quanto segue.

Sarete probabilmente sorpresi di scoprire che non stiamo parlando solo di misteriosi additivi, ma anche di ingredienti noti e molto presenti nei cibi preparati dall’industria alimentare.

Cibi che non nutrono

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Sapete che molti degli alimenti pubblicizzati, e facilmente reperibili in bella mostra sugli scaffali dei supermercati non svolgono il loro compito principale, quello di nutrirci?

Non solo non ci nutrono, anzi, fanno proprio l’opposto, ci affamano e a lungo andare, ci fanno ammalare. Come è possibile tutto ciò?

Non è un segreto che ormai da anni le multinazionali dell’industria alimentare investono un sacco di soldi nello studio delle percezioni sensoriali del consumatore allo scopo di creare a tavolino nuovi alimenti che possano creare dipendenza e generare acquisti sempre maggiori.

3 ingredienti che creano dipendenza

Ci sono 3 ingredienti che attivano le nostre aree cerebrali del piacere, al pari delle droghe:

Studi scientifici fatti sugli animali e sull’uomo hanno dimostrato in più occasioni che una appropriata combinazione di questi 3 elementi induce nell’organismo, in modo molto rapido, assuefazione e dipendenza.

Per approfondire vi invito a leggere il capitolo 2 del Libro La Dieta Non Dieta, della Dottoressa Debora Rasio, dal titolo: “Non tutto ciò che mangiamo è davvero cibo”.

Bliss point, o punto di estasi

Ebbene, l’obbiettivo delle aziende e delle loro ricerche, è proprio quello di portare il consumatore al punto di estasi, il bliss point. Come lo fanno? Studiando un perfetto mix di zuccheri, grassi e sale. Tale miscela è studiata proprio per fare in modo che possa attivare al massimo livello le aree del pacere e della ricompensa, senza però, superare il limite della saturazione, altrimenti arriverebbe un segnale al cervello per comunicare di smettere di mangiare.

Come riconoscere questi ingredienti, e i cibi che li contengono

Sembra facile, ma leggere gli ingredienti non è quasi mai un’operazione facile, questo perché gli ingredienti incriminati sono spesso mascherati.

Gli zuccheri ad esempio, possono essere presenti sotto forma di amidi, oppure di farine raffinate. In alcuni casi è presente il glutammato monosodico, esaltatore di sapidità, che dopo essere stato al centro di polemiche per il suo effetto dannoso, può essere presente ma nascosto sotto altri nomi (E361, acido glutammico, oli o grassi vegetali idrogenati, aromi naturali, caseina…).

Un esempio dell’effetto ottenuto con la sapiente miscela di ingredienti

Pensate all’effetto che fanno a tutti le patatine in sacchetto: inizi a mangiarle e non riesci più a fermarti fino a quando non finiscono. Qual’è il trucco? Il mix degli ingredienti attiva immediatamente la voglia della patatina successiva prima che il cervello riesca ad inviare il segnale di stop. Il meccanismo è agevolato anche dal fatto che gli amidi utilizzati hanno una digeribilità rapidissima. Non per niente ho sentito più volte il dott. Franco Berrino citare le patatine come il cibo più ingrassante in assoluto.

Non solo nelle patatine

Sapere che le patatine ci fanno male e che sono una trasgressione eccezionale non credo sia una novità. Ma ci sono altri alimenti dell’industria apparentemente innocui che creano gli stessi effetti dipendenza, sia salati che dolci. Parlo di grissini, cracker, snack per aperitivi, ma anche della maggior parte dei prodotti dolci da forno: biscotti e merendine varie. Ma anche si maionese, salse di vario tipo, e alimenti conservati.

Molti dei cibi preconfezionati sono stati concepiti in modo da avere una tale consistenza che si sciolgono letteralmente in bocca (pensate a certi biscotti o a certe merendine). In questo modo la loro densità calorica scompare in un tempo così breve da ingannare anche il cervello, che non si rende conto delle calorie (generalmente tante) che abbiamo ingerito.

Attenzione al fruttosio!

Il fruttosio ha un nome così innocuo che, se lo troviamo nella lista degli ingredienti, potrebbe non destare la nostra preoccupazione. Ma non è così! A differenza del glucosio, il fruttosio non attiva i nostri centri di sazietà, illudendoci di non avere consumato le tante calorie che contiene. Ora, il problema è, da un lato che il fruttosio (in sciroppo) è sempre più utilizzato tra gli ingredienti di bibite zuccherare, merendine, biscotti: tutti alimenti che attraggono particolarmente i bambini (ma anche noi adulti). Altro fatto importante che molti non conoscono, è che il fruttosio è molto diffuso, a poco prezzo, e si ottiene da una trasformazione enzimatica del glucosio ottenuto da mais geneticamente modificato. Insomma, l’unico glucosio che ci possiamo concedere (sempre a piccole dosi), è quello della frutta ed, eventualmente, del miele.

Cosa succede al nostro organismo con i cibi confezionati che tutti compriamo

La maggior parte dei prodotti che compriamo ci garantiscono quasi sempre un piacere gustativo. Mentre mangiamo proviamo un piacere intenso, anche se effimero. Ma l’obiettivo di questi cibi e della loro composizione non è il piacere del nostro palato, ma, creando dipendenza, non farci smettere di mangiare. Vi spiego cosa accade.

Le papille gustative “drogate”

Sulla superficie della nostra lingua ci sono le papille gustative che sono diventare “intorpidite” a causa di tutte le sostanze non presenti naturalmente nei cibi con cui vengono in contatto ogni giorno:

  • zucchero bianco in eccesso
  • sale in eccesso
  • farine raffinate
  • aromi artificiali
  • esaltatori di sapidità come il glutammato monosodico
  • dolcificanti, come l’aspartame
  • oli e grassi idrogenati
  • additivi chimici: coloranti, conservanti, emulsionanti

Queste sostanze, presenti da tempo in gran parte della nostra alimentazione, hanno un comportamento molto subdolo: rompono gli equilibri del nostro organismo e ci inducono a mangiare di più nel tentativo di ristabilirlo. Innescando così un circolo vizioso e pericoloso.

Ingredienti nocivi e malattie

Il problema è reale e vi invito a non sottovalutarlo: a lungo andare queste sostanze ci predispongono a diverse malattie e possono causare danni anche importanti alla nostra salute. Ecco alcuni dei possibili rischi:

  • diabete
  • malattie cardiovascolari
  • tumori
  • deficit dell’attenzione
  • iperattività
  • deficit dello sviluppo cognitivo
  • malattie neuro-degenerative come Parkinson e Alzheimer

Zuccheri e picchi glicemici

Zucchero, farine e cereali raffinati provano picchi di glicemia (iperglicemia), un eccesso di zuccheri nel sangue che porta il pancreas a produrre insulina, l’ormone che ne abbassa i livelli. L’abbassamento repentino dello zucchero porta a una sensazione di agitazione e di nuova fame che porta a cercare altri zuccheri: pensate all’effetto quotidiano su bambini e adolescenti di una colazione ricca di dolci. Ecco un altro pericoloso circolo vizioso in cui molti adulti e bambini sono quotidianamente immersi. Ecco perché e consigliabile evitare le colazioni e gli snack ricchi di zucchero. Una colazione salata o un break con frutta secca e/o yogurt al naturale possono essere una prima ottima soluzione.

Altri effetti degli ingredienti che creano dipendenza

I grassi raffinati alterati dalle lavorazioni industriali si inseriscono nelle membrane cellulari interferendo con la comunicazione tra le cellule che diventano così meno sensibili al segnale dell’insulina e di altri ormoni che regolano il metabolismo.

I dolcificanti hanno un’azione peggiore degli zuccheri nella creazione dell’effetto descritto sopra, un problema con conseguenze negative sulla salute, denominato insulino-resistenza.

I conservanti frenano il funzionamento degli enzimi, andando a interagire sulla digestione e sull’assorbimento dei nutrienti.

Gli emulsionanti creano infiammazione e hanno un effetto nocivo sull’equilibrio della flora intestinale.

I coloranti artificiali hanno diversi effetti tra cui quello di creare iperattività (pensiamo sempre a bambini e adolescenti).

Come ritrovare il nostro equilibrio: la soluzione è semplice

Come ritrovare il nostro equilibrio naturale?

La soluzione è più semplice di quanto si pensi: dobbiamo tornare ad alimentarci con i cibi così come ci arrivano dalla natura. Lo si può fare aumentando il consumo di verdura e frutta di stagione al naturale, cereali integrali, scegliendo ci cucinare i nostri cibi con ingredienti semplici e selezionati e con metodi di cottura rispettosi dei cibi.

Per tornare a stare meglio ed evitare di creare le condizioni per malattie croniche non servono le diete. E’ importante una educazione alimentare che ci porti ad un ritorno alla semplicità dei cibi. Dobbiamo disabituare le nostre papille gustative ai sapori finti, e riabituarle a riconoscere e ad apprezzare il vero sapore dei cibi.

Per saperne di più

Mi auguro di non averti preoccupato, anzi di averti spronato a prendere in mano la tua salute, dedicando una maggior attenzione a ciò che scegli di mangiare ogni giorno. Per eventuali consigli personalizzati contattami alla mia email per una consulenza [email protected]

Letture consigliate

L’impostazione di questo articolo mi è stata ispirata dalla lettura del libro La Dieta non Dieta, della dott.ssa Debora Rasio, che ha tenuto recentemente un interessantissimo corso dedicato alla Nutrizione per mente, al quale ho partecipato.

 

La Dieta Non Dieta
Riattivare il metabolismo e ripristinare il peso forma con l’alimentazione naturale
Un altro libro che mi sento di consigliare è di due autrici, Marina Mariani e Stefania Testa, anch’esse mie insegnanti, e riguarda tutto ciò che è importante sapere sugli effetti degli additivi alimentari. E’ anche un’utile guida per riconoscere quelli più pericolosi.
Gli Additivi Alimentari
Conservanti, edulcoranti, coloranti, addensanti e aromatizzanti… che effetti hanno sulla nostra salute? Nuova Edizione Aggiornata
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