Importanza delle relazioni per salute e benessere psicofisico

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Importanza delle relazioni e salute: c’è una profonda connessione tra relazioni interpersonali e benessere psico-fisico. L’argomento mi ha appassionato: consiglio a tutti, e in particolare alle persone anziane di leggere attentamente questo articolo.

Nel nostro sito abbiamo già scritto, in due precedenti articoli, parlando di endorfine e di come il buonumore influenza la salute, del fatto che apportare serenità e felicità nella nostra vita sia fondamentale per il mantenimento del benessere fisico (e gli effetti fisiologici che ne derivano sono documentati).

Questo articolo è stato ispirato dalla lettura di un opuscolo distribuito nelle farmacie.

Il fatto di averlo trovato in un ambiente dove si vendono farmaci è, secondo me, ancora più incoraggiante, dato che quello che non è ‘scientificamente provato’ generalmente non entra in questi ambiti.

L’opuscolo è scritto da un insegnante di Economia Politica ed Economia della Felicità presso la Facoltà di Economia “M.Goodwin” di Siena, Stefano Bartolini. In un suo Best Seller esplora le connessioni tra la felicità, le relazioni affettive e sociali, la salute e lo sviluppo economico, e vanta al suo attivo collaborazioni con OCSE e la Banca Mondiale.

Lunga vita e buona qualità di vita non vanno di pari passo

Si parte dalla considerazione che l’aumento della durata della vita non sempre corrisponde ad una miglior qualità di vita, ad esempio in Italia la speranza di vita è cresciuta da 78 a 82 anni in media, ma la “vita in buona salute” è crollata da 67 a 62 anni per gli uomini e da 70 a 61 anni per le donne (periodo dal 1995 al 2008).

E confrontando paesi ricchi, come gli Stati Uniti, con un paese più povero, la Grecia, si rileva che nel primo il numero di Tac effettuate per abitante è sei volte quello greco, mentre la speranza di vita è più bassa del 20% negli Usa, nonostante la maggior spesa sanitaria pro-capite.

Come si spiega tutto questo?

Epidemiologia e fattori di rischio psicosociali

L’Epidemiologia – scienza che studia quello che determina la salute negli individui e nelle popolazioni – trova risposte diverse dalla semplice componente ‘organica’ e – fin dalla seconda metà del Novecento – considera tra i fattori a rischio anche quelli psicosociali, scoprendo che la felicità influisce direttamente sulla salute e la longevità.

Pessimismo

Il pessimismo, ad esempio, assieme all’ostilità verso gli altri e all’aggressività, viene considerato un fattore di rischio assai rilevante. Fa aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, ipertensione, la mortalità dei malati cronici, influenza il funzionamento del sistema immunitario e la probabilità di sopravvivenza dopo trapianti.

Infelicità e vita sociale: importanza delle relazioni

Oltre l’infelicità, la povertà di relazioni affettive e sociali è l’altro grande fattore psicosociale di rischio per la salute. Gli studiosi di epidemiologia stanno seguendo questa teoria da decenni.

Dagli anni 70 in poi si è studiato e verificato che la povertà relazionale è un fattore di rischio importante per la salute (Berkmann-Glass 2000; Stanfeld 2006): avere amici e relazioni buone, fare parte di gruppi e associazioni, avere un senso di appartenenza e supporto sociale costituirebbero una sorta di ‘assicurazione sanitaria’, mentre lo stress –  nelle prime fasi della vita e perfino nel periodo pre-natale, influisce sullo sviluppo fisico, emotivo e cognitivo, con risultati duraturi per tutta l’esistenza.

Un esempio da uno studio della Columbia University mostra che i pazienti infartuati che sono socialmente isolati hanno una probabilità quasi doppia di avere un altro infarto entro 5 anni, rispetto a quelli con vita sociale ricca e appagante (Jetten- Haslam – Haslam 2010). Anche sulle perdite di memoria degli anziani è stato rilevato una minor incidenza in coloro che sono socialmente più integrati e attivi (Harvard School of Public Health, seguendo un campione di oltre 16.000 anziani.

Perfino un semplice raffreddore colpisce più facilmente (il doppio di probabilità) le persone più isolate, nonostante le persone con una vita sociale più intensa siano più esposte ai germi, stando spesso in mezzo agli altri (Cohen 2005).

Altri studi hanno portato in evidenza che le ferite rimarginano più facilmente in coloro che hanno buone relazioni di coppia. Inoltre, confrontando gli Stati americani, la partecipazione media ad associazioni di volontariato influenza i tassi di mortalità medi e i decessi per coronaropatie e tumori (Kawachi, Kennedy, Lochner, Prothow-Stith 1997), un esempio che ‘fare del bene, ci fa bene’.

Cosa fare in pratica? Rispondere al bisogno di relazioni

Supportati da queste nuove ricerche scientifiche, con strumenti che prima non venivano presi in considerazione, come le neuroscienze, gli esperimenti comportamentali, la PNEI (vedi significato), la biologia evolutiva, adesso possiamo affermare che noi esseri umani, per meglio sopravvivere, abbiamo sviluppato straordinarie capacità di relazione.

Il linguaggio, ad esempio, particolarmente articolato, per consentirci di agire insieme, di cooperare su una scala inaccessibile ad altre specie.

Così la nostra intelligenza cognitiva ci ha consentito un vantaggio rispetto ad altri esseri viventi, poiché abbiamo imparato ad usarla assieme agli altri. Possiamo affermare quindi che l’uomo è un animale sociale e necessita di relazioni.

Importanza delle relazioni per la salute

Anche se possiamo sopravvivere in solitudine o in mezzo a conflitti e relazioni difficili, se vogliamo essere felici e influenzare positivamente la nostra salute, è necessario curare le relazioni di buona qualità, vitali, con sentimenti di condivisione, partecipazione e affetto.

Un numero sempre più vasto di economisti, psicologi, sociologi, antropologi, neurobiologi, con le loro ricerche e testimonianze raccolte, si trova d’accordo nell’affermare che

la qualità delle nostre relazioni sociali ed affettive è il fattore che pesa di più sulla nostra felicità, e attraverso la felicità passa il legame tra relazioni e buono stato di salute.

Per la salute la ricchezza delle relazioni conta di più della ricchezza in denaro

Anche economisti di fama, come ad esempio Daniel Kahneman, premio Nobel per l’economia, grazie ai suoi studi sulla felicità, sostengono che il denaro ha un minor peso sulla salute e la felicità rispetto alla ricchezza delle relazioni, tranne ovviamente i casi in cui manca il necessario per la sopravvivenza.

Volontariato e salute

Pare che anche solo pianificare una donazione o un gesto concreto di aiuto per altri renda le persone più felici. E su questo ci sono studi sulle onde cerebrali, in quanto questi pensieri attivano il sentiero mesolimbico nel cervello che è associato alla felicità e alla produzione di dopamina, neurotrasmettitore che controlla i centri del piacere.

Se si passa poi dal pensiero all’azione questo effetto è amplificato. Studi confermano che chi fa volontariato gode di maggior felicità, minori livelli di stress, miglior salute fisica ed emotiva e una miglior percezione che la vita ha un senso.

Spostare l’attenzione da sé stessi agli altri fa bene alla salute

Ogni esperienza in cui si perde la concentrazione su sé stessi, ci si sente parte di qualcosa di più grande, in fusione con gli altri e con quello che si sta facendo, apporta felicità e benessere.

Questo accade anche quando siamo totalmente immersi in qualcosa di creativo, o quando ascoltiamo musica o balliamo.

Ma accade soprattutto quando ci connettiamo con gli altri per vivere esperienze e relazioni affettive intense.

Diventare consapevoli del legame tra felicità, salute e relazioni è indispensabile se vogliamo che le nostre scelte siano guidate da un senso che migliori la qualità delle nostre esistenze.

Cosa ci fa stare bene ?

Poiché il tempo a nostra disposizione nelle giornate è limitato rispetto a tutte le opzioni che abbiamo, spesso facciamo scelte senza una consapevolezza profonda di cosa può veramente farci stare bene.

Ad esempio, pensiamo che più soldi, una casa più grande o un auto nuova ci farebbero sentire meglio e lavoriamo di più, trascurando le relazioni, dormiamo meno e più agitati, e otteniamo come risultato un abbassamento della serenità.

Dedicarsi alle relazioni fa bene alla salute

Concedetevi il lusso del tempo da investire nelle relazioni. Iscrivetevi ad un corso, a un circolo sportivo, iniziate un’attività di volontariato, dedicate più tempo in attività con i vostri figli.

Non sempre le cose che sembrano più urgenti sono le più importanti.

Scegliere di dedicare tempo, energie ed attenzione agli altri significa fare anche qualcosa di buono per sé stessi, per il proprio benessere e la propria salute.       

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