Dall’impazienza all’amorevolezza con lo Yoga

impazienza, tempo, orologio

Quarto appuntamento con le nostre emozioni. Fino ad ora abbiamo visto come lo Yoga può aiutarci a trasformare la rabbia in gentilezza, la tristezza in coraggio e la paura in tenerezza. Oggi ci occupiamo dell’impazienza, sentimento che proviamo quando non sappiamo attendere, quando ci lasciamo travolgere dalla frenesia e pretendiamo tutto subito, quando non rispettiamo i tempi altrui (ma anche i nostri).

Quando l’impazienza prevale diventiamo irritabili, scortesi, insofferenti, a volte ansiosi. Possiamo riequilibrare la nostra impazienza coltivando un atteggiamento amorevole innanzitutto verso noi stessi, poi verso le altre persone e le situazioni che viviamo.

L’energia dell’impazienza

Questi sentimenti sono governati dall’elemento Fuoco, che porta con sé una doppia energia, la luce ed il calore. Il Fuoco è l’elemento della massima espansione, delle esplosioni, dello slancio verso l’alto. È l’elemento della trasformazione della materia in energia, che nel corpo umano avviene attraverso la digestione. È l’energia legata al sud, all’estate, alla luminosità, alla crescita rigogliosa, alla velocità. L’organo dell’elemento Fuoco è il Cuore, centro emozionale e motore che spinge l’energia in circolo tramite l’apparato cardiovascolare, il viscere è l’Intestino Tenue, transito degli elementi nutritivi e primo punto di assorbimento.

Il tatto è il senso che richiama il contatto con l’esterno tipico del fuoco, ci porta in comunicazione con ciò che ci circonda. Anche la lingua, come mezzo di comunicazione, con la parola si legano al fuoco, al contatto con l’esterno, all’espansione, alle relazioni con gli altri, con ciò che è esterno a noi.

Si tratta di un’energia Yang, calda, luminosa, che chiama all’azione, ci spinge a fare, a realizzare, purtroppo se quest’energia è sbilanciata in eccesso ci rende impazienti.

Chakra e pietre dell’impazienza

I Chakra di riferimento sono il terzo – Manipura, centro della digestione, del fuoco gastrico, che possiamo sostenere con ambra oppure un occhio di tigre; e il quarto – Anahata, il cuore, i sentimenti, le emozioni, che possiamo potenziare con un quarzo Rosa.

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L’aiuto dello Yoga

Vediamo come una pratica Yoga ci può aiutare:

Possiamo iniziare con una pratica energetica che ci permetta di attivare e preparare tutto il corpo, il Saluto al Sole – Surya Namaskar

Proseguiamo scegliendo una posizione seduta comoda e stabile, ad esempio Sukasana a gambe incrociate, per una tecnica di respirazione

Bhastrika pranayama

La respirazione a Mantice

Inspira ed espira attivando l’addome mentre il torace rimane passivo, mantieni la colonna in posizione eretta con le spalle aperte e rilassate, il ritmo respiratorio aumenta fino a diventare molto intenso. Con la pratica avvertirai calore nella zona addominale. Questa tecnica crea calore, pulisce le vie respiratorie, schiarisce la mente. Inizia con una decina di ripetizioni seguite da una pausa, potrai aumentare le ripetizioni con il tempo.

Rimaniamo seduti e ci prendiamo un momento per connetterci con il respiro naturale e per ascoltare il nostro corpo. Accompagniamo l’ascolto con un gesto delle mani

Shivalinga mudra

Mudra per caricare di energia,

Mano sinistra con il palmo verso l’alto, mano destra chiusa a pugno poggiata sulla sinistra, con il pollice verso l’alto.

La mano destra rappresenta la forza maschile, attiva, la potenza che continuamente crea e distrugge, simboleggia i nuovi inizi ed il moto circolare dell’esistenza.

Le posizioni

Bujanga asana – il cobra

Sdraiato a terra in posizione prona, porta le mani vicino al busto, mantieni in gomiti vicino al corpo.  Premi a terra il dorso dei piedi, attiva i glutei e premi la pelvi al suolo. Inspirando solleva il busto, avvicina le scapole, spingi in avanti lo sterno, distendi il collo. Respira con il torace per attivare Anahata Chakra.

Makara asana – il coccodrillo

Torna in posizione prona, porta i gomiti allineati con le spalle e le mani sotto la fronte. Rimani in Asana respirando con l’addome, il movimento respiratorio massaggia ed attiva Manipura Chakra.

Gomuka asana – il muso di vacca

Parti in posizione seduta, accavalla la gamba destra sopra la sinistra, cerca di portare i talloni vicino ai glutei e le ginocchia in linea una sopra l’altra. Aggancia le mani tra loro dietro la schiena, il gomito destro sarà di fianco alla testa mentre il gomito sinistro vicino al fianco. Se non riesci a prenderti le meni puoi usare una cinghia da Yoga per rendere la posizione più comoda ed adatta a te.

Ripeti dall’altro lato.

Matsyendra asana – la torsione del saggio matsyendra

Tieni la gamba destra stesa a terra, piega la gamba sinistra. Ruota il busto verso sinistra entrando in torsione, il gomito destro si appoggia oltre il ginocchio sinistro. Poggia la mano sinistra a terra dietro di te, termina la torsione portando lo sguardo dietro di te. La torsione massaggia gli organi addominali attivandoli e migliorandone la funzionalità.

Ripeti dall’altro lato.

Matsy asana – il pesce

Steso a terra in posizione supina, braccia vicino al corpo con i palmi a terra. Fai salire lo sterno verso il soffitto arcuando la schiena, lascia la testa indietro, verso terra, se possibile poggia la sommità del capo sul tappetino. Attiva Anahata Chakra.

Termina con un rilassamento a terra in posizione di shavasana, steso supino, porta i palmi delle mani verso l’alto, separa i piedi, allinea la colonna vertebrale e lascia andare tutte le tensioni, rilassa tutto il tuo corpo sul tappetino.

Pratichiamo pazienza e dedizione e con il tempo vedrai i progressi, l’impazienza in questo caso ci è nemica 🙂

Buona pratica

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