Imparare a scegliere: scegli o vieni scelto?

0
1435
bivio, bosco, natura

Nella prima parte della nostra vita non impariamo a scegliere perché c’è qualcuno che sceglie per noi: non scegliamo i nostri genitori, il luogo di nascita, i primi incontri con altri bimbi e nemmeno il cibo. Sicuramente qualche tentativo di ribellione lo facciamo ma gli esiti non sempre hanno il successo sperato. Tutto questo è ben spiegato nel divertente ed interessante film “Senti chi parla” che se non avete ancora visto vi suggerisco di vedere.

Dalla scuola al lavoro

Crescendo iniziamo pian piano ad avere un po’ più di potere e se siamo fortunati ci fanno scegliere la scuola, altrimenti potremo solo imparare a scegliere i compagni di giochi e gli amichetti con cui abbiamo più sintonia e le materie preferite. Sempre i più fortunati, cioè le persone che hanno dei genitori che danno fiducia ed autonomia, possono scoprire i talenti e le passioni iniziando a coltivarle. Chi non ha questa fortuna continuerà ad imparare a non scegliere. Tenderemo così a non scegliere nemmeno il lavoro, le relazioni, l’intera vita.

Scegliere con la memoria e l’inconscio

La memoria è definita come la “capacità di un organismo vivente di conservare tracce della propria esperienza passata e di servirsene per relazionarsi con il mondo e con gli eventi futuri”. Lo scopo della memoria è di accumulare esperienze di qualsiasi natura e tenerne conto per comportamenti successivi. Se quindi abbiamo imparato a non scegliere, ma a lasciare che le scelte vengano fatte dal mondo esterno, questo sarà scritto nella nostra memoria e ci guiderà insieme al nostro amico inconscio, quella parte della psiche che c’è ma di cui non siamo consapevoli, che assorbe tutte le esperienze sia quelle che ci piacciono che quelle che non ci piacciono, sia quelle belle che quelle brutte. Così ci ritroviamo ad adattarci a situazioni, relazioni e luoghi che non abbiamo davvero scelto ma in cui stiamo per essere accettati, per non venire abbandonati, per pigrizia, per la paura di cambiare, per la paura del giudizio, per abitudine.

Il corso della vita

Annuncio pubblicitario

Spesso poi ci si mette di mezzo anche la vita o il destino per chi ci crede e, anche quando siamo riusciti a scegliere qualcosa abbastanza consapevolmente sia che si tratti di un piatto al ristorante oppure un luogo dove vivere o un lavoro, accade l’imprevisto che ci fa cambiare direzione. E di nuovo ci sembra di non poter scegliere. Tutto questo non vuol dire che noi non scegliamo mai, fortunatamente abbiamo l’anima, quella parte più intima e profonda di noi, la nostra essenza che a volte riesce a farsi sentire la sua scelta tra le scelte influenzate da ciò che abbiamo imparato, respirato, memorizzato e dal corso della vita.

Imparare a scegliere

Una volta compreso come siamo fatti e quali sono le aree della nostra vita in cui ci accorgiamo di non aver scelto possiamo educarci alla scelta. Imparare a scegliere comporta una grande capacità di autosservazione e discernimento: significa ammettere una fragilità, un punto debole e decidere di rafforzarli. Riconoscere di essere nel posto sbagliato e, se possibile, cambiare direzione. Significa comprendere se abbiamo scelto o ci siamo fatti scegliere.
In tutto questo è fondamentale ascoltarsi bene, imparare ad ascoltare i nostri veri sì ed i nostri veri no, guardarsi allo specchio ed ammettere a se stessi che tutto ciò che abbiamo ora lo abbiamo scelto, volutamente o no, consciamente o inconsciamente. E se ci accorgiamo di non avere ancora scelto il meglio per noi, avere la forza ed il coraggio di cambiare per il nostro massimo bene che è anche il massimo bene di chi ci circonda.
Ricordandoci che l’anima, la nostra essenza ci parla continuamente ed è sempre pronta ad aiutarci sia fornendoci la scelta migliore per noi, sia facendoci rendere conto di ciò che non si può cambiare ma si può accettare. Ascoltiamola…

Come recita la preghiera della serenità di S. Francesco d’Assisi:

Signore,
che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,
che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare 
e soprattutto l’intelligenza di saperle distinguere.

© Riproduzione riservata.
Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazione indesiderate.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.