Il vento del cambiamento: come imparare ad aprirsi al nuovo

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Cos’è il vento del cambiamento?

I cambiamenti tanto temuti o tanto attesi bussano alla porta portandoci sempre qualcosa di sorprendente sia che si tratti di una lezione di vita, sia che si tratti di una bella sorpresa o novità.

Le piccole e grandi abitudini

L’essere umano è tendenzialmente abitudinario: è come una piccola formichina sulla gigante madre terra che ogni tre mesi cambia aspetto, forma e temperatura, cerca di trovare dei punti fissi che gli diano qualche certezza.

Le piccole sicurezze

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Seguiamo i mutevoli ritmi del giorno e della notte ed i cicli delle stagioni facendone inevitabilmente parte. Per stare in equilibrio ci creiamo dei riti a volte scelti, a volte imposti, a volte acquisiti dalla famiglia o dalla società che ci creano una specie di confine che ci fa sentire al sicuro.

A seconda della storia di vita personale di ciascuno di noi, chi più e chi meno ha nella sua vita qualcosa che “c’è sempre”. Può essere l’orario della colazione o, addirittura, quello che si mangia a colazione, la trasmissione in tv del giovedì sera, la partita a calcetto, la vacanza nel tal posto a Pasqua. Spesso, quasi involontariamente c’è qualcosa che diventa abitudinario seppur per una sola stagione. Abitudinario può diventare così sia il piccolo gesto quotidiano sia il lavoro che facciamo tutti i giorni. Parte dal “sono abituato così” fino ad arrivare al “sono fatto così.

A volte tutto questo ci fa stare in situazioni che ci hanno stancato, che non fanno più per noi e, addirittura, che non ci piacciono più e non siamo veramente felici. Le abitudini ci fanno avere comportamenti e modi di essere che non ci appartengono più ma ci danno una certa sicurezza e comodità.

La mente, il cuore o l’anima, il corpo: le diverse reazioni in noi al cambiamento

L’anima…

Al nostro cuore o anima (che considero l’essenza del cuore) le abitudini non piacciono molto. Il cuore ha i suoi scopi, le sue ragioni. Ama la ricchezza della vita, è aperto, curioso, vuole sperimentare, crescere, evolvere. Spesso, nell’abitudinarietà si annoia. Così, quando riesce a prendere voce ed energia, attira verso di noi dei cambiamenti e durante i cambiamenti a cui la vita ci sottopone sia con che contro la nostra volontà, si attiva sperimenta, cerca di vivere.

Il cuore quando prende voce ed energia ci fa emozionare di fronte al nuovo e ci fa venire voglia di cambiare ed aprirci al nuovo.

La mente…

La mente entra in conflitto e competizione con il cuore. Cerca di tenere tutto sotto controllo, sta bene nelle abitudini, ha bisogno di più tempo per adattarsi alle nuove situazioni. Fa strane associazioni tra i ricordi, le paure e di fronte alla parola cambiamento ci blocca. E’ facile riconoscere quando questo accade perché il linguaggio che la mente usa per sabotare il cuore durante i cambiamenti è, per l’appunto, abitudinario: “ E se….poi non mi piace, non sono all’altezza dell’esperienza nuova, non piaccio più agli altri, accadrà qualcosa che ancora non so?” . “E se” instilla il dubbio e la paura e di fronte ai cambiamenti ci fa fare molta fatica, a volte davvero inutile.

L’aiuto del corpo

Il corpo, se non ascoltato attentamente, può manifestare qualche sbandamento di fronte ai cambiamenti. Anzitutto può esserci di aiuto perché ci dà dei segnali immediati riguardo a ciò che è meglio per noi. Se il cambiamento è buono per noi e ci porta a crescere ed evolvere il corpo darà dei segnali di benessere. In caso contrario, se non siamo pronti al cambiamento, il corpo inizierà a dare segnali di allarme e di disagio. Può essere anche un semplice mal di testa proprio mentre riflettiamo sulla nuova opportunità di lavoro oppure un raffreddore che si manifesta alla fine di una relazione importante. Il corpo esprime sempre “un parere” sulla nostra vita e sul nostro atteggiamento verso di essa, basta dedicargli attenzione e stare ad ascoltarlo.

I tempi del cambiamento

I tempi di adattamento al nuovo variano a seconda della persona e della situazione. Mi capita spesso di osservare come si dia poca importanza al tempo di adattabilità: sia che si tratti di un cambiamento di casa, di relazione, di lavoro, di qualche lato di noi stessi o anche dell’arrivo di una malattia, della perdita di una persona cara la prima reazione è quella di prenderne le distanze. Nell’era dello stare “fuori da se stessi” ci si distrae facilmente dalle questioni interiori.

I cambiamenti di vita piccoli o grandi richiedono, invece, tempo, ascolto, attenzione sia a ciò che sta accadendo, sia a noi stessi. E’ importante far sì che il cuore, la mente ed il corpo si integrino e si adattino al nuovo. Trovino il loro ritmo, spazio, nuova modalità di espressione.

In fondo, di qualunque situazione si tratti tra quelle sopra elencate, è necessario lasciare andare il vecchio, ciò che non ci appartiene più e non è più con noi per voltarci a ciò che di nuovo ci aspetta.

L’importante è ricordarsi sempre che i cambiamenti aggiungono lezioni di vita, esperienze di crescita ed ampliamento di ciò che noi siamo e che, anche se apparentemente non sembra, è più facile aprirsi al cambiamento che lottare contro ciò che è inevitabile.

A meno che non si scelga di seguire il vento del cambiamento con il desiderio di esplorare la vita.

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