Quarto Chakra: l’energia del cuore per aprirsi alla vita con gioia

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Quarto Chakra, il chakra del cuore. Frase evocativa: “Se ami davvero te stesso, non potrai mai far male ad un altro” (Buddha). Il chakra del cuore è il quarto chakra, Anahata ovvero “il centro che non può essere colpito”.

Cosa significa Chakra e cosa sono i Chakra

“Chakra” letteralmente significa “ruota”. I chakra sono sette, individuabili nel doppio eterico, quindi non a livello fisico come i nostri organi, per intenderci.

Sono centri dove scorre l’energia e girano sempre in senso orario, a meno che non ci siano situazioni particolari e su cui, nel caso, occorrerà lavorare con attenzione.

Quarto Chakra e Amore incondizionato

Il quarto chakra, il chakra del cuore, come si può immaginare, è legato alla nostra capacità di amare in modo incondizionato. In quella zona si possono anche accumulare tensioni e sofferenza emotiva. In questo caso l’energia nel chakra non scorre in modo fluido. Lo stesso vale se siamo chiusi nei confronti degli altri, freddi e indifferenti ai sentimenti e incapaci di lasciarci andare e dare amore. Molte persone hanno subito delusioni affettive o hanno vissuto in un ambiente familiare freddo, dove non si è mai instaurato un clima amorevole, quindi si sono chiuse in se stesse e, di conseguenza, chiudono il cuore.

Un esempio di persona chiusa, sulla difensiva, è la persona con le spalle ricurve. Attraverso questo atteggiamento corporeo mostra una forma di protezione nei confronti del chakra del cuore. In genere si tratta di individui che hanno sofferto molto in campo affettivo e che annoverano situazioni relazionali molto deludenti, magari partendo già dalla loro infanzia. Dal punto di vista psicosomatico, patologie cardiache e polmonari come l’asma, l’ipertensione o anche l’insonnia, sono sintomi di un chakra del cuore mal funzionante.

Quando il respiro aiuta il cuore

Sia le pratiche di yoga che il rebirthing agiscono in modo naturale, aprendo tutti i chakra e riequilibrandoli. Lavorando con il respiro e con l’energia, attivata dal respiro, si sciolgono nodi interiori e ci si apre alla vita e agli altri. Innanzitutto occorre amare se stessi, accettarsi per ciò che si è, essendo certi che, lavorando costantemente sui nostri limiti, riusciremo a superarli e a vivere una vita più armoniosa. Senza l’amore per se stessi, non ci può essere amore per gli altri né per la vita. Tutto diventa frustrante perché abbiamo delle pretese enormi nei nostri confronti. Ci costruiamo un’immagine di noi che non corrisponde a ciò che siamo realmente. Il punto è che non ci conosciamo. Siamo solo un’accozzaglia di schemi mentali, acquisiti dai genitori e dalle esperienze di vita, un misto di paure ed insicurezze; quindi non siamo mai felici di noi stessi a meno che le cose non vadano così come le abbiamo prestabilite.

La vita, però, è imprevedibile e tutto è in evoluzione. Niente dura in eterno perché vige la legge dell’impermanenza, che fatichiamo ad accettare. Le relazioni si concludono, anche solo perché l’altro viene a mancare. I beni materiali li acquisiamo ma li possiamo perdere da un momento all’altro. Questa incertezza ci atterrisce e ci chiude alla vita. Tentiamo disperatamente di aggrapparci a ciò che abbiamo, nella speranza che sia “per sempre”. Accettare il fluire della vita ci porterebbe a vivere senza paure e tormenti interiori. I Maestri insegnano ad “essere come l’acqua” che fluisce e che, dinanzi ad un ostacolo, lo accoglie ma non ci cozza contro. La paura di vivere, per paura di perdere tutto, ci chiude alla vita. Se siamo chiusi alla vita ed impauriti, il chakra del cuore è bloccato e l’energia non fluisce.

Quarto Chakra, l’Amore incondizionato

Per avere un’idea di cosa significhi “amore incondizionato”, pensiamo all’amore di una mamma per il figlio. La madre sarebbe disposta a dare la vita per il proprio figlio. Mette i suoi bisogni e la sua felicità in secondo piano. Questo è un esempio di amore incondizionato. Non vuol dire “annullare se stessi” per l’altro, altrimenti si cadrebbe nella patologia. Si mantiene la propria identità, la propria forza, considerando che siamo interdipendenti e che siamo su questo piano per aiutarci l’un l’altro.

La persona felice

La persona più felice è colei che dedica la sua evoluzione all’aiuto compassionevole ed amorevole, non per pietà, perché la pietà è frutto dell’ego ma per un amore puro e illimitato che parte dal cuore, da un chakra del cuore aperto.

Occorrerebbe dedicarsi agli altri con gioia, senza aspettarsi nulla in cambio, altrimenti non si tratterebbe di “amore incondizionato” ma di auto-affermazione, di bisogno di essere amati. L’altro, ricambiandoci, colmerebbe i nostri vuoti affettivi.

Yoga e rebirthing

Lo yoga e il rebirthing, bilanciando le energie, “curano” il chakra del cuore e modificano il nostro modo di rapportarci all’altro.

Praticare con le braccia aperte a croce, magari facendo delle respirazioni lunghe e profonde, agisce sul chakra del cuore, aprendolo. In Oriente si parla dei “quattro incommensurabili stati mentali” (Maitri, Karuna, Mudita, Upeksa) che si sviluppano con la pratica. Approfondirò in un prossimo articolo.

 

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