Il corretto uso della bilancia: pesapersone o pesagrasso?

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Riferendomi alla comune bilancia pesapersone la risposta all’ironico titolo é: la bilancia non pesa il grasso !
Vi dirò di più, spesso, oltre a non è essere indispensabile, l’uso di questo strumento è anche fuorviante.
Cominciamo con il dire che la bilancia, a meno che non si parli di atleti che debbano rientrare in una qualche categoria di peso, viene utilizzata come strumento di valutazione, spesso come monitoraggio di una dieta ipocalorica.
Ah, solo una piccola parentesi, la parola “dieta” così, da sola, non significa assolutamente operare una restrizione alimentare, infatti per “dieta” si intende esclusivamente il nostro regime alimentare, se non la si completa, nel nostro caso con la parola “ipocalorica”, non le si dà il giusto significato. Ma torniamo a noi.

Il peso della bilancia

Come stavo cominciando col dirvi non è il peso il nostro problema.
Mi spiego meglio.
Il peso non è altro che un numero che mette in relazione il nostro corpo con la forza di gravità ma essere più pesanti non vuol necessariamente dire essere più grassi, pensate ad un bodybuilder ad esempio.
Oramai però, purtroppo, per la maggior parte di noi, perdere grasso si identifica con il perdere peso e non ci si cura di capire cosa si è perso in quel mese di digiuno forzato, ad esempio, affinché le tacche sulla bilancia diminuiscano.
Questo errore di valutazione è uno dei principali problemi che rendono complesso il dimagrire.
Il processo di dimagrimento deve essere, per poter dare degli ottimi frutti, ragionevolmente lento, come abbiamo più volte detto deve prevedere una moderata restrizione calorica con, in accoppiata, un incremento dell’attività fisica.

L’accumulo di peso e depositi…

Cosa succede se però noi esageriamo? Cosa succede se, per cercare di eliminare il grasso in eccesso, ci sottoponiamo a digiuni forzati o a maratone improvvisate?
Ogni qualvolta priviamo il nostro organismo di calorie preziose (non dandogliene mangiando meno o consumandole con un aumento dell’attività fisica) questo reagisce prendendole da “depositi”.
Su questo concetto si impernia il proceso di dimagrimento: privare il nostro organismo di un certo quantitativo di calorie in modo che sia costretto ad approviggionarsi dai depositi di grasso.
Purtroppo la scelta che, a livello organico, viene operata non è mai così netta, nel senso che non vengono scelti esclusivamente i depositi di grasso ma viene interessata anche la componente muscolare.
La percentuale della scelta, nella migliore delle ipotesi, è il 75% dai depositi di grasso è il 25% dalla componente muscolare.
Tale percentuale è sempre più a favore della componente muscolare (quindi un aspetto molto negativo dal nostro punto di vista) quanto più veloce e sostanziosa è la riduzione di calorie.
Quindi abbiamo risposto ai quesiti su cosa succede se esageriamo con le privazioni caloriche: perdiamo molta, troppa, massa muscolare e quindi le tacche in meno segnate dalla nostra bilancia non corrispondono ad una esclusiva perdita di grasso, anzi.

Biancia e metabolismo

Voglio complicarvi ulteriormente la vita.
Per ogni kg di massa muscolare persa il nostro metabolismo basale (ciò che noi consumiamo in termini calorici stando perfettamente immobili e rilassati) si abbassa di circa 40 calorie e questo aspetto è enormemente importante.
Pensate ad esempio se, a causa di una dieta dimagrante improvvisata, una donna perdesse 8 kg ma di questi solo 3 di grasso e 5 di massa muscolare, lei sarebbe anche contenta, perché la sua bilancia segna 8 kg in meno ma, oltre ad essere fuori strada, il suo metabolismo basale si abbasserebbe di circa 200 calorie, passando da circa 1500 calorie giornaliere a circa 1300.
Fin qui nulla di particolarmente interessante ma, cosa succede se la stessa donna termina la sua dieta dimagrante e torna a mangiare come prima?
Bene, avendo un metabolismo basale “più basso” di circa 200 calorie, mangiare come prima equivarrebbe, per lei, ad accumulare 200 calorie ogni giorno ed ecco spiegato, in parte, l’effetto yo-yo, dei regimi alimentari o degli allenamenti “fai da te”.
Non solo quindi credeva, sbagliando, di essere più magra ma, perdendo preziosa massa muscolare, si è resa la vita più complessa rendendo anche più difficile il poter dimagrire successivamente.
Tirando le somme: il dimagrimento deve essere un processo sufficientemente lento, graduale, non enfatizzato da eventuali periodi o mode, durante il quale dobbiamo necessariamente conservare una sensazione di benessere e dobbiamo ricordare, ogni volta che la utilizziamo, che la bilancia ci dice che siamo più leggeri, non necessariamente meno grassi.

Angelo Bramato

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