Disturbi alimentari: il corpo, la televisione e l’adolescenza

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Disturbi alimentari, una problematica ricorrente. Cerchiamo di capire gli aspetti psicologici di base.

Una premessa: il corpo

Osho ha detto: “Il corpo è un veicolo meraviglioso, molto misterioso e complesso. Usalo, non lottarci contro; aiutalo”.

Da tempo immemorabile il corpo è stato considerato lo strumento, il mezzo che permette la nostra esistenza. In alcune tradizioni come quella cinese o indiana poi, esso è stato visto come un sistema in interazione con la mente, al punto da inventare interventi terapeutici in grado di agire su entrambi. Parliamo quindi di una parte di noi stessi, di qualcosa che fa parte di noi-che-siamo-nel-mondo, la zattera che ci permette di attraversare il fiume della vita.

La dissociazione mente-corpo

Altrettanto antica è però la distinzione della mente dal corpo, soprattutto nella cultura occidentale. A partire da alcuni grandi filosofi greci, quest’ultimo è stato rappresentato come la sede delle passioni, da disciplinare e sottomettere al volere della ragione. Nel cristianesimo poi, esso ha spesso coinciso con il luogo che stimola al peccato, alla violazione dei precetti religiosi; la culla dei vizi capitali, dà i natali a gola, lussuria, ira o accidia, portando l’uomo sulla strada della perdizione.

Quando la scienza si è occupata di strappare il corpo alla religione per poterne fare un oggetto di studio, la cartesiana distinzione tra res-extensa e res-cogitans, si è fatta carne: le idee, reificate dalle azioni, diventano realtà, costruendo il mondo in cui viviamo.

Disturbi Alimentari, la dissociazione fatta realtà

Molte patologie emanano dalla opposizione della Mente alla Natura, come i disturbi sessuali, i disturbi ansiosi e naturalmente i disturbi alimentari (leggi anche qui l’altro mio approfondimento ). Essi ridiscutono il rapporto  biologicamente spontaneo con la nutrizione, che, da naturale attività di sopravvivenza, si trova ricoperta di una serie di significati culturalmente costruiti che la pervertono, facendone un campo di battaglia quotidiano. Il corpo smette di essere considerato un alleato diventando un’altra trincea nella Grande Guerra dell’esistenza.

Mass Media, la cultura al servizio del mercato

Non deve quindi sorprendere il fatto che i Disturbi Alimentari sono presenti soprattutto nelle società post-industriali occidentalizzate.

L’antropologa Anne Becker ha studiato l’evoluzione dell’immagine corporea nelle adolescenti di uno stato, le Fiji, a cavallo con l’arrivo, per larghe fette della popolazione, della televisione commerciale.

Quest’ultima si basa interamente sulla pubblicità per generare reddito, pubblicità basata sulla possibilità di vendere prodotti stimolando il desiderio, da parte di un uditorio-target, di acquisirlo.

Adolescenti: il target della pubblicità

La fascia adolescenziale ne costituisce un obiettivo centrale. Gli adolescenti sono infatti impegnati nella costruzione di una propria identità al di fuori dell’ambiente familiare. Tale identità può essere rafforzata e mantenuta dal possesso di determinati oggetti o gadget, investiti di un peculiare significato personale o sociale.

La pubblicità ha precisamente lo scopo di costruire tale significato. Ancora, non è quindi una sorpresa che l’arrivo della televisione alle Fiji abbia coinciso, a distanza di pochi mesi, con un drammatico aumento dei disturbi alimentari nella popolazione adolescente di quello Stato.

Disturbi Alimentari
Disturbi Alimentari
Gli Adolescenti e i Disturbi Alimentari
Gli Adolescenti e i Disturbi Alimentari

Costruire una cultura basata sulla natura

A scopo preventivo, risulta quindi centrale, da parte della famiglia, limitare l’accesso dei figli e al mezzo televisivo e ai nuovi dispositivi come Tablet e Smartphone, soprattutto quando in giovane età, sotto i dieci anni.

L’uso deve essere programmato e ritualizzato, senza costituire una proibizione, che ne farebbe unicamente aumentare il desiderio. Deve però essere regolato ed accuratamente bilanciato da altre attività, come, ad esempio:

  • il gioco libero, attività molto più stimolante a livello cognitivo e cerebrale,
  • sport
  • interazione con altri bambini e adulti.

In età più avanzate, sarà opportuno mantenere vivo e attivo un confronto continuo con il/la giovane, invitandolo/a sempre ad una critica dei modelli e dei valori proposti dai media, valorizzando la sua riflessione individuale e lo sviluppo delle sue unicità.

Quando mangi, mangia.

Il cibo ed il momento del pasto, dal canto loro, non possono e non devono essere rivestiti di significati ‘altri’; mangiare è un momento naturale e conviviale, e come tale va vissuto.

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