Cibo raffinato: fa male e crea dipendenza, 9 consigli

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Cibo raffinato: rappresenta la maggior parte di ciò che mangiamo, specie se facciamo la spesa abitualmente al supermercato.

Sai riconoscerlo? Sai quali sono gli effetti sulla salute? Te ne parlo in questo articolo.

Cosa scegliete di comprare quando fate la spesa?

L’importanza di una alimentazione sana è un argomento che mi sta particolarmente a cuore.

Da dove partire per mettere le basi di un corretto stile alimentare? Dalla consapevolezza che il cibo raffinato, in generale, fa male e, nel medio-lungo termine, può farci ammalare.

Come titola Marco Pizzuti un paragrafo del suo interessante libro “Scelte alimentari non autorizzate”: si tratta di

cibo studiato a tavolino per creare dipendenza.

Di che cibo stiamo parlando?

Parliamo di un’ampia categoria di cibi, alcuni ormai riconosciuti da molti come cibo spazzatura:

  • bibite gassate
  • snack salati
  • hamburger
  • patatine fritte
  • dolciumi vari

ma anche di altri che ci vengono presentati come cibi sani, ma che di sano non hanno proprio niente:

  • merendine per bambini con olio di palma e zuccheri di infima qualità,
  • cereali per la colazione raffinati e zuccherati eccessivamente,
  • yogurt alla frutta pieni di zuccheri e grassi,
  • prodotti da forno come cracker, focaccine e grissini;
  • alimenti vari conservati, ricche di additivi e di oli di pessima qualità
  • alimenti light e alimenti “senza” qualche ingrediente (senza glutine, senza lattosio, senza olio di palma)

e chi più ne ha più ne metta. In generale possiamo definirli come gli alimenti confezionati “da supermercato”.

Ingrassare con i cereali per la colazione: la storia delle cavie che mangiano Froot Loops

Vi propongo un esempio trovato sul libro “Scelte alimentari non autorizzate” di Marco Pizzuti.

“La prima scoperta è avvenuta casualmente nel lontano 1976, quando Anthony Sclafani, un ricercatore dell’Università di Chicago, venne attratto dal comportamento anomalo provocato dalla caduta di alcuni Froot Loops (cereali per la colazione al sapore di frutta) nella gabbia di una cavia di laboratorio. I ratti normalmente si muovono con circospezione e non ingurgitano istantaneamente qualsiasi cosa abbia l’aspetto del cibo, poiché si tratta di mammiferi dal carattere prudente. Nel caso dei Froot Loops, invece, il ratto si era lanciato sui cereali colorati per mangiarseli in un sol boccone. Incuriosito da questo comportamento, Sclafani iniziò a condurre una sperimentazione sui ratti nutriti con Froot Loops e i risultati che ottenne furono sbalorditivi.

Gli effetti incredibili del cibo raffinato

I ratti si precipitavano come fulmini appena vedevano i Froot Loops, mentre mantenevano un comportamento prudente con il loro cibo ordinario. Sclafani comprese che in quei cereali c’era qualcosa che scatenava il loro appetito in maniera irrefrenabile, qualcosa di così potente da far saltare l’istinto naturale di difesa.

Iniziò quindi a nutrire i ratti con altri alimenti da supermercato, provando di tutto, dagli insaccati ai biscotti.

Il risultato fu sempre lo stesso, i ratti impazzivano per il cibo industriale destinato all’uomo!

Il fatto più sconcertante è che il cibo raffinato venduto dall’industria agroalimentare annientava anche il loro meccanismo naturale di autoregolazione dell’appetito, inducendoli a mangiare oltre il loro reale fabbisogno. La conseguenza più evidente di questo comportamento fu l’aumento incontrollato del peso, che in alcuni casi portò gli animali allo sviluppo di patologie come l’obesità.”

Obiettivo dell’industria chimica: creare assuefazione anche nell’uomo

Le similitudini con il comportamento umano di fronte al cibo del supermercato erano sorprendenti.

Nel 1978 il mercato degli additivi e degli aromi alimentari valeva già 1,3 miliardi di dollari. Durante gli ultimi decenni, gli stregoni della chimica hanno ulteriormente perfezionato le trappole per il palato affinché svolgessero il loro vero compito: creare assuefazione.

Nel libro inchiesta The end of overeating, David Kessler, un ex commissario dell’FDA americana già noto per aver sfidato l’industria del tabacco, ha riportato le testimonianze esplosive di alcuni ex dirigenti delle società di sapori sintetici, che hanno ammesso di aver lavorato per creare prodotti con il massimo potere di assuefazione possibile.

Per decenni, l’industria chimica ha condotto ricerche e sperimentazioni volte a comprendere come funzionano esattamente i meccanismi che regolano la fame e ha trovato il modo per impedire che funzionino correttamente. Nello stesso tempo è riuscita a ricreare in laboratorio anche gli odori e i sapori che fanno impazzire i nostri sensi.

Non eccedere nel comprare per evitare “la droga”

Intendiamoci, consumare alcuni prodotti di quelli di cui stiamo parlando non è cosa grave. Il problema è l’abitudinarietà con cui mangiamo molti cibi e il dilagare dell’offerta dei prodotti industriali. Ricordiamo sempre il semplice consiglio del dott. Franco Berrino per quando si va a fare la spesa (leggi qui).

Continua Pizzuti: “Spesso, quindi, l’unica difesa che hanno i consumatori per non eccedere nel mangiare è acquistare quantità limitate di prodotti, poiché una volta portati in casa e tirati fuori dalle loro confezioni diventano come una droga a cui è quasi impossibile resistere.”

Cosa mangiamo con il cibo raffinato: grassi, zuccheri, sale ed additivi invece di importanti micronutrienti

Kessler ha spiegato che l’industria alimentare ha trasformato i pasti naturali in cibi ricchi di grassi, zuccheri, sale e additivi che rendono i consumatori dipendenti dai loro prodotti, con conseguenti problemi di obesità, malattie cardiovascolari e altre patologie.

Dagli anni 70 l’industria ha cambiato il nostro modo di alimentarci

“Per migliaia d’anni il peso del corpo umano è rimasto stabile, come riflesso di un regime dietetico naturale che ha consentito al sistema biologico umano di rimanere perfettamente in equilibrio, ma dagli anni ’70 del secolo scorso è iniziata ad aumentare esponenzialmente l’incidenza dei problemi di sovrappeso legati alla sovralimentazione, poiché l’industria ha radicalmente cambiato la natura degli alimenti creando irresistibili alchimie tra zuccheri, grassi, sale e additivi chimici. Il risultato è un cibo così attraente da produrre uno stato di beatitudine al palato che diventa frustrazione non appena cerchiamo di resistervi.”

Quindi, cosa fare?

9 consigli per mangiare sano

  1. Mangiate una buona quantità di vegetali freschi e di stagione, se possibile biologici o di provenienza conosciuta, meglio se del territorio
  2. Evitate gli alibi e le scuse. Frasi del tipo “è tutta una moda”, “non voglio morire sano e triste”, “il bio costa troppo”, sono solo scuse per non affrontare il problema.
  3. Privilegiate i cibi di piccoli produttori rispetto a quelli della grande industria
  4. Leggete le etichette, diffidate di ingredienti che non conoscete
  5. Pensate alle conseguenze per la vostra salute e per quella dei vostri cari
  6. Ascoltatevi e chiedetevi come vi sentite dopo aver mangiato i cibi industriali, e notate la differenza dopo un pasto leggero a base di ortaggi freschi e cereali.
  7. Non comprate cibi pronti e cucinate tutte le volte che potete, scegliendo con cura gli alimenti
  8. Se proprio vi piacciono certi prodotti confezionati, comprateli in piccole quantità e saltuariamente
  9. Non siate abitudinari: variate il più possibile gli alimenti e non fossilizzatevi sulle stesse marche

 

Scelte Alimentari non Autorizzate
Marco Pizzuti
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Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazione indesiderate.
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