I piedi: camminare sul sacro

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Quanti piedi hai?

La risposta immediata che ci verrebbe è : “2 ,ovviamente 2!”. Ma non è affatto così scontata la risposta. Noi siamo i nostri piedi! Usare il verbo “siamo” anziché il verbo “abbiamo” cambia totalmente la visione. Il verbo essere è quello che più si addice alla nostra natura divina, alla nostra triplice dimensione : spirituale, mentale, corporea.

Piedi: un’opera di perfezione ingegneristica

I piedi sono un’invenzione unica nel suo genere per capacità chimiche, fisiche, meccaniche. Nessuna macchina o strumentazione creata dall’uomo si avvicina lontanamente alla perfezione presente nei piedi.

Cosa fanno i piedi

  • riescono a sostenere in media 70 kg per gran parte della loro vita
  • subiscono continue sollecitazioni verso le quali si adattano con flessioni, torsioni, cambi di posizione, bilanciamento dei pesi
  • contengono più di 7000 terminazioni nervose e questo avvalla l’efficacia della Riflessologia Plantare
  • sono in grado di espellere più di 1 litro di sudore al giorno, garantendo la purificazione del corpo da tossine e liquidi in eccesso
  • opportunamente stimolati attraverso la camminata consapevole  favoriscono una corretta respirazione, un’ottimale assimilazione dei cibi, il funzionamento dell’apparato escretore ed addirittura stati meditativi consapevoli, un po’ come sognare ad occhi aperti ricevendo favolose intuizioni su come vivere meglio.

Piedi: il sacro che parla del sacro

Nella Bibbia i piedi sono citati 321 volte : 200 volte in ebraico, 8 in aramaico, 23 in greco e 92 volte nel Nuovo Testamento. Un esempio viene dal libro dell’Esodo (capitolo 3 – versetto 5 ) dove Dio invita Mosè a togliersi i sandali, perché sta camminando su un terreno sacro: Mosè calpesta una terra Santa nella misura in cui rimane ritto in piedi, non schiacciato o schiavizzato da Dio.

Togliere le scarpe nei luoghi di culto

All’entrata delle moschee, dei monasteri orientali ed anche in alcuni cattolici c’è l’obbligo di togliere le scarpe prima di entrare; questo non è un dogma ma un caldo invito a prendere contatto con il Sacro che ci abita , un consiglio a rilassarsi, a deporre le armi della fuga e della difesa e ad indossare le vesti nuziali del matrimonio tra tutte e 3 le nostre dimensioni.

Di fatto la parola “sandalo” ( dall’ebraico ma’al) si traduce con “ciò che stringe , opprime, in catena, catenaccio”. Togliere i sandali equivale a libertà di poter essere se stessi.

I piedi sono semi di vita

Nei testi biblici i piedi sono visti come un fagiolo, un feto ricurvo ( da qui la similitudine tra pianta del fagiolo e pianta del piede ), un seme che racchiude dentro di se il potenziale impresso che sta per nascere e venire alla Luce. La stessa visione è presente nella cultura cinese dove è presente la triade feto-piede-orecchio.

In ebraico la parola Bere’shit (inizio) rappresenta sia i piedi che il libro della Genesi ( principio delle Sacre Scritture cristiane).

Lavanda dei piedi: purificare i piedi con l’acqua

Oggigiorno è buona norma effettuare pediluvi con sale (possibilmente sale tibetano o sale di Epsom) in acqua molto calda che lentamente si intiepidisce, per rilassare tutto il corpo a partire dalle nostre “radici”. In antichità nel mondo ebraico questa pratica era assai diffusa; Gesù stesso il giovedì Santo prima della sua flagellazione, crocifissione e resurrezione pratica la lavanda dei piedi ai suoi discepoli, per purificato toccandoli nelle parti intime ( difatti il piede veniva considerata una parte del corpo intima come la parte pubica).

Gesù nella sua esperienza terrena incontra una meretrice che gli si prostra ai piedi e li lava con le lacrime, asciugandoli poi con i propri capelli: una richiesta dolcissima di purificazione che generò scandalo all’epoca: una donna che tocca un uomo!

I piedi: un ponte verso l’Infinito

I piedi ci ricordano, con la loro capacità di collegare il materiale (Madre Terra) allo spirituale (l’Eterno), che non siamo stati creati per vivere ricurvi in noi stessi, ma sempre e comunque protesi verso la Vita, la Bellezza, la Gioia Infinita.

Riscoprire il Sacro dei piedi con la Riflessologia plantare

Toccare i piedi equivale per l’operatore a toccare l’Universo, la Bellezza di cui è composta la persona sdraiata sul lettino. Quotidianamente si incontrano clienti che per retaggi mentali, morali, etici, familiari hanno vergogna e resistenza nel denudare i piedi. Dentro di se intuiscono che attraverso i piedi si può percepire ed afferrare la Meraviglia di cui sono fatti. Basta un semplice contatto tra il palmo di una mano e la pianta di un piede per innescare immediatamente reazioni fisico-emotive capaci di farci tornare a “noi stessi”.
Siamo sacri, siamo un tempio vivo di Bellezza e Splendore. Diamoci il permesso di entrare e soggiornarvi…per sempre!

Biibliografia

Corpo Territorio del Sacro, Evaristo Eduardo De Miranda, Edizioni Ancora

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