I benefici della lattoferrina sul sistema immunitario e non solo, studi scientifici in corso

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Lattoferrina, la proteina che protegge

Negli questi ultimi tempi si sente spesso parlare di lattoferrina anche in riferimento alla protezione immunitaria. Questa molecola è stata studiata recentemente, nel giugno 2020 in relazione all’epidemia da Coronavirus e gli studi sembrano promettenti, soprattutto nel campo della prevenzione.

Vediamo di analizzarla meglio, non solo per questa utilità ma anche per le altre funzioni che interessano la nostra salute.

Lattoferrina: di cosa si tratta?

È una glicoproteina multifunzionale naturalmente presente nei granulociti neutrofili ma la cosa interessante è che si trova nelle secrezioni dell’organismo, come :

  • lacrime,
  • saliva,
  • mucose vaginali,
  • liquido seminale,
  • colostro e, soprattutto, latte materno.

Il nome deriva dalla sua prima funzione osservata, quella di proteina carrier dello ione ferrico (Fe 3+) all’interno del latte vaccino; in altre parole, questa proteina funge da trasportatore del ferro nei fluidi corporei. Fu scoperta da Sorensen nel latte vaccino nel 1939.

La lattoferrina è capace di sottrarre il ferro non legato dai fluidi corporei e dalle aree infiammate, con capacità due volte superiori rispetto a quella della transferrina, il più conosciuto trasportatore del ferro.  I recettori specifici della lattoferrina sono presenti sulle cellule epiteliali a livello delle mucose, sui linfociti, monociti, macrofagi e piastrine.

È tuttora oggetto di studio per via delle altre importanti funzioni che ricopre nell’organismo:

  • Azione antibatterica, antivirale, antifungina
  • Funzione stimolante del sistema immunitario aspecifico, la nostra prima difesa
  • Azione antiossidante e antitumorale (esperimenti su ratti da laboratorio)

Proprio per via di queste sue funzioni, essa è localizzata nelle secrezioni e nelle mucose, che costituiscono le aree di scambio tra l’interno e l’esterno dell’organismo e rappresentano quindi una prima barriera difensiva nei confronti degli agenti patogeni.

Come agisce

Azione antibatterica

La Lattoferrina contenuta nel latte materno ha il merito di aiutare a proteggere i neonati allattati al seno dalle infezioni batteriche. Inoltre, favorisce lo sviluppo nell’intestino di batteri benefici, in questo modo il bambino riesce a sconfiggere diversi patogeni.

Non trattandosi di un antibiotico bensì di una sostanza endogena non altera la composizione della flora intestinale bensì ne favorisce, al contrario, l’equilibrio: basse concentrazioni di ferro promuovono la proliferazione di bifidobatteri e lactobacilli, i nostri batteri “buoni” i quali competono con i patogeni limitandone la crescita.

La lattoferrina sembra essere in grado di interagire con le molecole di lipopolisaccaride presenti sulla membrana dei batteri, rendendoli più suscettibili ad incorporare sostanze per loro dannose (es. lisozima, farmaci antibatterici) e ai cambiamenti osmotici.

La sua azione come chelante del ferro è fondamentale a livello intestinale, dove, sequestrandolo dall’ambiente, limita la proliferazione dei batteri per i quali il ferro è substrato essenziale.

Azione antivirale

Si realizza sia con il legame diretto della lattoferrina al virus, sia con il legame di questa molecola ad alcuni recettori presenti sulla cellula ospite altrimenti utilizzati dal virus come vie d’accesso.

I risultati migliori si ottengono contro batteri gram negativi, candida e virus come citomegalovirus, retrovirus, HIV, herpes, papilloma, virus influenzali, virus dell’epatite…

Azione antiparassitaria

La Lattoferrina agisce contro i parassiti come Toxoplasma gondii ed Eimeria stiedaia.

Si ipotizza che sia in grado di modificare la membrana del parassita, alterandone le capacità di legame con l’ospite. (Omata et al.,2001)

Azione antitumorale

Studi su ratti hanno dimostrato che la Lattoferrina somministrata a topi predisposti a tumori e sottoposti a sostanze chimiche cancerogene, riduceva il numero di tumori e sopprimeva l’angiogenesi (la produzione di nuovi vasi sanguigni necessari al tumore per sopravvivere).

Un altro interessante studio sull’uomo ha stabilito che la lattoferrina è molto efficace nel sopprimere la crescita delle cellule tumorali pancreatiche dell’uomo.

Un ulteriore studio sui ratti ha esaminato gli effetti della Lattoferrina sul tumore del colon ed ha evidenziato che: “nessun effetto indicativo della tossicità è stato rilevato dopo l’uso di lattoferrina, ma sono state osservate riduzioni significative in quasi tutti i trattamenti, tanto nell’incidenza, quanto nel numero degli adenocarcinomi dell’intestino crasso”.

Lattoferrina e studi sul COVID-19

La ricerca è nata dalla osservazione del basso numero di bambini e lattanti contagiati dal virus e dall’ipotesi che la ragione sia l’assunzione di lattoferrina attraverso l’alimentazione.

L’azione antivirale ad ampio spettro è stata studiata da Massimo Andreoni, direttore dell’unità Malattie infettive dell’università Tor Vergata, in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma e l’Università di Padova, anche sul recettore ACE2 coinvolto nel contagio da SARS-CoV-2, il virus che causa l’attuale epidemia di coronavirus. concludono: “La proteina lattoferrina sta dimostrando di avere un’efficacia contro il Covid-19, riducendo i tempi di eliminazione del virus nei soggetti con pochi sintomi, si è visto che somministrando la lattoferrina si protegge proprio l’immunità delle persone e gli infetti da Covid riescono a liberarsi del virus molto prima”.

Uno degli autori del lavoro, Stefano Di Girolamo, responsabile dell’unità di Otorinolaringoiatria del Policlinico Tor Vergata Centro Covid 4 Roma, docente di Otorinolaringoiatria dell’università di Tor Vergata afferma “Con questo studio volevamo osservare se i tempi di guarigione nei pazienti infetti si accorciavano grazie alla somministrazione della proteina”,

La sperimentazione partita a maggio è tuttora in corso ed ha coinvolto fino ad oggi quasi 50 pazienti positivi, in gran parte medici e infermieri, che hanno visto scomparire i sintomi dopo dieci giorni e sono risultati negativi dopo altri dieci.

Non solo immunità

Per i motivi già descritti, la lattoferrina è anche una sostanza fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio del microbiota (di cui parlo qui in questo articolo), in quanto stabilizza la proliferazione dei diversi ceppi batterici che lo compongono. Interessante considerare l’assunzione in caso di disbiosi.

Si tratta inoltre di una molecola utile all’assorbimento del ferro: molti pazienti che soffrono di carenza di ferro, quindi anemia sideropenica, trovano maggior beneficio dalla somministrazione di lattoferrina piuttosto che di integratori di ferro in quanto questi ultimi spesso disturbano l’intestino.

La lattoferrina, infatti, contiene in sé già 2 atomi di ferro per molecola, ed essendo la responsabile del turn-over del ferro a livello sistemico, impedisce qualsiasi deposito di ferro locale legato all’infiammazione. Quindi sarà interessante valutare l’assunzione in caso di recupero post infezione.

La lattoferrina di per sé non è mai satura di ferro e questa sua doppia natura regola finemente la continua circolazione di ferro anche quando la ferritina è alta, come nell’anemia del paziente neoplastico.

L’esperienza dell’erborista

Nella mia esperienza con persone che utilizzano la lattoferrina, ho trovato molto utile abbinare l’assunzione di zinco, sostanza coinvolta nella sintesi del DNA, nell’espressione dei geni, nella risposta immunitaria, nella guarigione delle ferite, nella riparazione dei tessuti, nella percezione del gusto e dell’olfatto.

Risulta efficace anche l’assunzione di vitamina C che potenzia l’attività antiossidante e protettiva sulle mucose.

Questa associazione viene suggerita come prevenzione e rinforzo delle difese immunitarie soprattutto se ad essere colpite sono le mucose delle vie respiratorie.

Interessante anche assumerla per aiutare il sistema gastrointestinale in cambio di stagione, stress o disturbi dell’eubiosi intestinale.

La lattoferrina si ricava anche dal latte bovino, questa viene impiegata per preparare integratori a sostegno delle naturali difese dell’organismo in adulti e bambini.

Bibliografia e approfondimenti scientifici

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