Giuggiole, frutti d’autunno, benefici per tutto l’anno

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La giuggiole sono bacche, frutti del Giuggiolo, pianta dal particolare nome botanico: Ziziphus Jujuba.

Le bacche hanno la stessa dimensione delle olive, anche la loro forma ellittica o quasi sferica le rammenta. Quando sono acerbe si presentano di un colore verde tenue, la loro consistenza è croccante ed il loro sapore simile a quello di una mela. Nella prima fase della maturazione il colore diventa un caratteristico marrone chiaro che si trasforma poi in rossastro.  La buccia è sottile ed aderisce alla polpa.

Nel  primo stadio della maturazione, durante la quale la giuggiola può essere raccolta, la polpa  della giuggiola è bianca e compatta, con un gusto dolce-acidulo. Se i frutti vengono lasciati sulla pianta fino alla completa maturazione la loro polpa diventa molle, perdendo il sapore acidulo, e mantenendo solo la parte zuccherina.  In questo stadio la Giuggiole diventano raggrinzite, sono comparabili alla frutta secca in particolare ai datteri per la loro alta componente zuccherina e,come tutta la  frutta secca, si conservano per molti mesi. Grazie alla somiglianza al dattero, la pianta del giuggiolo viene anche chiamata dattero cinese.

Le proprietà delle giuggiole

Le giuggiole sono utilizzate da tempo nella medicina tradizionale cinese per curare problemi  dell’apparato respiratorio. Inoltre, sono considerate benefiche per le infiammazioni alla gola, i raffreddori e le bronchiti. Nella fitoterapia odierna le giuggiole vengono consigliate negli stati di affaticamento, insonnia, ansia. Ma anche per contrastare i sintomi delle malattie da raffreddamento. I frutti hanno anche proprietà lassative e diuretiche. Consumare le giuggiole è un efficace modo di attivare l’intestino ‘pigro’, di assumere vitamina C e flavonoidi (antiossidanti).

Origini e diffusione

Il giuggiolo  pare abbia origine in Siria e nelle regioni Nord Africane e si sia poi diffuso nelle regioni asiatiche. giuggiolo,gioggiola, giuggiole, giuggiole bio, brodo di giuggioleAttualmente cresce in una vasta area che va dalla Cina, nella quale nel tempo ha dato origine a numerose specie, all’India, ma anche in Europa, dalla Spagna all’Italia.

In Italia il Giuggiolo vive in luoghi collinosi o montuosi, sia coltivato, che selvatico. Il territorio tipico di produzione in Italia è quello dei Colli Euganei, del padovano, e della Romagna. Necessita di aree  soleggiate, ma anche piovose. La  coltivazione di questa pianta è spesso circoscritta all’ambito familiare e ad un’area ristretta, per questo è difficile trovare le giuggiole  in vendita presso la grande distribuzione.

Le giuggiole in cucina

Si mangiano crude sia da fresche che essiccate, e in cucina si utilizzano per la preparazione di composte, marmellate, gelatine (grazie alla consistenza mucillaginosa della sua polpa), conserve. La loro conservazione sotto grappa è molto apprezzata. La giuggiola si può consumare anche bollita e cosparsa con miele e succo di limone; è poi usata in infuso per prevenire e contrastare i sintomi da raffreddamento.

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Curiosità: andare in brodo di giuggiole

La giuggiola al momento della sua massima maturazione è un frutto talmente dolce al punto che l’affermazione “essere in un brodo di giuggiole”  ha il significato di gongolare dalla felicità. Il brodo non è un vero brodo come ci si può immaginare, bensì un liquore preparato con le giuggiole. Esiste anche una spiegazione più curiosa e più colta, riportata sull’enciclopedia Treccani, che gli interessati possono leggere.

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