Germogli di primavera, integratori naturali per un pieno di energia

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Germogli di primavera in cucina, un meraviglioso cibo da riscoprire.

Cosa sono i germogli da mangiare

Di cosa si tratta? Parliamo di semi germogliati di cereali, legumi, ed altri vegetali, che costituiscono quella che possiamo definire una bomba di vitamine, enzimi, oligoelementi e fibre. Se non vi basta sappiate che i germogli assicurano un ridotto apporto calorico e un elevato contenuto di acidi grassi insaturi. Già alcuni popoli antichi utilizzavano i chicchi di grano germinati ed i germogli sviluppati come cibo rigeneratore e terapeutico e ne hanno tramandato l’uso.

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Si racconta che già nel 2700 a.C. nel “Grande Erbario della Medicina Cinese” il germoglio di soia venisse consigliato per risolvere i più diversi problemi di salute come i dolori alle ginocchia, i crampi, i disturbi digestivi, le macchie sulla pelle, giusto per citarne alcuni.

Non solo germogli di soia

I più noti  sono i germogli di soia, da tempo presenti sui banchi dei supermercati.

La novità da sapere è che è possibile disporre di una grande varietà di questi vegetali.

Contengono una miracolosa concentrazione di principi nutritivi, da consumare rigorosamente crudi.

I germogli costituiscono un esempio della straordinaria capacità della natura di produrre energia. Ognuno di noi può sfruttare questa capacità per alimentarsi con cibi freschi, ricchi di principi nutritivi e di facile digestione, e la scelta è davvero varia!

Germogli di primavera: prevenzione delle malattie e difesa dell’organismo

I germogli sono un cibo prezioso, che ha in sé un grande potenziale e l’energia della vita, per questo anche noi occidentali oggi ne apprezziamo la loro grande ricchezza nutrizionale: facili da preparare, gustosi ed economici.

I germogli sono una miniera di principi nutrizionali che, in un panorama alimentare sempre più ricco di cibi raffinati, sterilizzati, con additivi di ogni genere, costituiscono un fattore di prevenzione e di difesa dei processi vitali dell’organismo.

Partendo dal presupposto che il mantenimento ed il potenziamento delle difese naturali dell’organismo richiedono prima di ogni altra cosa un’alimentazione sana, equilibrata e ricca di cibi vegetali freschi e naturali, è evidente l’importanza del consumo di cibi come i germogli.

La trasformazione salutare dei semi

I semi di cereali o legumi allo stato crudo sono immangiabili ed indigesti, per questo motivo devono essere cotti per renderli commestibili ed assimilabili dall’organismo: il calore, infatti, trasforma gli amidi in carboidrati più semplici, le proteine in frammenti più solubili, e così è diventano utilizzabili per la nostra alimentazione.

Con il calore però, la vitalità presente allo stato latente nel seme scompare: un seme dopo la cottura non è più capace di germogliare.

Germogliazione uguale trasformazione

La germogliazione invece è un processo naturale che permette di mangiare crudi quegli stessi semi, che vengono cosi trasformati in cibi ricchi, vitali e nutrienti, in cui gran parte dell’energia potenziale contenuta nel seme si libera e si trasforma in energia assimilabile dall’organismo. Un vero miracolo della natura.

Dopo che il seme è stato messo in ammollo ha inizio la germinazione, cioè l’attivazione e la rivitalizzazione del germe del seme, detto embrione, che rappresenta la giovane piantina e contiene appunto in embrione tutte le parti essenziali della futura pianta.

In questa fase, quando il germoglio è ancora piccolissimo ed è racchiuso all’interno del tegumento, non ancora visibile, avvengono profonde modificazioni nella struttura del chicco e nella sua composizione biochimica.

Le successive reazioni biochimiche legate al processo di germinazione attivano le sostanze nutritive che rendono il germoglio più ricco di nutrienti e che risultano anche più digeribili di quelli contenuti nel seme.

Produrre e consumare i germogli, un’esperienza da fare

Il metodo più semplice per auto-produrre germogli è quello di acquistare un apposito germogliatore, facilmente reperibile nei negozi di prodotti biologici oppure negli e-shop di prodotti biologici e naturali come macrolibrarsi o Il giardino dei libri.

Come coltivare i germogli, passo dopo passo

Ogni tipo di seme deve essere trattato in una modalità diversa, tuttavia come regola generale è consigliabile metterli a bagno durante la notte.

Al mattino risciacquate i semi, disponeteli sul piano del germogliatore e lasciateli germogliare. I semi devono essere innaffiati 2 volte al giorno. Se sono del tipo mucillaginoso come i semi di crescione e rucola ad esempio, devono essere semplicemente solo inumiditi con uno spruzzino.

Prendetevi cura dei vostri semini per 3-5 giorni, a seconda dei semi che avete scelto, finché i germogli avranno raggiunto una lunghezza di 3-4 centimetri.

I tempi di germinazione possono variare al variare della temperatura, oltre che dal tipo di seme scelto. In ogni caso vi assicuro che si tratta di un’esperienza coinvolgente.

Il segreto per i germogli perfetti

Sembra facile, ma ottenere i germogli perfetti non lo è.  E’, invece, importante sperimentare, tenendo conto non eccedere con la quantità di semi che aumentano di molto il loro volume in poco tempo. Avrete così a disposizione un prodotto fresco e vitale.

Dopo la raccolta, sciacquate delicatamente i vostri germogli, eliminando eventuali bucce dei tegumenti e semi non germogliati.

Lasciateli poi scolare per qualche minuto, et voilà, sono pronti.

Germogli: conservazione

Se non li consumate subito, potete riporli in un contenitore di vetro con coperchio evitando possibilmente le buste di plastica. Potete conservarli fino a 5/6 giorni, ricordando di sciacquarli ogni due giorni.

Quali germogli coltivare?

Possiamo far germogliare quasi tutti i semi, ma i più indicati e sperimentati sono i germogli di cereali e di legumi orzo, miglio, riso integrale, avena, soia verde (fagiolo mungo), ceci, fagioli, lenticchie, ma sono ottimi anche altri semi commestibili di ortaggi o di altre piante come ad esempio il crescione, il ravanello, il basilico, l’alfa-alfa (erba medica) o il fieno greco.

Attenzione, i germogli di soia e ceci prima del consumo devono essere sbollentati, perché contengono ancora sostanze tossiche che solo la cottura può eliminare.

Da evitare i semi delle solanacee (es. patata, pomodoro, peperone, melanzana) perché contengono sostanze tossiche non eliminabili.

Sceglieteli biologici. E’ preferibile utilizzare semi di coltivazione biologica, cioè ottenuti senza uso di concimi chimici di sintesi, di diserbanti, e altri veleni (sempre ammesso che possano germoglino).

Come consumare i germogli

I germogli possono essere consumati tal quali con filo di olio extravergione di oliva bio, preferibilmente crudi in quanto, salvo le eccezioni segnalate, anche una breve cottura tende ad alterarne la ricchezza vitaminica. I germogli di soia possono essere saltati in wok per qualche minuto.

Vi consiglio di aggiungerli alle vostre insalate, conditi solo con un po’ d’olio evo e sale marino integrale, da consumare prima dei pasti.

Oppure uniteli a verdura o frutta, anche nella preparazione di frullati o succhi estratti. Altre idee?

Usate la fantasia: potete usarli per guarnire un piatto di pesce,  aggiungerli alle minestre di verdura pochi minuti prima di servirle a tavola…

Articolo aggiornato il 3/4/2019

Il Grande Manuale dei Germogli
Carole Dougoud Chavannes
Il Grande Manuale dei Germogli
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