Flora intestinale: prendersene cura con i probiotici

I sintomi di un intestino debole

Flora intestinale, perché è cosi importante ? Partiamo dai possibili problemi ad essa collegati. Mal di pancia, flatulenza, disordini intestinali frequenti… questi sono solo alcuni dei sintomi che indicano che il nostro intestino non è in piena forma.

Intestino, microbiota e benessere

A livello intestinale risiedono circa il 40% delle cellule immunitarie dell’interno organismo, una percentuale considerevole che sottolinea la stretta relazione fra intestino, popolazioni microbiche che lo abitano e sistema immunitario.

Essendo ricco di una fitta rete di fibre nervose, l’intestino è altresì dotato di un vero e proprio sistema nervoso autonomo (sistema nervoso enterico o più semplicemente “secondo cervello”) che comunica con il sistema nervoso centrale in maniera bidirezionale. Detto tutto ciò è chiaro che potremmo considerarlo il fulcro del nostro stato di benessere.

Un ruolo chiave in questa interconnessione è proprio rappresentato dal microbiota intestinale, ovvero l’insieme di tutte le specie microbiche che popolano il lume del nostro apparato, la flora intestinale. Si tratta di migliaia di miliardi di cellule microbiche, ciascuna con il proprio corredo di geni (materiale genetico che nel complesso prende il nome di microbioma). Alcune geni (ovvero alcuni tratti di materiale genetico) sono presenti nella maggior parte dei microbi umani. Altri, invece, costituiscono la parte variabile di questo microbioma, e differiscono da individuo ad individuo.

L’equilibrio tra flora intestinale e organismo: eubiosi

Quando flora batterica e organismo vivono in equilibro, si instaura una condizione di eubiosi. In tale situazione le specie batteriche, sia anaerobiche  (bifidobatteri) che aerobiche (lattobacilli) condividono lo stesso ambiente in maniera equilibrata. Noi forniremo loro, tramite l’alimentazione, materiale da cui essi potranno ricavare energia e proliferare, loro produranno numerose sostanze utili per il nostro benessere (vitamine, acidi grassi a corta catena etc..).

Il microbiota comprende anche specie diverse da quelle citate poc’anzi, come miceti, virus e clostridi, che se, in condizioni di equilibrio non saranno deleteri per la nostra salute.

L’alterazione dell’equilibrio

Ma stili di vita freneticistress, insonnia, stati emozionali forti, abuso di farmaci, fumo, una vita sedentaria o un alimentazione scorretta (povera di fibre e vegetali e ricca in grassi saturi e alimenti raffinati) può alterare facilmente questo equilibrio, determinato una riduzione dei cosiddetti “batteri buoni” a favore delle specie potenzialmente patogene. Anche la permeabilità della mucosa intestinale (cioè la  capacità di una sostanza di oltrepassarla) sarà influenzata da questi fattori, ed aumentando, permetterà alle tossine eventualmente prodotte, di superare la barriera intestinale e confluire nel circolo sanguigno.

Come possiamo allora, aiutare il nostro intestino nel ritrovare una situazione di equilibrio ed indirettamente uno stato di benessere generalizzato?

Consigli per ritrovare una situazione di equilibrio e benessere

Il primo consiglio generale (che poi comunque dovrà essere rimodulato in base alla condizioni specifiche di un soggetto) è un’alimentazione ricca in frutta e verdura cruda, cereali integrali possibilmente da agricoltura biologica (se ingeriamo anche la parte più esterna di un chicco è importante che questa non contenga residui di anticrittogamici) e povera in acidi grassi saturi a lunga catena (responsabili dell’aumento del colesterolo LDL a livello sanguigno).

I probiotici

Un approccio integrato prevede poi di integrare con dei “probiotici” la nostra flora intestinale.

Probiotico: pro (“a favore di”) dal greco βιωτικός (biotico), derivante a sua volta da  βίος (bios, “vita”). Quindi un qualcosa che è “a favore della vita”.

Secondo le linee guida del ministero della salute1 , per probiotico si intende un insieme di microrganismi vivi e vitali che conferiscono benefici alla salute dellospite quando consumati, in adeguate quantità, come parte di un alimento o di un integratore1.

Le specie probiotiche, dovranno essere resistenti al pH acido gastrico, per giungere ancora vivi a livello intestinale. Dovranno essere in grado di colonizzare specifici tratti della parete intestinale, moltiplicandosi adeguatamente, non risultare patogene e portatrici di antibiotico-resistenza, produrre batteriocine per competere con specie potenzialmente patogene.

Le alterazioni che possono avvenire a livello intestinale non sono tutte uguali pertanto anche la scelta del probiotico più idoneo riveste fondamentale importanza.

Quali sono le indicazioni di base da seguire?

Innanzitutto dovremmo ritrovare in etichetta le specie ed i ceppi specifici, definito dal nome dei microrganismi presenti seguiti da un codice numerico di identificazione (una sorta di carta d’entità dei nostri microrganismi). Questo vuol dire che il ceppo microbico è stato classificato e caratterizzato per una determina funzione.

Dosaggio e ceppi

L’integratore dovrà contenere un dosaggio di almeno 109 cellule vive per ceppo e per giorno (in etichetta è sempre indicata la quantità per capsula), ovvero un miliardo almeno di cellule.

La presenza in un integratore di più ceppi, può risultare maggiormente funzionale per ristabilire una situazione di equilibrio. Per esempio, diverse pubblicazioni scientifiche recentemente, hanno dimostrato che la contemporanea presenza in un probiotico di ceppi di Lactocillus spp e bifidobacterium spp determina una sinergia ottimale per il ripristino dell’equilibrio intestinale. Alcuni ceppi di Lactobacillus sono in grado di potenziare l’effetto barriera, altri producono e rilasciano nel lume intestinale metabiliti che inibiscono la sintesi di colesterolo e la proliferazione di altri ceppi microbici.

I prebiotici

Scegliere integratori che oltre alla frazione di microrganismi (il probiotico vero e proprio) contengano anche prebiotici, ovvero sostanze non digeribili e non assorbitili da parte del nostro intestino, che diverranno nutrimento e medium di crescita per i batteri “buoni “stimolandone selettivamente la crescita e l’attività. Ne sono un esempio le fibre alimentari presenti nei cereali integrali, nella frutta e nella verdura, fra cui i FOS (fosfofruttoligosaccaridi – per esempio l’insulina ottenuta dalla radice di cicoria).

Ricordo che i FOS sono utili in caso di stipsi, colite e meteorismo. La fermentazione di tali sostanze da  parte del microbiota intestinale porta alla liberazione di acidi grassi a corta catena (fra cui acido butirrico) ad azione mucoprotettiva,  riduce a livello ematico  i trigliceridi ed il colesterolo LDL (cosiddetto “cattivo”).

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Assunzione

In ultimo, ma non in ordine di importanza ricordatevi di assumere il probiotico preferibilmente lontano dai pasti e per un periodo di almeno 3-4 settimane.

1 :definizione tratto dalle linee guida su Probiotici e Prebiotici – Ministero della Salute- Dipartimento Sanità pubblica veterinaria, sicurezza alimentare e organi collegiali per la tutela della salute – Direzione generale igiene e sicurezza degli alimenti e della nutrizione ufficio IVEx Dgsan – Revisione maggio 2013

 

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Luigi Romiti
Laureato in tecniche erboriste presso La facoltà di Farmacia ed Agraria dell’Università degli Studi di Milano. Formatore in campo erboristico e salutistico e coltiva-tore, per passione, di piante officinali biologiche per distillazione di oli essenziali.
Contatti
Email: luigi.romiti@live.it
Website: http://www.ilgiardinoaromatico.blogspot.it
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