Fiori di Bach: Prendere i fiori o fare un percorso con i fiori ?

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Non esiste solo una maniera di usare i fiori di Bach

Negli anni molti studiosi si sono appassionati a questo metodo di cura e lo hanno approfondito. Uno dei più grandi studiosi famoso a livello mondiale è il Dottor Orozco che ha formulato in tanti anni di sperimentazioni varie teorie, tra le quali quello sul principio transpersonale (l’uso dei Fiori di Bach che va al di là delle singole personalità); un altro importante apporto lo ha dato Kramer con la sua teoria dell’applicazione locale, elaborando una mappa dove ad ogni zona cutanea corrisponde un fiore diverso, e formulando i suoi ‘binari’ mettendo in relazione i fiori a gruppi di 3 in maniera conseguente. Tra i floriterapeuti c’è chi preferisce suggerire ai propri clienti uno o due fiori per volta, chi pensa che sia più appropriato preparare un ‘cocktail’ di fiori su misura dal momento che ogni persona è diversa dall’altra e ogni momento il suo stato d’animo e la sua personalità presentano molteplici sfaccettature. Non è dal numero dei fiori o dal tempo necessario per avere i risultati che si giudica l’efficacia. La relazione che si stabilisce tra professionista e cliente è parte del processo di guarigione, e questo ce lo confermano anche i recenti risultati di fisica quantica (il Dott.Paolelli, noto esperto di floriterapia, nelle sue lezioni spesso sottolinea che “può essere più efficace un rimedio sbagliato dato da un professionista giusto che un rimedio giusto dato dalla persona sbagliata”).

Prendere i fiori di Bach oppure…

Va sottolineata comunque la differenza che c’è tra ’’prendere i fiori” e “fare un percorso con i fiori”. Infatti i fiori possono essere usati come supporto ad un’altra terapia principale, oppure possono essere presi all’occorrenza (ad esempio: usare Crab Apple che è considerato una sorta di depurante fisico e antibiotico naturale come supporto alla terapia per influenza o acne) in questo caso si usa in maniera simile alle cure allopatiche tradizionali, si prende il fiore per un sintomo, come quando si danno al bambino i fiori di Bach per superare un momento particolare; questo è un uso che si fa per brevi periodi e seguendo solo un sintomo. In questo caso è sufficiente conoscere le proprietà principali dei fiori, si può fare anche auto trattamento, avendo acquisito nozioni generali sui fiori e sul loro uso.

In altri casi si possono utilizzare i fiori di Bach come complementari ad altre terapie (esempio: riflessologia plantare o nel massaggio o cure omeopatiche) o quando il cliente è stressato o esaurito, persone preoccupate con pensieri ripetitivi, persone arrabbiate o scoraggiate, problemi di adattamento, si possono alleviare dolori fisici, fasi di lutto in elaborazione. Qui si trattano stati temporanei e non tratti di personalità o caratteriali. Con questo tipo di intervento floreale non si va alla radice di un conflitto ma possibilmente si offre sollievo a molte situazioni e i risultati possono essere anche immediati o a breve termine; è opportuno che la persona sia seguita da un esperto in quanto è difficile fare una valutazione quando si è troppo coinvolti in una situazione (vale per sé stessi ma anche quando si tratta di parenti o persone affettivamente troppo vicine a noi)

E’ possibile però potenziare l’effetto benefico dei fiori attraverso il confronto con un floriterapeuta, in questo caso si parla di fare un percorso con i Fiori e questa è la maniera più efficace per ottenere profonde e durature trasformazioni. Si stabiliscono in questo caso degli obiettivi all’inizio del percorso e successivamente ci si incontra ogni 3 o 4 settimane per un colloquio e una valutazione, rielaborando di volta in volta quello che è accaduto, inquadrando quello che emerge alla luce di quello che è un vero e proprio processo di cambiamento (Il Prof.Orozco sostiene che nella terapia con i fiori si deve valutare l’intero processo, non limitarsi a mirare ad un singolo successo)

Come si riconosce un professionista con cui fare un percorso

Deve aver fatto una formazione accurata (almeno un anno di scuola o 120 ore) , perché il professionista deve arrivare a conoscere approfonditamente i fiori e acquisire competenze di tecniche di colloquio, partecipare a congressi e seminari di aggiornamento poiché i fiori sono continuamente studiati e applicati in sperimentazioni che portano sempre nuovi risultati e nuove possibilità di uso; inoltre deve essere stato lui stesso in trattamento per almeno un anno. L’obiettivo del percorso è il trattamento profondo del cliente, il che include anche la sua personalità. Una componente fondamentale di questo tipo di intervento è l’ascolto attivo, per cui non sono sufficienti capacità innate del terapeuta come l’empatia ma anche abilità acquisite e conoscenze sulle tecniche di colloquio e le modalità di interazione più efficaci. Questo perché si deve realizzare la giusta sintonia tra terapeuta e cliente, per definire gli obiettivi del percorso e procedere in collaborazione reciproca Inoltre deve essere in grado di guidare rispettosamente la persona verso l’esplorazione delle proprie emozioni e degli stati d’animo; saper mettere in luce e valorizzare il potenziale ed i talenti del cliente rispetto alle problematiche e ai disagi.

Quanto tempo occorre per raggiungere gli obiettivi in un percorso ‘floreale’

Si parla di lavorare su tematiche di fondo, per cui è probabile che lo si debba accompagnare nel percorso per almeno un anno, anche se i primi risultati positivi potranno essere definiti meglio durante i primi tre mesi. Questo percorso accompagna il cliente nella crescita personale, anche a livello d’intelligenza emozionale, per usare la terminologia di Bach aiutandolo ad armonizzare “l’anima” (intendendo quella parte innata di talento, inclinazioni, spirito) con “la personalità” (cioè quella parte della persona che si forma anche per mano delle influenze ambientali ed esperienziali nel corso della crescita). Si può dire che questa è anche una forma di “medicina preventiva” perché è provato che quando una persona raggiunge un maggior equilibrio interiore, risulta dunque meno incline ad ammalarsi. Secondo il dott. Edward Bach, ma anche secondo molti rami della medicina olistica, la malattia è il segnale di uno squilibrio interiore, di un conflitto che la persona vive. Infatti una cattiva comunicazione tra “anima e personalità” determina disarmonia e conflitti e questo creerà più avanti una malattia, nel senso più conosciuto del termine.

Nel mondo del naturale, la malattia non è una casualità, non è una punizione e neppure una disgrazia, ma un segnale con cui il nostro corpo ci richiama a portare attenzione a noi stessi, ci comunica che qualcosa non funziona nel modo giusto, è un richiamo per farci capire che ci stiamo allontanando della giusta via e, nel contempo un’opportunità per correggere un comportamento sbagliato. Con un’immagine molto pratica potremmo paragonare l’azione dei fiori di Bach a qualcosa che va a “disotturare e pulire” la “tubatura ostruita, aiutando la persona a prendere coscienza dei suoi difetti e a gestirli, e quando arriva la consapevolezza automaticamente accade che non sono più questi difetti o problematiche a governare la vita della persona. Quando intraprendiamo un percorso con i fiori possiamo anche aspettarci che, man mano che ritroviamo ordine e pace dentro di noi, anche i nostri rapporti con i genitori e la famiglia di origine ritrovino equilibrio, la vita quotidiana diventi più facile, diventino più fluidi la relazione di coppia, i rapporti familiari, lavorativi, di amicizia, gli aspetti emozionale, fisico, creativo e molti altri.

Quello che non possiamo chiedere ad un percorso

Non possiamo cancellare o bloccare quello che deriva dalle nostre emozioni, anche qualora dovessero emergere sensazioni emotivamente dolorose questo non deve fare paura. I Fiori di Bach ci aiutano a gestire in maniera ‘ecologica’ e ottimale le nostre emozioni, a cercare di rielaborare quelle che ci causano sofferenza per raggiungere una consapevolezza che ci consenta di integrarle e viverle nella maniera migliore per il nostro bene supremo. Ogni emozione ha un senso e dobbiamo essere disposti a guardarci dentro e ad accettarlo per poi rielaborarlo ed integrarlo in noi.

Lettura raccomandata: Fiori di Bach Strumenti e strategie terapeutiche – R. Orozco – C.Hernandez Rosety – Ed centro benessere psicofisico

di Manuela Palchetti

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