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Fascite plantare: possibili cause, psicosomatica e trattamenti

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Fascia Plantare cos’è

La fascite plantare è il temine che descrive il dolore di tipo infiammatorio che interessa la fascia del piede, ovvero la fascia fibrosa molto resistente, poco elastica, che unisce la zona plantare del calcagno alla base delle dita.

Viene fatta spesso la diagnosi di fascite alle persone che soffrono di dolore acuto sotto la pianta del piede. Si può parlare anche di tallonite quando il problema interessa il tallone.

Negli ultimi anni è stata definita anche fasciosi plantare: il suffisso -ite è tipicamente usato per indicare un’infiammazione, invece dagli ultimi studi sembra che il problema sia da attribuire ad un fenomeno degenerativo della fascia.

Si identifica come il legamento arcuato, una banda di tessuto connettivo presente anatomicamente nella parte inferiore del piede, nella pianta.

Questo legamento serve a proteggere la parte più profonda sotto la pelle (nervi e vasi sanguigni) ma anche a sostenere l’arco plantare, funge da aggancio ai muscoli del piede e da ammortizzatore delle tensioni. Inoltre è coinvolto nella distribuzione del peso durante il movimento.

Le cause della fascite plantare

Non è ancora del tutto chiaro il meccanismo che porta a questo problema, ma è certo che si tratta di un disturbo che ha origine da una sollecitazione eccessiva della fascia plantare, che a causa dello stress ripetuto degenera e diviene dolente, causando micro traumi che si ripercuotono sulla fascia sfibrandola poco a poco.

Chi può soffrire di fascite plantare

Più comune nelle donne, nelle persone in sovrappeso od obese, nei ballerini, nei runners e nelle persone che stazionano in posizione eretta a lungo ma soprattutto con scarpe rigide.

Chi usa i tacchi alti può soffrire di fascite plantare poiché ciò provoca l’accorciamento e la contrazione della fascia plantare.

Si può anche definire una sindrome da sovraccarico funzionale data dalla ripetizione costante di un determinato gesto o movimento del piede.

Anche una particolare conformazione dei muscoli del polpaccio, accorciati o retratti sembra essere una causa del disturbo come anche la conformazione del piede che presenta un arco plantare più alto della media (piede cavo).

piedi

Posso portare la mia esperienza, tratto tanti casi di fascite con la riflessologia plantare e ho notato che la maggior parte fa uso di scarpe antinfortunistica per tante ore al giorno, questo tipo di calzatura non fornisce al piede la necessaria ammortizzazione.

Psicosomatica del disturbo

Ogni parte del corpo rappresenta simbolicamente i vari ambiti della vita della persona. L’inconscio usa il corpo a suo piacimento pensando sia il miglior strumento possibile per comunicare con noi, per questo dobbiamo restare in ascolto, anche se non è facile cogliere il significato del messaggio.

La pianta del piede simboleggia il contatto con madre terra e spesso si esprime dolorosamente quando i rapporti con la madre sono sofferti. In qualche modo il contatto con le proprie radici ha subito o sta subendo qualche conflitto.

Facendo riferimento alla localizzazione di questo disturbo (si tratta di un problema legato ai piedi) significa rappresentare la sicurezza, il rapporto con i genitori e il lavoro, comunque tutto ciò di cui necessitiamo per la sopravvivenza.

Quindi se a essere colpite sono le articolazioni dei piedi si può riflettere sulla loro funzione: sono atti a sorreggere il corpo eretto e quindi a garantire la stabilità, la mobilità, l’autonomia, l’indipendenza, la possibilità di fuga.

Se il problema non permette la deambulazione, potremmo porci le seguenti domande:

  • da quali situazioni vorrei allontanarmi e non lo faccio per paura? Perché non mi reggo sulle mie gambe?
  • Per quanto riguarda la sicurezza, mi sento immobilizzato per paura di perderla

Un caso studio

A questo proposito potrei portare l’esempio di una cliente che si rivolgeva a me per questo problema.

Abbiamo riflettuto insieme su quale potesse essere una causa psicosomatica e il risultato è stato che lei stessa ammetteva, di non avere il coraggio di lasciare un lavoro che da anni la penalizzava in vari modi, ma aveva paura di perdere la sicurezza di quel posto.

In base al rapporto con la terra possiamo fare anche riferimento alla lettura energetica dei muscoli e dei tendini, cioè alla facilità con cui ci permettiamo di essere noi stessi, di esistere, di godere della libertà di essere ciò che siamo.

I tendini, infatti, rappresentano i legami che a volte sono forzati fino al punto di infiammarsi.

L’ascolto del dolore

Possiamo osservare quando maggiormente si presenta il dolore: se i dolori sono al mattino, svegliandosi, significa che l’ansia è stata somatizzata durante il sonno.

Se i dolori invece si manifestano durante il giorno, l’inconscio ci sta dicendo che il dover andare ci crea ansia.

Il dolore è a destra o sinistra?

I muscoli volontari della catena muscolare sinistra, sono controllati dall’emisfero cerebrale destro, viceversa quelli della catena di destra. Se l’elemento ansioso è di origine emozionale, affettiva, si contrae il lato sinistro, se di origine razionale o logica, il lato destro.

Come si può risolvere con la naturopatia?

Guarire dalla fascite plantare è possibile, io stessa ho diverse testimonianze di miglioramento attraverso la riflessologia plantare e la naturopatia.

Il primo approccio consiste nel far prendere coscienza alla persona quali siano le origini del problema.

Sono consigliati:

  • pediluvi tiepidi con bicarbonato o olio essenziale di rosmarino e lavanda,
  • impacchi caldo umidi,
  • esercizi mirati,
  • riflessologia plantare.

Esercizi per la fascite

Seduti su una sedia o in piedi:

  1. Avvolgere la punta delle dita con un fazzoletto, sollevare il piede con il fazzoletto e farlo scendere almeno 10 volte.
  2. Seduti, ginocchia flesse a 90°, i piedi appoggiati al pavimento, alzare verso l’alto la punta delle dita mantenendo il tallone appoggiato al terreno, mantenere la posizione per 5 secondi, rilassarsi e ripetere l’esercizio dieci volte.
  3. Procurarsi un rullo e farlo scorrere sotto la pianta del piede lentamente e ripetere 10 volte.

La riflessologia plantare

L’intervento con la Riflessologia plantare è certamente una delle soluzioni più naturali e benefiche per affrontare il problema della fascite plantare.

Il massaggio del piede, oltre ad essere particolarmente piacevole e rilassante, riesce a raggiungere le fibre con tocchi leggeri e morbidi che ne riducono la contrazione e ne favoriscono l’allungamento.

La mobilizzazione delle articolazioni del piede ha l’obiettivo di liberare dalle tensioni che si generano come conseguenza della fascite plantare oltre a contribuire al miglioramento della postura.

Come si procede

Inizialmente si massaggia tutta l’area dolente delicatamente, per far affluire le endorfine (molecole morfinosimili) attraverso il sangue ottenendo il miglioramento del dolore.

Il massaggio inizialmente e lento ma profondo e si deve cercare di riscaldare i tessuti.

Poi si possono praticare delle flesso estensioni del piede dall’alto verso il basso e movimenti circolari del piede.

Infine far scorrere con il pugno chiuso le nocche a partire dalle dita fino al tallone e ripetere molte volte. Questo movimento può essere anche praticato in automassaggio.

massaggio ai piedi

Questa e altre manovre sono descritte nel mio corso di Riflessologia plantare online.

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