Evitare il confronto: la verità nei social media

evitare il confronto, la verità dei social media, social media, verità

Mi è capitato di incappare, nelle mie recenti escursioni sui social media, in un fenomeno che ho trovato curioso: persone, anche molto seguite nei loro account Facebook/Linkedin/twitter & Co., che invitavano coloro che non condividevano una loro idea a cancellarsi dai loro contatti.

…Se non condividi ti cancello, ovvero come evitare il confronto

Ecco alcuni esempi di situazioni che mi sono capitate sui social media e nel web:

  1. Su Linkedin un coach (mio contatto, mai conosciuto), ha scritto che “Tutti i comunisti e radical chic presenti tra i miei contatti sono gentilmente invitati a cancellarsi in quanto la differenza valoriale per me è significativa e non posso considerare “amici” nemmeno su Linkedin persone che professano valori contrari alla Libertà e allo sviluppo del Potenziale Personale”.
  2. Un autore di un blog piuttosto famoso, conclude enfaticamente un post sul parto in casa dicendo “Addio” al “primo che mi verrà a difendere un’altra stravaganza New Age”: non è infatti “obbligatorio avere una conversazione con tutti, e non voglio averla con tutti, quindi Addio”.
  3. Una signora su Facebook, contatto di un mio contatto, evidentemente molto religiosa, invitava chi tra i suoi contatti apprezzava la musica di Marilyn Manson, a cancellarsi, dato l’evidente legame di quest’ultimo con il Maligno.

…Parlare senza ascoltare

Quando leggo questo genere di inviti mi sento piuttosto sbalestrato: anche se uso i social come tutti, fenomeni come questi mi lasciano ancora stupito.

La domanda

Mi chiedo infatti: perché pubblicare in uno spazio di confronto (cioè il contrario di quello utilizzato da chi non ha intenzione di avere un confronto) la dichiarazione di non volere avere un confronto? Cioè:

dico pubblicamente che voglio meno pubblico. Preferisco evitare il confronto.

Ora, assodato che sul web ognuno possiede la propria nicchia di follower e che il funzionamento del web stesso le sta rendendo sempre più impermeabili le une alle altre (leggi anche il mio articolo  Critiche ai social), mi sono ricordato di un articolo di Maurizio Ferraris, un filosofo che insegna all’Università di Torino.

Addio alla verità condivisa, ovvero la verità dei social media

Secondo lui, l’addio alla verità condivisa da più persone porta alla strumentalizzazione di verità suddivise e personali. Ognuno può, nello sfumato e a tratti spaventoso mondo del web, dire ciò che vuole, nella speranza di ottenere ciò che gli interessa.

…Ognuno ha il diritto alla propria verità

Tale meccanismo, basato sull’idea che “ognuno ha diritto alla propria verità”, e nessuna può ambire ad essere più autorevole delle altre, è stato denominato “post-verità” (De Ferraris, 2017). L’era in cui diverse verità, condivise all’interno dei differenti gruppi culturali, coesistevano anche se divise, è stata soppiantata da un’epoca in cui milioni di post-verità (ognuno la propria) convivono nella più profonda incomunicabilità.

Il confronto, in tale scenario, diviene inutile e superfluo, tanto in fondo “ognuno ha il diritto di pensare ciò che vuole”. Ma se ognuno ha il diritto di pensare ciò che vuole, se io ho il (sacrosanto) diritto di pensare che ciò che penso sia più giusto di ciò che pensi tu, se persino discutere può finire nell’imposizione del proprio punto di vista sull’altro, o al contrario nel subirlo, qual’è la via d’uscita? Evitare di parlarsi.

E se qualcuno la pensa diversamente, mi cancelli pure. Addio.

Bibliografia

  • De Ferraris, M. (2011). Il ritorno al pensiero forte. Repubblica, 08/08/2011.
  • De Ferraris, M. (2017). Post-verità e altri enigmi. Bologna: Mulino.
© Riproduzione riservata.
Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazione indesiderate.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.