Energia dei luoghi, dove sgorga spontanea l’energia che cura mente e anima

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Energia dei luoghi: un’energia che cura e che possiamo trovarla anche in vacanza. Mi spiego meglio.

Sappiamo da tempo che l’energia è una componente sia dell’essere umano che del mondo circostante. Sappiamo anche che alcuni luoghi si caratterizzano per un’atmosfera e una forza particolare dal punto di vista energetico.

Ma la domanda che ci si pone spesso è la seguente: esistono luoghi che fanno guarire? Possiamo accedere ad una energia dei luoghi, o meglio una energia che cura in alcuni particolari luoghi?

Tutti abbiamo sentito parlare di località particolari per la loro ubicazione o per alcune componenti del territorio come

  • pietre,
  • acque,
  • caverne,
  • punti strategici,
  • luoghi di culto o monumenti inusuali

alle quali sono stati attribuiti particolari valenze curative o benefiche.

O ancora luoghi ‘misteriosi’ in cui dolmen, menhir, pozzi o grotte, che ci incuriosiscono e ci attraggono, possono essere segnali di probabili nodi energetici con effetti sul territorio e sulle persone.

Ricerche scientifiche che aprono nuove prospettive

Tra le varie ricerche che hanno sondato quella che viene definita energia del luoghi, due biologi molecolari del California Pacific Medical Center hanno selezionato culture di cellule cerebrali per verificare se, sottoposti ad intenzione di guarigione le cellule potessero crescere più o meno a seconda dei luoghi in cui venivano sottoposte all’intenzione.

Si è verificato che le culture lasciate nello stesso luogo crescevano più velocemente rispetto a quelle spostate: come se le intenzioni si sovrapponessero in quei luoghi, formando una sorta di informazione stabile. Il biologo Rupert Sheldrake parla di campi morfici, ovvero dei campi informati che raccolgono ‘matrici informazionali’, ciè vale a dire che

le informazioni presenti in un luogo si sovrappongono, si accumulano, danno potere alle intenzioni e ai pensieri dello stesso tipo.

Energia dei luoghi: una energia che cura, oppure solo…

Questa potrebbe essere una spiegazione per i luoghi sacri, in cui le persone si riuniscono a pregare, luoghi in cui le intenzioni restano impresse, dando vita ad un’energia ed un potere ancora più grande. Potete chiamarla energia dei luoghi, oppure energia che cura, certamente ci sono luoghi che hanno “un qualcosa”, “una atmosfera”, che altri luoghi non hanno.

Premessa: il mio intento

Risposte certe non ne abbiamo. Né abbiamo la presunzione di dare spiegazioni semplicistiche alle domande complesse che alcuni luoghi negli anni hanno suscitato. Questo articolo nasce dalla lettura estiva di una pubblicazione di Riza Scienze di qualche anno fa e dalla curiosità che da sempre muove i viaggiatori, unita al desiderio  di fornire ai nostri lettori lo spunto e lo stimolo a visitare luoghi affascinanti e con una fama ‘particolare’.

La curiosità muove il mondo, ci apre alle novità, ci spinge a porsi sempre nuove domande e spesso ci fa fare scoperte inaspettate e piacevoli. E allora perché non approfittare di questi giorni di vacanza, o di quelli futuri, per visitare alcuni di questi luoghi sparsi nel nostro paese ? Può essere un’occasione per metterci in ascolto e provare a percepire questa benefica energia dei luoghi?

Per iniziare ne ho scelti 3, vi auguro di avere la possibilità di visitarli un giorno e di percepire la loro energia che cura mente e spirito:

Duino Aurisina (TS): le acque rigeneratrici alle Fonti del Timavo

In provincia di Trieste sorge la chiesa di San Giovanni del Timavo. E’ interessante anche dal punto di vista artistico/architettonico con pavimentazioni paleocristiane. Si tratta di un  ambiente semplice che invita alla contemplazione e alla meditazione, dietro la quale si apre un bel percorso che porta alle cosiddette Bocche del Timavo, spettacolare risorgenza del fiume.

L’ambiente colpisce perché è suggestivo, con il verde in cui tutto è immerso, il canto degli uccelli e i colori particolari delle acque. Qui si trovano 6 polle ribollenti di acqua che, da sempre, compongono 3 possenti rami del fiume. Si dice che queste acque allevino i dolori di chi è affetto da disturbi alla vescica. Nelle antiche cronache di Virgilio, Plinio, Ovidio e Tito Livio le Bocche del Timavo sono ampiamente citate come fonte curativa di vari malanni.

Chiusdino (SI): Abbazia di San Galgano, La spada nella Roccia

Forse uno dei luoghi più conosciuti per la spettacolare particolarità di questo monumento medievale in stile gotico-cistercense. Fondata alla fine del XII secolo l’Abbazia di San Galgano è andata in disfacimento nei secoli, ma le prime mura sono rimaste intatte, mantenendo un fascino eccezionale e quasi magico.

Il viaggiatore che percorre le quiete strade che conducono qui, rimane senza fiato nel vedere stagliarsi all’orizzonte questa chiesa priva di tetto, nel silenzio della campagna bucolica senese. Il cielo come struttura superiore, un manto erboso come pavimento, le mura laterali svettano esercitando sul visitatore una forza magnetica indescrivibile.

Nessuna capacità guaritrice vantata dal luogo, ma un mistero aleggia antico nella cripta eretta a fianco dell’Abbazia: la spada nella roccia, versione italiana di Excalibur, visitabile ancor oggi.

La leggenda della spada nella roccia

La leggenda racconta che il nobile cavaliere Galgano Guidotti, originario di Chiusdino, nel dodicesimo secolo infisse la sua spada a due mani nella roccia di un masso fino all’elsa. Il gesto rappresentava il suo spogliarsi delle armi e del ruolo di guerriero per prendere i voti di monaco, spinto da un’apparizione dell’arcangelo Gabriele; si dice che negli anni a seguire l’ex cavaliere crociato fu protagonista di alcuni miracoli. Il luogo vale senza dubbio una visita, non solo per la spada, ma anche per la bellezza del monumento e dei luoghi circostanti. Indimenticabile.

Cabras (OR): il sotterraneo del bene, Ipogeo di S. Salvatore

San Salvatore, presso la cittadini di Cabras, è il più singolare e caratteristico villaggio religioso sardo, composto dalle tradizionali” cumbessias”, le casette.

Qui è presente un importante ipogeo di origine antichissima. Il santuario è considerato un tempio ipogeico pagano, la cui ultima fase è datata al IV secolo d.C. Fu realizzato attorno a un antico pozzo d’acqua, ritenuta salutifera fin dall’età nuragica e mostra, a tratti, periodi di utilizzo in differenti epoche. Infatti, sono state rinvenute dagli archeologi scritte in alfabeto punico, arabo e greco. A questi elementi si aggiungono pitture di età romana, resti d’epoca cristiana e scritte moderne. Nel XVII secolo, al di sopra dell’ipogeo, fu costruita l’attuale chiesa di San Salvatore.

La cosa che colpisce è che nell’ipogeo si è sempre venerata, nonostante le culture diverse, una divinità benevola e guaritrice, strettamente legata al culto delle acque. Tanto che in alcune zone del sotterraneo sono ancora visibili parole in lingua punica, quali rufù, che significa ‘guarisci’.

Un luogo da non perdere per chi si sta abbronzando sulle spiagge della Sardegna e desidera dare solo uno sguardo all’interno di questa magnifica isola.

 

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