Elogio alla lentezza: una nuova prospettiva da cui osservare la vita

Le voci nella testa

“Mi devo alzare…che ore sono? Oggi devo fare mille cose…l’appuntamento, il regalo, la spesa, poi voglio chiamare Maria, non la sento da una settimana…ah devo anche passare da mia madre”…pensieri, pensieri che da quando apriamo gli occhi invadono la nostra testa e modificano il nostro ritmo, accelerandolo, mettendoci in uno stato di fretta. E anche se molti di noi hanno tolto l’orologio dal polso, il che potrebbe sembrare gesto positivo, in realtà hanno dato così più spazio alla velocità. Già perché l’ora si guarda sul cellulare sul quale si trovano anche gli avvisi degli appuntamenti, i messaggi degli amici, le mail arrivate, le notifiche. L’ora è già tarda! E spesso una piccola sensazione d’ansia e stress si insedia dentro di noi.

La lentezza

Sebbene alla lentezza sia associata spesso una connotazione negativa, il suo significato proviene dal termine “lentus” participio passato di “lenire” che significa “far arrendere, rendere flessibile, pieghevole”. Rimanda allora forse ad una capacità di arrendersi al movimento naturale che tutto ciò che esiste possiede in sé. La lentezza così non è rallentare o fermarsi, è un movimento diverso che parte da dentro, da una spinta diversa che è quella di seguire quel ritmo che ci permette di sentire, vedere, assaporare la vita da un altro punto di vista. In fondo la lumaca e la tartaruga non rallentano, partono ad una velocità lenta e lentamente camminano.

Elogio alla lentezza

Chissà cosa accadrebbe se tutti vivessimo lentamente, cosa potremmo osservare, vedere, assaporare. Al risveglio avremmo una percezione diversa del tempo e dell’ora, avremmo modo di sentire scorrere l’acqua della doccia sulla pelle, di assaporare la colazione in modo diverso, di osservare la persona che ci apre il portone e di soffermare lo sguardo sul cielo, su ciò che ci circonda. Forse tutto sarebbe morbido e flessibile, anche le nostre parole, i movimenti, i gesti, forse ci sarebbe armonia. Allora vale la pena di provare a creare la nostra personale giornata della lentezza, un giorno in cui entriamo nell’arrenderci a noi stessi e ad un movimento lento per scoprire un nuovo aspetto della vita.

C’è un legame stretto tra lentezza e memoria, tra velocità e oblio. …  Nella matematica esistenziale questa esperienza assume la forma di due equazioni elementari: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all’intensità della memoria, il grado di velocità è direttamente proporzionale all’intensità dell’oblio.

Milan Kundera

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Diana Cordara
Consulente Fiori di Bach certificata BFRP, Counselor individuale e di coppia, Reiki. Partner e consulente di redazione di BenessereCorpoMente.it. Riceve a Monza e a Milano.
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