Eleuterococco: via stress e stanchezza

stanchezza , eleuterococco

Descrizione botanica

Eleuterococco, nome botanico Eleutherococcus senticosus. Detto anche “Ginseng siberiano”, la pianta di Eleuterococco è un arbusto legnoso con fusti eretti, alti 2- 3 metri, originario dell’Asia nord-orientale (Russia, Cina, Nord Manciuria, Corea) dove vegeta nel sottobosco della taiga, foresta mista a conifere.

Ha la parte aerea ricoperta di piccole spine flessibili e fiori giallastri (femminili) o violetti (maschili), i frutti sono simili a quelli dell’edera. Ha un grande rizoma bruno chiaro e radici cilindriche più scure. Se ne usano in fitoterapia le radici ed i rizomi.

Una pianta adattogena

Se un po’ di stress è salutare, capace di vitalizzarci e tenerci attivi (eustress) quando raggiunge un livello elevato e soprattutto cronico ha effetti negativi sulla qualità della vita e sulla salute.

Il termine “piante adattogena” sta ad indicare una pianta con un’azione abbastanza ampia e non riconducibile a singoli meccanismi, che permette, con l’assunzione del loro fitocomplesso un adattamento alle situazioni altamente stressogene, consentendo all’organismo una risposta più efficiente.

Tra queste piante oltre all’eleuterococco troviamo il Ginseng, la Whithania, la Schisandra e la Rhodiola: ognuna di loro, pur essendo tutte di aiuto nei casi di stress ed esaurimento psicofisico, si differenzia sostanzialmente dalle altre per diverse caratteristiche.

Eleuterococco: peculiarità

L’ eleuterococco in particolare si caratterizza per presentare una stimolazione meno decisa di quella del Ginseng. Può essere un ottimo rimedio mirato su chi svolge un lavoro anche sedentario con molto carico e sforzo mentale, per quelle persone che in seguito ad eventi stressanti subiscono un abbassamento delle difese immunitarie e soffrono di frequenti raffreddori o infezioni virali o microbiche.

Rimedio ideale per donne, studenti, sportivi

Nei momenti di stanchezza, quando c’è bisogno di ridare tono ed energia senza eccitare eccessivamente l’Eleuterococco sembra essere il rimedio ideale. La sua azione è vitalizzante ma al tempo stesso non troppo stimolante.

Alcune persone non tollerano il ginseng, che può dare loro iper-eccitazione ed insonnia, e rispondono molto bene alla somministrazione di eleuterococco.

Personalmente lo trovo molto adatto per le donne grazie alla sua azione più dolce rispetto al ginseng e anche per un’azione  endocrina capace di legarsi ai recettori progestinici, estrogenici, minerali e glucocorticoidi, che previene sbalzi ormonali e supporta capacità riproduttive (anche nei maschi) e può essere utile anche nei casi di astenia sessuale.

Migliora il rendimento fisico

E’ importante la sua capacità di migliorare il rendimento fisico. Infatti, ha un’azione metabolica attraverso l’aumento della sintesi proteica (dovuta all’euleteroside D in particolare) e produce un miglioramento del rendimento energetico.

Si ha un risparmio del consumo di Atp e glicogeno durante lo sforzo muscolare, grazie all’azione del fitocomplesso totale, e una normalizzazione della glicemia, grazie soprattutto all’eleuterano C, ipoglicemizzante.

Questo lo rende un rimedio particolarmente adatto agli sportivi. Questo rimedio inoltre dà interessanti risultati quando a causa di stanchezza o stress la persona

  • presenta ridotta capacità di rendimento e concentrazione,
  • fa fatica a memorizzare.

Per questi motivi è ottimo per studenti. Personalmente, ho riscontrato un ottimo effetto consigliandolo a

  • studenti in preparazione degli esami,
  • ragazzi di scuole medie che si trovano sotto pressione per scuola e attività sportiva contemporaneamente.

Eleuterococco nelle convalescenze

Ci sono malattie importanti oppure semplici influenze o comuni malattie infettive che lasciano la persona spossata, senza energie. In quei casi in cui sembra che l’organismo stenti a riprendere il ritmo e la vitalità che aveva precedentemente ecco che l’eleuterococco può essere un validissimo aiuto e si può anche abbinare con sicurezza ad altri rimedi naturali, quali rimedi floreali o oligoelementi.

Numerosi studi hanno dimostrato con la sua assunzione l’aumentata efficacia dei macrofagi, dei linfociti T e B, il raddoppio dell’attività delle cellule “natural killer” e dell’interferone, grazie agli eleuterosidi B e D e ai polisaccaridi Pes-A e B, quindi un aumento generale delle difese immunitarie. E’ indicato anche per migliorare le situazioni di ipotensione.

Eleuterococco: controindicazioni

Nonostante le sue preziose qualità questo rimedio non va usato in gravidanza ed è meglio evitarlo quando la persona è soggetta ad ipertensione.

Inoltre è importante avere chiaro che questo, come gli altri rimedi adattogeni, non può sostituire il riposo e non è sano in alcun modo usare questo tipo di rimedi per cercare di rimanere svegli o lavorare / studiare / fare sport oltre i normali ritmi. Occorre, quindi, buon senso nel rimanere sintonizzati sulle esigenze del corpo di riposo, svago e alternanza sonno-veglia.

Come Naturopata mi sento in obbligo di ricordare alle persone che le situazioni di surmenage o stress cronico non sono condizioni accettabili se protratte troppo a lungo e che chi si trova in queste situazioni può aiutarsi con questo rimedio (si può usare fino a 3 mesi, con le debite interruzioni), ma deve comunque poi fare qualche cambiamento e arrivare a ristabilire ritmi accettabili e naturali.

Curiosità dal mondo

Nella medicina cinese l’ eleuterococco veniva menzionato in tutti i testi di erboristeria come rimedio per le malattie renali, l’impotenza e l’incontinenza urinaria. In alcuni testi del XVI secolo si sostiene che le piante di qualità migliori siano quelle a cinque foglie. Si stima che nella sola Russia più di 3 milioni di persone usino regolarmente questa pianta come tonico e antistress.

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