Dolori addominali: come alleviarli con la riflessologia

dolori addominali, mal di pancia

Dolori addominali: per una diagnosi in merito a questo disturbo occorre sicuramente un medico o uno specialista. Proviamo comunque, con questo articolo, ad orientarci. Grazie a brevi nozioni di fisiologia possiamo localizzare il dolore, dandogli un nome e, come nostra abitudine, un significato psicosomatico.

Spesso avere un dolore addominale è come giocare ai dadi: sai solo che la somma massima che può uscire è 12, ma non puoi essere certo in partenza del risultato esatto.

L’addome secondo la Medicina Tradizionale Cinese

L’addome è la parte del tronco che unisce il torace al bacino; tutte le sue parti delle cavità addominali, trovandosi nella parte anteriore del corpo, sono protette e supportate da una struttura ossea e dalla parete addominale.

La parte superiore contiene:

  • fegato (elemento legno – emozione della rabbia)
  • pancreas (elemento terra – preoccupazione)
  • milza (elemento terra – preoccupazione)
  • reni (elemento acqua – paura)
  • una cospicua percentuale del tratto gastro-enterico (elemento metallo / elemento terra – tristezza/preoccupazione)
  • tutti i vasi sanguigni (elemento fuoco – gioia)
  • i vasi linfatici (elemento terra – preoccupazione)
  • rete nervosa relativa a tutti gli organi sopraelencati (elemento legno – emozione della rabbia)
  • tessuto adiposo, detto omento, che funge da barriera protettiva.

Come si muove l’addome

Due principali caratteristiche che permettono tutti i movimenti delle parti interne dell’addome sono:

Peritoneo

Una sottile lamina lubrificante di tessuto che permette agli organi letteralmente e fisicamente di scivolare tra di loro con facilità annullando gli effetti deleteri dell’attrito.

Struttura ossea

L’addome è sorretto dal basso dalle ossa del bacino ed, avvolto dalle coste inferiori. Sembrerebbe poco vero? Ma se così non fosse la deglutizione non potrebbe avvenire o per le donne in gravidanza sarebbe impossibile partorire, perché sono tutte azioni che richiedono il movimento della dilatazione.

I medici, per localizzare al meglio il disagio, usano una suddivisione quasi geografica dell’addome, che come una sorta di cartina ci aiuterà ad individuare in quale zona c’è il dolore ed il perché.

Come è fatto l’addome

L’addome viene suddiviso in 9 regioni, delineate da 2 piani orizzontali (sotto costale e transtubercolare) e 2 piani verticali (emiclaveari).

Si forma così una maxi icona a forma di “cancelletto” come lo schema per giocare a tris per intenderci.

Le nove regioni che si creano sono:

  1. ipocondrio destro (altezza polmone destro – fegato – parte destra della gabbia toracica)
  2. epigastrio (altezza fegato – stomaco)
  3. ipocondrio sinistro (altezza milza)
  4. lombare destra o fianco destro (altezza ansa epatica)
  5. ombelicale o mesogastrica (altezza ombelico)
  6. lombare sinistra o fianco sinistro (altezza ansa splenica)
  7. della fossa iliaca destra (altezza valvola ileocecale)
  8. sovrapubica o ipogastrio (altezza tra l’ombelico ed il pube)
  9. della fossa iliaca sinistra (altezza ansa sigmoidea)

Un aiuto dalla riflessologia plantare per i dolori addominali

Questa suddivisione è importantissima a livello medico come abbiamo visto, ma, come viene usata nella riflessologia plantare?

Come per il medico, anche per il riflessologo rappresenta una sorta di mappa con la quale potersi orientare al meglio di fronte ai dolori addominali più comuni, cercando di dare una chiave di lettura, che ribadiamo non essere in nessun caso una forma di diagnosi.

Qualsiasi sia il dolore, in qualsiasi quadrante bisogna sempre tener conto della struttura muscolare che avvolge e della struttura ossea che sorregge; energia dinamica-elastica ed energia statica-strutturale che aiutano, proteggono, sostengono, sospingono gli organi.

In riflessologia gli elementi che influenzano muscoli ed ossa sono legno ed acqua, tradotti in emozioni: rabbia e paura.

Dolori addominali ed emozioni: domande utili alla riflessologia

  1. Troviamo polmoni, fegato, cassa toracica sezione destra: lavoreremo sul riequilibrio della rabbia, della tristezza. Molto spesso per la legge di opposizione, che genera la disarmonia/malattia, l’elemento legno battaglia con l’elemento metallo.
    In quale situazione non ho spazio/libertà di esprimermi e provo rabbia? Do spazio alla mia energia creativa?
  2. Fegato e stomaco. L’elemento legno è questa volta in opposizione all’elemento terra e nella fattispecie i principali disagi saranno collegati al sistema digestivo e tutte le sue funzioni.
    Cosa non digerisco come situazione provando rabbia? Mi arrabbio troppo se mi preoccupo?
  3. Questo piccolo organo si preoccupa di purificare il sangue e produrre cellule linfatiche e gli anticorpi per combattere le infezioni. Si preoccupa e fa bene a farlo; si occupa sempre prima letteralmente, previene, produce tutto per evitare disagi all’organismo. Ma se i nostri pensieri sono eccessivamente rivolti a dubbi e riflessioni la milza si sovraccarica anche di preoccupazioni puramente mentali.
  4. Ansa epatica. “Do spazio alla mia energia?
  5. Plesso solare. Qui c’è il viatico di tutta l’energia dei primi due chakra che risale verso gli altri 5. Qui nascono le decisioni, gli amori, la vita. A livello fisiologico troviamo l’intestino tenue, la “pancia”, che ci segnala un’eventuale cattiva digestione sia di cibo che di pensieri/emozioni.
    Do spazio alla mia gioia?
  6. Colon discendente. “Do spazio ai miei dubbi vitali sui quali si gioca la mia vita?
  7. Passaggio delicato tra i due intestini, tenue e crasso, una valvola che collega due emozioni, gioia e tristezza.
  8. 2° Chakra. Zona riproduttiva e della creazione.
  9. Ansa sigmoidea. Siamo al centro dell’emozione tristezza, lì dove si annidano le lacrime non piante.
    Do spazio alla mia tristezza?

Quale tipo di massaggio è suggerito? Sicuramente dipende dal disagio: per problemi più emotivi consigliamo la tecnica metamorfica, che puoi approfondire qui:

“La Tecnica Metamorfica: la delicata metamorfosi del Benessere”

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