I pericoli dei dolcificanti artificiali: fanno ingrassare?

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I dolcificanti artificiali fanno ingrassare anche se non contengono calorie? Pare di si.In questo articolo facciamo riferimento a due autorevoli medici per spiegarne, in modo semplificato, le motivazioni e i possibili effetti negativi collegati al consumo.

Dolcificanti artificiali che ingrassano più dello zucchero

La prima parte del titolo di questo articolo è preso “a prestito” da un paragrafo del bel libro della dottoressa Debora Rasio, La dieta non dieta.

Cito le prime tre righe: “Sembra un paradosso ma i dolcificanti artificiali fanno ingrassare più dello zucchero.E sono anche pericolosi!”

Perché fanno ingrassare

La trattazione dell’argomento continua con la spiegazione dei diversi meccanismi con cui le loro “calorie zero” possono nuocere alla nostra salute.

Ad esempio, possono, nell’arco di pochi giorni, modificare la flora batterica intestinale: l’alterazione provoca un peggioramento della glicemia e dell’insulino-resistenza.

Inoltre, studi fatti su animali di laboratorio a cui la dieta è stata addizionata di dolcificanti artificiali hanno osservato una tendenza a mangiare di più e a ingrassare in eccesso in proporzione alle calorie assunte.

Il parere di Franco Berrino

Anche il dott. Franco Berrino la pensa allo stesso modo. Già nel 2013 durante le sue conferenze ed in una intervista rilasciata al Magazine L’altra Medicina dichiarava, a proposito dei dolcificanti artificiali:

“Saranno poco calorici ma, contrariamente alle aspettative, potrebbero addirittura fare ingrassare. Meglio non usarli. Saccarina, aspartame, acesulfame, sucralosio sono stati consigliati ai diabetici e alle persone in sovrappeso: questo è, presumibilmente, un errore.

Queste sostanze sono poco, o per nulla, caloriche, però stimolano, come gli zuccheri, i recettori del gusto che provocano la sensazione del dolce.”

L’attivazione dei sensori del gusto dolce nell’intestino

Il  dott. Berrino continua con la spiegazione delle sue affermazioni: “Nel nostro intestino ci sono dei sensori per il gusto dolce. Quando arrivano sostanze molto dolci come i dolcificanti artificiali (alcuni dei quali fino a 1000 volte più dolci dello zucchero) viene potenziato l’assorbimento del glucosio, cioè di uno zucchero“.

Secondo la visione di Berrino il segnale portato dal dolcificante artificiale, dice al nostro organismo: “c’è molto glucosio”, favorendo così l’assorbimento, a livello intestinale, non solo dagli zuccheri raffinati ma anche dagli amidi, della pasta, del riso, del pane bianco, “con tanti saluti per la glicemia e la linea”.

Si ipotizza, inoltre, che se prendiamo un caffè dolcificato artificialmente aumenti l’appetito, e si riduca il consumo di energia.

Nel video che segue una breve spiegazione del meccanismo descritto.

 

Stati Uniti: persone obese che bevono bevande diet

Torniamo alla dottoressa Debora Rasio, che nel suo libro racconta la sua esperienza di permanenza negli Stati Uniti durante la quale aveva avuto chiaro da subito che non ci si potesse fidare delle cosiddette calorie zero:

incontravo continuamente persone affette da una obesità mai vista, per me inimmaginabile prima, con in mano una bibita Diet.

Nell’uomo, continua, le bibite diet o “light, cioè quelle senza zucchero, aumentano il pericolo di diabete più di quelle zuccherate e raddoppiano il rischio di obesità”.

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In un altro suo articolo comparso sul magazine PleanAir si legge quanto segue: uno studio pubblicato nel 2013 sull’American Journal of Clinical Nutrition (supportato da numerosi altri studi precedenti) condotto su oltre 66.000 donne è arrivato a conclusioni che possiamo definire inquietanti:

  • le bibite diet aumentano il rischio di diabete più di quelle zuccherate;
  • chi beve una bibita diet al giorno ha un aumento del rischio di diabete del 33 percento, mentre in chi ne beve due, ha un aumento del rischio del 66 percento;
  • chi consuma regolarmente bibite diet ne beve il doppio rispetto a chi consuma quelle zuccherate. Ciò accade perché i dolcificanti artificiali creano maggiore dipendenza rispetto allo zucchero (il che è “tutto dire”);
  • i dolcificanti artificiali aumentano il rischio di diabete indipendentemente dall’aumento del peso corporeo.

Le conclusioni

In linea generale possiamo dire che se un prodotto è dichiarato “senza zucchero” ma ha un forte gusto dolce grazie ai dolcificanti naturali, significa che è da evitare. La buona abitudine di leggere le etichette ci consentirà di capire quale sostanza chimica è stata usata. Cosi come sono da evitare le bibite zero o diet, nonostante le loro “false” promesse.

Riabilitiamo lo zucchero?

Paradossalmente potremmo essere portati a pensare di ricominciare ad utilizzare lo zucchero raffinato. Il problema è che lo zucchero bianco, consumato quotidianamente in grandi quantità, aumenta rapidamente i livelli di glucosio nel sangue e di insulina, aumenta i trigliceridi, i mediatori infiammatori e, con essi, il rischio di diabete, malattie cardiovascolari e altre malattie croniche. Quindi, attenzione. D’altra parte gli alimenti contenenti naturalmente zuccheri, come ad esempio i frutti interi, sono generalmente ricchi di nutrienti, ricchi di fibre e con un basso carico glicemico.

Consiglio: lo zucchero non va sostituito, ma ridotto

La miglior cosa da fare è abituarsi a ridurre il consumo di zucchero giornaliero. Oltre a ridurre o eliminare gradualmente quello aggiunto a te e caffè, è importante porre l’attenzione su tutti gli alimenti che lo contengono. Biscotti, merendine, cioccolato, ma anche succhi di frutta, confetture e cibi pronti, anche salati.

Le alternative naturali allo zucchero raffinato ci sono, ma sono anch’essi da usare in piccole quantità e occasionalmente: lo zucchero integrale canna, lo sciroppo d’acero, il miele integrale, il malto d’orzo, il malto di riso.

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Possiamo abituarci gradualmente ad apprezzare il dolce naturalmente presente nella frutta, nei cereali e in diverse verdure. In poco tempo arriveremo a percepire come intollerabile il gusto dolce e stucchevole dello zucchero raffinato e dei dolcificanti artificiali.

Bibliografia e approfondimenti

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