Do-In: un’antica disciplina per il benessere

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Do-In: scopriamolo con Claudio Benedet (Naturopata, esperto di discipline tradizionali orientali ), che ci guida nella conoscenza di questa antica ed efficace disciplina per il benessere.

Cos’é il Do-In?

Il Do-In è una disciplina che permette di migliorare le proprie condizioni di vita utilizzando tecniche corporee e mentali tradizionali, tecniche antiche che mantengono oggi una grande efficacia.

E’ adatto a tutti, si possono ottenere buoni risultati già dopo i primi incontri con l’insegnante, già il primo giorno si può avvertire uno stato piacevole di rilassamento.
Dopo essere stato appreso può essere praticato da soli, in ogni momento, e quindi può essere praticato facilmente anche da chi è molto impegnato, ha poco tempo a disposizione e vuole mantenere un buon livello di benessere.

Pur essendo una disciplina antica, è particolarmente adatta ai ritmi di vita a cui spesso siamo costretti dall’organizzazione sociale in cui attualmente viviamo ed è anche un modo molto valido per evitare lo stress.

Quindi é una disciplina ad uso personale?

Si, questo però non esclude, anche quando si è esperti, di praticarla in gruppo e facendosi seguire da un insegnante, come preferiscono diverse persone. Ciascuno è libero di seguire la sua natura.

Anche nella scelta degli esercizi c’è libertà di scelta. Sono molti gli esercizi Do-In ed è normale che ci siano delle preferenze, è importante però che non ci si limiti soltanto agli esercizi più fisici e che si pratichino anche gli esercizi che hanno effetto sulla mente e che aiutano a migliorare la condizione spirituale.

Quindi il Do-In permette di lavorare su diverse componenti della persona?

E’ così, ha una componente fisica, una componente mentale e una componente spirituale. In questo è simile ad alcune forme complete di Yoga, con le differenze che derivano dal contesto culturale e ambientale in cui si è sviluppato e che nella pratica lo rendono diverso.

Che origine ha il Do-In?

E’ una disciplina che ha origini antiche, deriva dalla Medicina Tradizionale Cinese (MTC) e dalle antiche pratiche tradizionali giapponesi, con influenze ampie di tutta la cultura estremo orientale e forse anche indiane.
Il Do-In come lo conosciamo oggi è parte della cultura giapponese ed è arrivato in occidente nella seconda metà del ‘900.

Quali tecniche vengono utilizzate?

Le tecniche tradizionali utilizzate sono respirazione, meditazione, rilassamento, automassaggio, esercizi con la voce, movimenti e posizioni particolari, che hanno lo scopo di attivare e riequilibrare le energie vitali che scorrono nel corpo.
Sono le stesse che vengono usate nello Yoga e nelle pratiche cinesi per il riequilibrio energetico, la differenza tra il Do-In e le altre discipline sta nel modo in cui queste tecniche vengono sviluppate.

Come vengono sviluppate le tecniche?

Non è possibile descrivere brevemente il modo in cui vengono sviluppate le tecniche nel Do-In, così come dare una descrizione sintetica delle differenze tra il Do-In e le altre discipline. La comprensione reale di queste differenze può essere poi soltanto frutto di esperienza.
Due elementi particolarmente interessanti sono comunque da mettere in evidenza:

  • nel Do-In si usa in modo molto esteso l’automassaggio;
  • il Do-In è molto personalizzabile e per questo molto adattabile alle proprie esigenze, lascia spazio anche alla personale inventiva.

Non tutti gli esperti però sono d’accordo su questa seconda affermazione, secondo alcuni è una pratica rigorosa, ma questo è normale, le discipline orientali vengono spesso sviluppate in modo diverso, in base agli stili e alle caratteristiche di pensiero.

Quindi l’automassaggio è una componente importante?

Sì, l’automassaggio Do-In si basa sui principi della MTC, dunque tiene conto del percorso dei meridiani e della posizione dei punti che vengono utilizzati anche per l’ agopuntura.
Vengono massaggiate tutte le parti del corpo con particolare attenzione per la testa, le mani e i piedi e vengono usati diversi tipi di trattamento: digitopressione, sfregamenti, massaggio circolare con le dita, vibrazioni, colpi dati con i pugni, strette con la mano e rilascio ritmico, tamburellamento, frizioni tra pollice e indice e altri tipi di manipolazione.
Nell’insegnamento si presenta anche la parte teorica della MTC, in un primo momento con semplici riferimenti e in un secondo tempo in modo più approfondito.

Cos’altro è utile evidenziare del Do-In?

Conoscere bene il Do-In significa essere in grado di capire qual’è la propria situazione di salute e saper scegliere gli esercizi più adatti per migliorarla.
Si impara a capire la propria situazione in particolare con la meditazione, con l’autodiagnosi visuale, valutando la reazione delle diverse parti del proprio corpo agli esercizi e ascoltando la propria voce.

Come si impara il Do-In, dove si impara, che percorso si fa?

Il Do-In si impara seguendo l’insegnamento di un maestro. Teoricamente si può imparare anche da soli però questo rende il percorso di apprendimento molto più lungo e alcune cose fondamentali potrebbero sfuggire.
Personalmente lo insegno nella zona di Novara. In Italia ci sono alcuni centri dove si può imparare, non è difficile mettersi in contatto con questi centri attraverso Internet.
Il percorso con il metodo che propongo consiste nell’imparare le tecniche di base separatamente. In un tempo successivo alcune di queste possono essere unite in alcuni esercizi. In parte è possibile continuare a praticarle separatamente. Come in tutte le discipline orientali non è l’unico metodo possibile.

Viene dedicata molta attenzione all’ascolto di se stessi per sviluppare la consapevolezza e la capacità di conoscere la propria situazione. Con un incontro di un’ora alla settimana, per un periodo corrispondente ad un anno scolastico, si ottiene già una buona conoscenza del Do-In. Con due incontri settimanali oppure in due anni, si riesce ad ottenere una conoscenza ampia della disciplina.
E questo porta a una buona capacità di valutare la propria situazione.

Anche da soli

Generalmente, il Do-In può e dovrebbe essere praticato da soli già dopo il primo incontro.
Il mio consiglio è quello di iniziare subito a praticare gli esercizi anche al di fuori degli incontri con l’insegnante.

Alcuni esercizi si possono praticare con ottimi risultati anche nei pochi minuti di una pausa, altri anche durante l’attività lavorativa, con effetti positivi e senza che la cosa ostacoli lo svolgimento del lavoro.

Quali sono i benefici che una persona può ottenere con il Do-In?

Quasi tutte le problematiche fisiche, mentali e psicologiche possono trarre beneficio dal Do-In, purchè la persona non si trovi in condizioni degradate al punto da non poter eseguire anche gli esercizi più semplici.
Ci sono delle controindicazioni a praticare il Do-In per chi è affetto da infezioni acute. Alcune tecniche, come il rilassamento e la meditazione, non danno problemi, ma altre non possono essere praticate.
Chi ha dolori articolari deve procedere lentamente e con molta attenzione, perché alcuni esercizi potrebbero peggiorare la situazione.
Se ci sono problemi di salute particolari è importante evidenziarli all’insegnante per evitare effetti negativi.

Una soluzione per i fastidi di salute più comuni

Questa disciplina può aiutare anche a dare soluzione per problemi molto diffusi come il mal di testa, la stanchezza eccessiva, la stitichezza, l’insonnia, i dolori muscolari.
Molto interessante è l’effetto che il Do-In ha sulla prevenzione delle malattie e sul rallentamento dell’invecchiamento.

Ci sono situazioni in cui è più efficace e altre in cui potrebbe esserlo di meno?

Una corretta alimentazione permette di ottenere risultati migliori, anche una regolare depurazione dell’organismo aiuta molto.

La depurazione può essere fatta con cicli di erbe depurative o con rimedi omeopatici o, meglio ancora, con i due trattamenti insieme.
E’ un ostacolo l’inquinamento. Per evitare che gli esercizi perdano la loro efficacia è necessario evitare di praticare il Do-In in ambienti in cui c’è molto inquinamento.

Dove praticare

All’esterno i posti migliori sono i parchi pubblici, i giardini, i campi sportivi e gli ambienti naturali, lontano dai campi coltivati, dalle antenne e dalle linee dell’alta tensione.

All’interno è meglio praticare in ambienti ben areati, lontano da apparecchiature che funzionano con la corrente elettrica.

Meglio evitare anche la cucina quando il gas è acceso, evitare cantine e sottotetti dove, per diversi fattori, l’inquinamento aumenta in modo notevole.

Una corretta alimentazione, la depurazione e l’attenzione all’ambiente dove si praticano gli esercizi permettono, insieme a una pratica costante, di ottenere un grande miglioramento. Vale la pena provare!

Note e bibligrafia

Claudio Benedet, Naturopata, è esperto di discipline tradizionali orientali, che pratica in modo continuativo da oltre trent’anni.

Ha in particolare una conoscenza approfondita del Do-In.

Ha inoltre una grande esperienza di Erboristeria e Nutrizione, maturata nei 25 anni in cui ha gestito un’erboristeria a Novara.

Attualmente insegna Do-In presso lo Studio di Naturopatia La Verbena di Novara e tiene conferenze, in diverse sedi, su temi relativi alle discipline naturali per il benessere.
email info@studiolaverbena.it cell. 346.4713529.

Approfondimenti nel libro di Jean Rofidal, Do-In, Energia, Serenità e Salute

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