Disturbo Borderline di personalità: come riconoscerlo

donna sola, vuoto

Parlare di ‘disturbo borderline di personalità’ è complesso. Infatti, mentre il Manuale Diagnostico-Statistico, giunto recentemente alla sua quinta edizione, si sforza di fare riferimento a insiemi di sintomi oggettivamente rilevabili da osservatori esterni, il disturbo Borderline sembra particolarmente allergico alla sua riduzione a criteri descrittivi chiari ed inequivocabili (leggi approfondimento “La diagnosi disturbo personalità” ). Ma vediamone alcune caratteristiche.

Instabilita’ nelle relazioni

Le persone con una personalità Borderline tendono ad avere una marcata instabilità nelle relazioni; essa è legata alle immagini che hanno delle altre persone attorno a loro, costantemente cangianti e soggette a brusche trasformazioni. Un familiare stretto o un amico, in precedenza osannati per la loro capacità di ascolto, la loro bontà o la loro intelligenza possono essere percepiti, dopo pochi giorni o ore, come persone pericolose, manipolatrici o persino maligne. Alcuni autori di impostazione psicodinamica hanno sostenuto, non senza fondate motivazioni, che tale marcata variabilità nella rappresentazione degli altri corra di pari passo ad una rappresentazione di sé poco integrata e strutturata. Ma andiamo per ordine.

Instabilita’ nei percorsi di vita

Tutti noi attraversiamo momenti di crisi e di ridiscussione della nostra vita, delle scelte che abbiamo fatto, di distruzione di equilibri precedenti e di costruzione di nuovi. Si tratta del normale “Si viene e si va” esistenziale (per dirla con Ligabue), o, usando un’immagine più poetica, dell’oscillare dell’imbarcazione che ci dice che, nonostante tutto, stiamo ancora navigando. Fa parte della vita, e capita di pensare che quest’ultima sarebbe una gran noia senza qualche temporanea tempesta.

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La personalità Borderline sembra però impegnata costantemente a forzare i tempi. Essa crea e distrugge a velocità doppia o tripla, e senza dare ai nuovi progetti il tempo necessario per realizzarsi, essi sono abbandonati prima ancora di cominciare per davvero. La gara di velocità, spesso annunciata con alti squilli di tromba finisce ai blocchi di partenza. Questo spinge le persone attorno a loro a riempirle di ‘pii consigli’ che però, sebbene animati dalle migliori intenzioni, spesso non sortiscono l’effetto desiderato, lasciando solo all’altro la sensazione di non essere stato capito. Ma cosa spinge ‘il borderline’ a mutare così velocemente la sua traiettoria di vita?

Il senso di vuoto: l’orrore dell’orribile orrido

Immaginate di portare con voi la sensazione di essere incompleti, fondamentalmente mancanti e carenti di qualcosa che non sapete definire, ma che urla con forza la sua assenza. Ora immaginate di cercare con angoscia uno stato di quiete, di tranquillità, qualcosa che vi permetta di ottenere il tanto agognato silenzio della tanto tormentata voce che è sempre con voi. Vi capita di intravedere in una relazione, in una persona, in un progetto proprio ciò che vi porterebbe al fine al tanto desiderato porto sicuro, al mare calmo, ad una serenità conquistata; questa persona, questa relazione, questo progetto si dimostrano però, ancora prima di cominciare per davvero, quello che erano: delle pie illusioni, promesse di sogni cancellati dalla veglia. Come spesso accade a chi cerca una rivoluzione, un cambiamento radicale, la delusione arriva infatti implacabile, e ricomincia la ricerca di una nuova, altrettanto effimera, illusione. Ecco che si incontra nuovamente il baratro, ecco che gli obiettivi (o presunti tali) svaniscono, ecco che la tormenta ricomincia.

Droghe, chimica e affini

Ed ecco anche spiegata la frequente caduta delle personalità borderline in dipendenze da sostanze (legali o illegali), nuove, e altrettanto illusorie, promesse di una quiete che ora si raggiunge pagando il prezzo con le proprie perdute capacità mentali. Un’oasi chimica che diventa un problema che si costruisce sul primo, seconda prigione dalla quale è difficilissimo uscire.

La psicoterapia con il paziente borderline

Non si tratta di pazienti semplici; le oscillazioni dell’umore, la fluidità sintomatologica e relazionale danno parecchi grattacapi ai professionisti poco abituati a questo tipo di problematica. Anche la strategia terapeutica deve adattarsi alla molteplicità delle sue manifestazioni, e cambierà quindi di caso in caso, adattandosi alle caratteristiche peculiari del paziente; l’obiettivo è quello di costruire un equilibrio di vita abbastanza stabile da dare benessere, abbastanza flessibile da contemplare le oscillazioni.

Anche i problemi presentati nelle prime sedute possono essere molto diversi fra di loro: alcuni pazienti lamentano crisi di ansia o di angoscia, altri problemi legati alla famiglia di origine (leggi approfondimento “Il distacco dai genitori desiderati“), problemi relazionali di coppia o abuso di sostanze. Spesso però, una volta aiutato il paziente con la difficoltà iniziale, si procede passo passo, fra mille turbolenze (più una) a imbastire il progetto di vita adatto a quella persona.

Ricordando che, come ha scritto Shakespeare, “Non c’è notte che non veda il giorno”.

 

 

Bibliografia

 

Corso logitudinale

Ontogenesi della diagnosi

Trauma infantile

Confusione diagnostica

Diagnosi descrittiva

 

 

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