Digiuno o semi-digiuno: perché fa bene, non solo per dimagrire

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Eccesso di cibo e malattie

I pasti e gli spuntini scandiscono le nostre giornate, abbiamo a disposizione una così grande quantità e varietà di alimenti, di occasioni sociali, di stimoli esterni che ci spingono a consumare sempre più cibo, che è facile mangiare molto più del necessario.

Gli eccessi alimentari moltiplicano il numero di persone in sovrappeso e predispongono a numerose malattie croniche e acute. Le moderne epidemie da sovra-alimentazione si chiamano diabete, malattie cardiovascolari (infarto, ictus, ipertensione), aterosclerosi, tumori.

Mangiare meno, la miglior strategia antinvecchiamento

Molte ricerche si sono incentrate in questi ultimi anni sugli effetti benefici del digiuno sulla salute e hanno rilevato anche effetti positivi sull’aspettativa di vita. Riducendo infatti l’incidenza di molte gravi malattie della nostra epoca, il digiuno e le restrizioni caloriche comportano un allungamento della durata media dell’esistenza. In sostanza è una utile tecnica anti-age assolutamente gratuita.

Sappiamo già da tempo che l’alimentazione e lo stile di vita influenzano la qualità della nostra vita e la salute. Quello che invece apre nuove prospettive è sapere che digiuni intermittenti o regimi con ridotto apporto calorico possono addirittura influenzare i geni dell’invecchiamento e della longevità.

Pare inoltre che la deprivazione calorica abbassi molto i livelli dell’ormone IGF-1, che in certe fasi della vita in cui non serve più (cioè dall’adolescenza in poi) rappresenta uno dei fattori favorenti lo sviluppo di malattie tumorali.

La risposta della scienza dallo studio dei nostri antenati

L’ipotesi oggi più accreditata per spiegare questo è che in natura l’astinenza dal cibo stimola meccanismi metabolici per garantire la sopravvivenza.

I nostri antenati, dipendenti da caccia e raccolta per garantirsi il cibo, non avevano la certezza di poter mangiare abbondantemente ogni giorno.

Quindi si ritiene che nei periodi di estrema restrizione calorica, alternati a fasi di alimentazione normale o abbondante, s’innescasse una sorta di ‘stato di emergenza’ avente lo scopo di proteggere l’organismo.

Invece mangiando molto si accumula e produce più energia nell’organismo, con maggior produzione di radicali liberi, connessi ad invecchiamento cellulare, e altre molecole svantaggiose.

Mentre per i nostri antenati al danno da accumulo faceva seguito la riparazione del digiuno, oggi c’è un trend di sovralimentazione senza sosta.

Bastano poche ore al giorno

Secondo questi studi, anche poche ore al giorno di digiuno possono influenzare positivamente l’organismo.

Il Prof. Fontana, dell’Università di Brescia, di Washington e St Louis/U.S.A., sostiene da tempo lo studio di un modello alimentare che prevede la concentrazione dei pasti in 8-10 ore, dando un intervallo di 14-16 ore in cui non si dovrebbe assumere nessun alimento.

I risultati per adesso sono ottimi, i volontari sottoposti a studio, scelti tra quelli con alto rischio cardiovascolare, presentano una sorta di ‘ringiovanimento cardiaco’ di circa 20 anni! Va precisato anche che in questa sperimentazione viene considerata importante anche la qualità dell’alimentazione, scegliendo molti alimenti tra vegetali crudi e di stagione, riducendo proteine animali in favore di quelle vegetali. A ciò si aggiunge il fatto che la Cronobiologia, lo studio dei fenomeni biologici nell’arco della giornata, già negli anni 60 dello scorso secolo aveva rilevato che al corpo umano è utile concentrare il massimo dell’apporto calorico nelle ore diurne, per poi diminuirlo gradualmente in prossimità della sera. Qualcosa di simile a quanto avveniva nella tradizione contadina, con la teoria della “colazione da re, pranzo da principe e cena da povero”.

Quindi perché non provare a concentrare il carico alimentare tra le 8 del mattino e le 18-20 della sera? Anche chi non si sente portato a sacrifici e digiuni può iniziare a sperimentare benefici con questa semplice attenzione all’orario, che già da sola renderebbe più facile dimagrire, più difficile ammalarsi.

Con il digiuno i tessuti si rinnovano

Già nell’antica medicina tradizionale si parlava di digiuno come una modalità di cura e depurazione.

Oggi sappiamo che attraverso il digiuno, l’organismo non si limita a depurarsi, ma svolge anche un’azione rigeneratrice dei tessuti e degli organi.

Con brevi forme di digiuno il corpo viene stimolato a produrre cellule staminali, cioè quelle ‘giovani’, cellule non differenziate che consentiranno la rigenerazione di ogni tipo di tessuto. Questo permette di sostituire le cellule danneggiate con cellule nuove attivando le staminali. Durante il digiuno l’organismo ispeziona le proprie riserve e attinge da qui quello che gli serve per sopravvivere.

La demolizione dei depositi di grassi permette l’eliminazione di scorie con conseguente riduzione di infiammazioni collegate alla presenza di adipe. Avviene inoltre un drenaggio profondo dei tessuti e si favorisce così lo svolgimento delle attività metaboliche. Sappiamo che un corpo sovraccarico di tossine costituisce l’habitat ideale per lo sviluppo di diversi tipi di malattie e in particolare per la crescita di cellule cancerose.

Il digiuno aumenta la vitalità

Poiché una pausa di digiuno favorisce il lavoro e il buon funzionamento dei nostri organi emuntori, cioè intestino, reni, fegato e apparato respiratorio, che hanno il compito di ripulire dalle tossine acide, accade che se questi organi non hanno nuove tossine alimentari da eliminare, agiscono meglio su quelle accumulate.

Maggiore energia

Questo va a vantaggio del benessere, apportando una sensazione di maggiori energia e vitalità. Inoltre questo può aiutare anche a liberarsi da disturbi che si ripresentano ciclicamente (esempio: essere soggetti a candida, colite o mal di testa frequenti)

Il digiuno apporta benefici per ogni distretto corporeo

Con il digiuno si va a contrastare l’instaurarsi di infiammazioni croniche.

Quando l’organismo è saturo tende a scatenare reazioni infiammatorie diffuse, a partire dall’intestino che è il primo a filtrare i cibi che mangiamo. Le situazioni di infiammazione cronica poi sono quelle che favoriscono la comparsa di malattie come Alzheimer, Parkinson, diabete tipo 2 e aterosclerosi. Anche un digiuno di sole 24 ore, a cadenza settimanale, ripetuto per diverse volte, permette un’efficace prevenzione: non mangiando, le infiammazioni tendono a riassorbirsi. lo possiamo spesso verificare anche per piccole infiammazioni locali (es: gengiviti) che già dopo 24 ore spesso diminuiscono fino a scomparire.

Si riduce inoltre il rischio di ‘intolleranze’ da accumulo, che spesso sono il frutto di una lenta intossicazione da eccessivo consumo di certi alimenti.

Con il digiuno si crea un importante momento di sollievo per la mucosa intestinale, si restituisce regolarità al colon, si influenza positivamente la flora batterica, si riduce l’eccesso di muco che intasa anche il nostro apparato respiratorio: spesso dopo un breve digiuno scompaiono riniti e sinusiti recidivanti.

Si possono attenuare dolori e infiammazioni articolari, crampi, rigidità. Il sistema nervoso ne beneficia con meno stanchezza e più facilità di concentrazione, talvolta diminuiscono i mal di testa e la sonnolenza. Anche a livello cutaneo si possono avere benefici quali miglioramento della pelle e capelli, diminuzione di pruriti, eczemi e acne. Il sistema immunitario registra spesso un innalzamento delle difese e minor insorgenza di affezioni batteriche e virali.  

Digiuno, i benefici che durano nel tempo

Uno degli aspetti più interessanti sui benefici del digiuno è dato dal fatto che questi rimangono persistenti nel tempo. Sono effetti che non si annullano quando si torna a mangiare normalmente, anche se ancora non se ne conosce con precisione la motivazione.

Una delle ipotesi maggiormente caldeggiata dagli scienziati e ricercatori è quella del rinnovamento e ringiovanimento del sistema immunitario. Pare infatti che il 40% dei linfociti si distrugga durante il semi-digiuno e si ricostruisca con la normale nutrizione. Quindi l’organismo si trova a disposizione cellule del tutto nuove, che di conseguenza funzionano meglio.

Cosa fare in pratica per sperimentare i benefici del digiuno

Elenchiamo alcune possibilità per ottenere risultati per la nostra salute, senza effetti collaterali.

Il digiuno di 24 ore

Con un giorno senza cibo si producono benefici a livello fisico, profondi anche sul piano psicologico e si può ripetere anche una volta al mese, anche ogni 15 gg per chi se la sente, oppure quando si sente il bisogno di depurarsi.

Adottato da secoli, come il digiuno del venerdì nella religione cattolica in quaresima, ad esempio, una giornata senza consumare cibi può essere una prova importante, anche se non presenta particolari difficoltà.

Meglio scegliere una giornata in cui ci si può dedicare a sé stessi in modo totale, alcuni consigliano al sorgere della luna nuova, simbolo di rinnovamento ciclico della natura, compensando la mancanza di cibo con l’attenzione a ciò che si sta facendo, preferibilmente dedicarsi ad attività piacevoli e gratificanti.

Bastano 24 per avviare la depurazione

In 24 ore il corpo avvia un processo di depurazione, con benefici effetti per stomaco, fegato e sistema linfatico.

Ipiù attenti alle proprie sensazioni riferiscono anche una sensazione di pulizia anche a livello mentale, quindi può essere un’ottima scelta per quando si devono ‘chiarire le idee’ e prendere decisioni importanti.

La Dieta del Digiuno
Umberto Veronesi
La Dieta del Digiuno
Perdere peso e prevenire le malattie con la restrizione calorica
Oscar Mondadori
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Digiuno prolungato

3 giorni o più, meglio concentrando nel fine settimana, questo digiuno, che era praticato ogni mese dagli antichi Egizi al sorgere della luna nuova, serviva per depurare i visceri e sfruttare la forza trasmutativa della luna per rigenerarsi.

Per noi è utile effettuare una preparazione nella settimana precedente, aumentando il consumo di frutta e verdura fresche di stagione. In tal modo facciamo scorta di minerali, soprattutto magnesio e potassio, che proteggono da senso di spossatezza e crampi che potrebbero sopraggiungere.

Durante i 3 giorni di astensione bisogna bere in abbondanza e in caso di forte spossatezza, consumare un pasto leggero a base di vegetali o di frutta.

Digiuno intermittente

Può diventare, per chi lo desidera dopo averne sperimentato i benefici, una sana abitudine da praticare con regolarità.

Si tratta di smettere di mangiare con il calare del sole, e rispetta le necessità dell’organismo, che diminuiscono verso sera.

Mangiare regolarmente entro un certo orario corrisponderebbe, come verificato da alcune ricerche scientifiche, ad un effetto riequilibrante sul metabolismo. Un recente studio svolto dai ricercatori del Salk Institute for Biological Studies di S.Diego/Californi ha dimostrato come, per dimagrire, rispettare una finestra di digiuno sia la migliore scelta. Una ‘tregua digestiva’ limiterebbe infatti la produzione dell’insulina, ormone considerato il maggior responsabile dell’accumulo di grassi, disintossicando contemporaneamente gli apparati corporei da scorie metaboliche.

È sufficiente concentrare l’alimentazione in una fascia oraria ben definita. Può essere sufficiente entro 12 ore (leggi la dieta dell’orologio), ad esempio dalle 8 alle 20, oppure un tempo più ristretto, dalle 12 alle 19, per fare un altro esempio, ma in questo caso meglio non ripeterlo quotidianamente ma ogni tanto – o una volta a settimana.

Soluzioni su misura

Se è pur vero che mangiare meno fa bene a tutti, bisogna comunque fare attenzione a personalizzare il percorso con il digiuno. Non consiglio mai di procedere ad un digiuno prolungato senza una valutazione specialistica, che tenga conto delle condizioni e delle necessità nutrizionali soggettive.

Bibliografia e approfondimenti

  • Riza Scienze n. 364 – gennaio/febbraio 2019
  • Il potere curativo del digiuno, Raffaele Morelli, Mondadori

 

Il Potere Curativo del Digiuno
Raffaele Morelli
Il Potere Curativo del Digiuno
La pratica che rigenera corpo e mente
Mondadori
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