La digitopressione Jin Shin Do®, disciplina olistica integrabile allo Shiatsu

0
1740
jin shin do

Emozioni represse, comportamenti controllati, un corpo rigido e scoordinato. Impieghiamo così tanta energia per frenare emozioni negative che diveniamo incapaci di vivere anche quelle positive. Esiste una tecnica semplice e delicata,

la Digitopressione Jin Shin Do® che offre una via naturale per affrontare gli stress emozionali e fisici della vita.

Jin Shin Do®

Jin Shin Do ® significa letteralmente “Via dello Spirito Compassionevole” ed è una tecnica di digitopressione sviluppata nei primi anni Settanta dalla psicoterapista statunitense Iona Marsaa Teeguarden, direttrice della Jin Shin Do Foundation Californiana. Jin Shin Do ® è una particolarissima sintesi tra digitopressione tradizionale giapponese, teoria di medicina tradizionale cinese, filosofia Taoista, teoria dei Segmenti Reichiani e alcuni principi di Ipnosi Ericksoniana. L’obiettivo principale di tale sintesi è di rispondere nel miglior modo alle esigenze degli occidentali che vivono nella nostra era, diverse da quelle degli antichi orientali per cui erano nate tutte le tecniche di digitopressione.

Annuncio pubblicitario

Scrive Arnold Porter, Senior JSD Teacher: “la Digitopressione Jin Shin Do® applicata da un principiante è una tecnica di rilassamento in grado di rilasciare le tensioni fisiche ed emotive. Nelle mani di un praticante esperto, può invece essere utilizzata per lasciare andare gli effetti negativi causati da abusi e traumi d’infanzia. La seduta può divenire anche intensa ed assumere le caratteristiche della catarsi, mantenendosi comunque sempre delicata, non invasiva, caratterizzata da un tocco rassicurante, da un potere sorprendente e da armonia.

I Vasi Curiosi

Il Jin Shin Do® si differenzia da altri metodi di digitopressione perché basato principalmente sui Vasi Curiosi integrati a concetti psicoterapeutici occidentali, in particolare quelli di Wilhelm Reich. Queste due teorie, quella orientale e quella occidentale, possono essere paragonate a due lenti con cui osservare il corpo-mente.

L’utilizzo dei Vasi Curiosi nel Jin Shin Do ci giunge dal maestro giapponese di digitopressione Jiro Murai, il quale in punto di morte ebbe la visione di “fiumi di fuoco” che attraversavano il suo corpo. Grato per la sua guarigione, il maestro dedicò il resto della sua vita a capire ciò che vide ed a studiare come utilizzarlo per guarire il prossimo. Una parte del suo lavoro, il Jin Shin Jyutsu, pervenne in occidente tramite la sua allieva Mary Burmeister. Grazie alle sue ricerche svolte in Giappone negli anni settanta, Iona Teeguarden fece confluire le tecniche apprese agli otto Vasi Curiosi (o”Meridiani Straordinari”) dell’agopuntura cinese, unificando così le teorie di Jiro Murai con le teorie cinesi antiche di cinquemila anni.

La riscoperta spontanea di Jiro Murai dei Vasi Curiosi, e le successive ricerche della Teeguarden, permettono oggi di conoscere approfonditamente questi importanti meccanismi d’autoregolazione. Gli otto Vasi Curiosi, chiamati anche ‘Canali Meravigliosi’ o ‘Canali Psichici’, hanno la funzione di immagazzinare energia e rilasciarla quando necessario ai dodici ‘meridiani organici’. Quando in equilibrio essi regolano l’energia vitale corporea, armonizzando e regolando costantemente il flusso energetico nei dodici meridiani organici.

L’autoregolazione del corpo

La Digitopressione Jin Shin Do ® quindi, a livello di principiante, stimola il sistema d’autoregolazione del corpo attivando le proprietà dei Vasi Curiosi, invece che ‘prescrivere’ formule specifiche di punti per trattare varie condizioni.

A questo approccio terapeutico già ricco Iona Teeguarden aggiunse una componente occidentale: la visione del corpo di Wilhelm Reich suddiviso in segmenti, ognuno dei quali in relazione a specifiche esperienze emozionali. Quando infatti non ci è concesso di esprimere una determinata emozione, il modo in cui la tratteniamo e la reprimiamo avviene attraverso la tensione di quei muscoli che altrimenti l’esprimerebbero. Tale tensione può divenire cronica, provocando una muscolatura rigida ed incapace di esprimersi, sviluppando degli ‘anelli d’armatura’ nei relativi segmenti che ci separano dalle energie emozionali che potrebbero dare un significato diverso alla nostra vita. Per sciogliere tali strati dell’armatura Iona Teeguarden applicò le teorie di Reich ai flussi della digitopressione sostenendo che i flussi verticali dell’energia di cui egli parlava corrispondono in effetti ai canali ed ai meridiani (i quali però scorrono verticalmente nel corpo).

Lo sblocco delle emozioni

Secondo la visione orientale le emozioni sono considerate le inservienti dello Spirito. Ogni coppia di meridiani trasporta un’energia emozionale specifica come la gioia, la rabbia, la tristezza, la paura, la preoccupazione e così via. Quando non rispettiamo le nostre emozioni reprimendole con la tensione muscolare, non lasciando che esse ci guidino, blocchiamo anche il flusso energetico che fluisce nei canali, nei meridiani e negli organi interni. Tale rigidità, che viene a crearsi principalmente a livello delle spalle, della schiena e del collo, è l’energia che interrompe il suo scorrere attraverso i punti. Una delle migliori medicine preventive è quindi quella di imparare a prendere consapevolezza delle proprie emozioni, ascoltarle e permettere loro l’espressione appropriata. In questo processo i Vasi Curiosi hanno un effetto calmante e riequilibrante.

Pierluigi Duina, Senior JSD Teacher

© Riproduzione riservata.
Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazione indesiderate.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.