Dieta dell’orologio: pasti su 12 ore per perdere peso e guadagnare salute

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La dieta dell’orologio: nuova dieta o saggia osservazione sullo stile di vita?

Qualche giorno fa (gennaio 2015) è stata diffusa dai principali quotidiani una interessante notizia.

Il titolo scelto dalle più importanti testate, “La dieta dell’orologio“, potrebbe trarre in inganno e far pensare all’ennesima dieta creativa e priva di fondamenta.

Invece la notizia, che certamente non coglie di sorpresa chi si occupa di medicina naturale, naturopatia o di medicine tradizionali, mette in luce un tema interessante ed importante. Sottotitolo: “Non conta la scelta del cibo ma il rispetto di intervalli regolari per essere longevi, magri e sani“.

Accetto la provocazione, che non condivido, relativa al fatto che il tipo di cibo non influenza la nostra forma fisica ed il nostro aspetto quanto l’arco di tempo in cui si mangia, ma quel che conta è l’enfasi data alle abitudini sugli orari dei pasti. Vediamo di cosa si tratta.

Cosa fanno i popoli più longevi

Le popolazioni longeve che vivono nelle cosiddette zone blu del pianeta, “oggetti” di studio da oltre trent’anni, hanno in comune alcune abitudini rispetto all’alimentazione: tra queste una riguarda l’orario dei pasti, ovvero mangiare sempre alle stesse ore e, soprattutto, nello stesso arco di tempo di 12 ore.

Lo studio americano

Negli Stati Uniti, dove il problema dell’obesità è molto diffuso e quindi molto sentito, i ricercatori hanno fatto un ampio studio sui topi. I risultati sono poi stati divulgati sull’autorevole magazine specialistico Cell Metabolism  e riportati anche dal New York Times Magazine. La notizia ha poi fatto il giro del mondo.

In sostanza, si è partiti dalla considerazione che, da sempre, la saggezza delle madri di ogni tempo ha considerato non salutari gli spuntini di mezzanotte solo che, fino ad ora, non c’erano prove scientifiche che confermassero questa regola di buon senso, casomai ce ne fosse bisogno.

E’ risaputo che quando mangio il cibo si trasforma in energia e, se quando l’energia è disponibile sto dormendo o comunque ho una ridotta attività psicofisica, buona parte di quell’energia si trasforma in grasso. Elementare, senza scomodare nessuna dieta.

Lo studio scientifico

In sintesi, lo studio dei ricercatori del Salk Institute for Biological Studies di San Diego, già avviato in una sua prima fase nel 2012, ha analizzato gli effetti delle abitudini alimentari di topi di laboratorio divisi in gruppi nutriti con 4 diete diverse: ad alto contenuto di grassi, ad alto contenuto di fruttosio, alto contenuto di grassi e ad alto contenuto di saccarosio e normali crocchette. Ad alcuni topi di ogni gruppo alimentare è stato permesso di mangiare a tutte le ore, ad altri sono stati imposti periodi fissi di per mangiare: 9-12-15 ore.

L’esperimento è durato 38 settimane ed è stato abbastanza articolato (per approfondire leggi qui, testo in inglese). Tuttavia la conclusione è stata che i topi a cui è stato concesso di mangiare senza limitazioni di orario erano generalmente obesi e e presentavano malattie metaboliche, mentre i topi che mangiavano all’interno di una finestra di 9 o 12 ore erano rimasti sani, e magri, nonostante ad alcuni fosse stato permesso di “sgarrare” nel fine settimana.

La conclusione

Mangiare in arco di tempo limitato non solo previene l’obesità, ma può invertire il processo e ridurla. L’altro messaggio è che rispettando semplicemente questa regola potrebbe non essere importante la qualità del cibo che si ingerisce.

Il commento

Lo studio trae una conclusione che le antiche medicine avevano già fatto proprie studiando gli orari di massima (e minima) attività degli organi: il ritmo circadiano ed in particolare in questo contesto gli organi dell’apparato digerente hanno il massimo della funzionalità e delle energia nelle prime ore del giorno, energia che si riduce gradualmente nel corso della giornata per preparare il riposo notturno.

Un organo, nel suo periodo di massima attività, svolge le sue funzioni con la massima energia e, quindi, funziona al meglio. In questo contesto l’apparato digerente è al suo massimo rendimento nelle prime ore del mattino, più precisamente lo stomaco è al suo massimo rendimento dalle 7 alle 9 del mattino.

Non una dieta ma uno stile alimentare

Ricordate il detto “Colazione da re, pranzo da Principe, Cena da povero”? Ebbene, il consiglio delle antiche tradizioni, che piace anche a chi si occupa di alimentazione naturale,  è in perfetta sintonia con i risultati dello studio.

Ricapitolando, è bene fare:

  • una colazione varia ed abbondante (evitare il salto della colazione o il semplice caffè),
  • un pranzo moderatamente ricco (se siete a dieta non saltate nessun pasto!)
  • una cena leggera in prima serata (non oltre le ore 20),

Implicito è il consiglio di evitare di continuare a mangiare snack sul divano davanti alla televisione o di fare lo spuntino di mezzanotte di rientro da un’uscita serale.

Quanto alla qualità dei cibi, vi ricordo l’importanza di mantenere l’attenzione anche su questo aspetto, se non altro per perseguire una sintonia con la natura, che significa: piatti semplici e poco elaborati, con cibi prevalentemente vegetali, cereali integrali, frutta e ortaggi freschi, di stagione, possibilmente del territorio e provenienti da culture biologiche.

Con la somma di questi semplici consigli potremo tenere a bada il nostro peso e mantenerci vitali ed in salute.

Vi invito dunque a mettere i pratica questi consigli anche se non sono una dieta come molti la intendono.

Anche nella dieta della longevità del dott. Valter Longo

Una delle raccomandazioni per la dieta della Longevità del Prof. Valter Longo, uno dei più noti esperti dell’alimentazione per vivere a lungo e autore di diversi libri, tocca proprio questo aspetto, nel suo sito

“Mangiare entro 12 ore al giorno (ad esempio se fate colazione alle 8 cercate di finire la cena alle 20, o se sapete che farete cena alle 21, fate colazione alle 9).”

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Digiuno intermittente

L’astensione dal cibo per 12 o più ore è anche alla base di una pratica consigliata e nota come digiuno intermittente è ben descritta nel libro di Valter Longo, La dieta della longevità, e attualmente consigliata da molti medici e nutrizionisti.

Chi è Valter Longo

Valter Longo è Professore di Biogerontologia e Direttore dell’ Istituto sulla Longevità a USC (University of Southern California) – Davis School of Gerontology di Los Angeles, uno dei centri più importanti per la ricerca in materia d’invecchiamento e di malattie correlate all’avanzamento dell’età.
Il Professor Longo è anche direttore del programma di ricerca di Longevità e Cancro presso l’Istituto di Oncologia Molecolare IFOM di Milano, Italia

Bibliografia

Valter Longo, La dieta della longevità

PubMed, Intermittent Fasting: The Choice for a Healthier Lifestyle

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