DHA: cos’è e perché è indispensabile per la salute

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DHA è un acronimo che individua l’acido docosaesaenoico, un acido grasso polinsaturo della famiglia degli omega 3.

A Cosa serve il DHA

È un acido grasso essenziale  fondamentale per il corretto funzionamento del sistema nervoso. Il DHA è in grado di promuovere la funzione cognitiva e oculare e, in generale, lo sviluppo dei neuroni. Inoltre ha effetti protettivi anche sull’apparato cardiovascolare, in particolare sul metabolismo lipidico.

Un’altra funzione importantissima del DHA è legata allo sviluppo cerebrale del feto e per la salute generale del neonato.

Un acido grasso essenziale di fondamentale importanza per bambini e adulti

DHA è fondamentale per lo sviluppo del sistema nervoso del feto, ma anche per noi adulti è prezioso perché aiuta il buon funzionamento del cervello. Nel bellissimo libro della dott.ssa Debora Rasio, oncologa,  ricercatrice all’università La Sapienza  di Roma, si legge che “gli studi hanno dimostrato che più DHA è presente nell’ippocampo, la regione del cervello considerata cruciale per la memoria, maggiore è la capacità di immagazzinare nozioni e memorizzare informazioni.

A questa si aggiunge la sua funzione di prevenzione di diverse malattie citate nell’articolo.

Importanti riscontri scientifici

L’attenzione del mondo scientifico a questa sostanza non è recente. Un articolo di riferimento pubblicato sull’autorevole database americano Pubmed già nel 1999 intitolava:  Health benefits of docosahexaenoic acid (DHA).

Le informazioni che seguono sono tratte, in gran parte, dall’abstract di questo documento scientifico.

DHA: benefici per la salute dell’acido docosaesaenoico (da Pubmed)

L’acido docosaesaenoico  è essenziale per la crescita e lo sviluppo funzionale del cervello nei neonati. Il DHA è anche necessario per lo svolgimento della normale funzione cerebrale negli adulti.

Una presenza continua ed abbondante nella dieta migliora l’abilità di apprendimento, mentre le carenze di DHA sono associate a deficit nell’apprendimento. Il DHA viene utilizzato dal cervello in via preferenziale ripetto ad altri acidi grassi.

Il turnover* del DHA nel cervello è molto veloce.

*in biologia, il termine turnover indica il ciclo di utilizzo di un determinato elemento chimico da parte delle varie componenti di un ecosistema.

DHA e bambini

L’accumulo di questo acido grasso nel cervello fetale avviene soprattutto durante l’ultimo trimestre della gravidanza e continua a tassi molto alti fino alla fine del secondo anno di vita. Ciò è possibile grazie anche alla presenza di questo grasso nel latte materno. Poiché la formazione endogena di DHA sembra essere relativamente bassa, l’assunzione di DHA può contribuire a condizioni ottimali per lo sviluppo del cervello. Ad esempio l’acuità visiva dei bambini in buona salute, a lungo termine aumenta quando la loro alimentazione comprende il DHA. Negli ultimi 50 anni, molti neonati sono stati nutriti con un regime alimentare carente o privo di DHA e di altri acidi grassi omega-3, con le immaginabili conseguenze.

Carenza di DHA: conseguenze e patologie

Le carenze del DHA sono associate alla grave sindrome alcolica fetale, alla sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD – Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder) e alle seguenti patologie:

  • fibrosi cistica,
  • fenilchetonuria,
  • depressione unipolare,
  • ostilità aggressiva e adrenoleucodistrofia (malattia genetica rara).

Le diminuzioni di DHA nel cervello sono associate al declino cognitivo durante l’invecchiamento e con l’insorgenza del morbo di Alzheimer.

Le importanti correlazioni con le malattie cardiovascolari

La principale causa di morte nei paesi occidentali è la malattia cardiovascolare. Gli studi epidemiologici hanno mostrato una forte correlazione tra il consumo di pesce e la riduzione della morte improvvisa dell’infarto miocardico.

La riduzione è di circa il 50% con 200 mg al giorno di DHA dal pesce. Non solo l’olio di pesce riduce i trigliceridi nel sangue e diminuisce il rischio di trombosi, ma previene anche le aritmie cardiache. L’associazione della carenza di DHA con la depressione è la ragione della stretta correlazione tra depressione e infarto miocardico.

I pazienti con malattia cardiovascolare o diabete di tipo II sono spesso consigliati di adottare una dieta a basso contenuto di grassi con una elevata percentuale di carboidrati.

Uno studio fatto sulle donne dimostra che questo tipo di dieta aumenta i trigliceridi plasmatici e la gravità del diabete di tipo II e della malattia coronarica.

Lo sviluppo del cervello

Un altro articolo, sempre su Pubmed, che focalizza gli effetti del DHA nello sviluppo e nella funzione del cervello, fa riferimento ad una ricerca sulle associazioni tra i livelli DHA e lo sviluppo e la funzionalità del cervello per tutta la durata della vita.

I dati provenienti da studi sulla cellula e sugli animali hanno giustificato l’indicazione del DHA in relazione alla funzione cerebrale per la crescita e la differenziazione delle cellule neuronali e per quanto riguarda la segnalazione neuronale.

Mentre i livelli di DHA possono influenzare lo sviluppo precoce, gli effetti potenziali sono anche sempre più riconosciuti durante l’infanzia e la vita adulta, suggerendo un ruolo del DHA nel declino cognitivo e in relazione a disturbi psichiatrici più importanti.

Dove si trova il DHA

DHA è presente nei pesci grassi (salmone, tonno, sgombro) e nel latte materno. E’, inoltre, presente a bassi livelli in carne e uova, ma non è solitamente presente nelle preparazioni alimentari per neonati.

Chi segue un regime alimentare vegano o vegetariano non ha fonti dirette di DHA. Tuttavia tra le fonti vegetali  oltre alle alghe, ne citiamo alcune che, pur non contenendo il DHA, contengono il suo precursore, l’acido alfa-linolenico:

Non è chiaro però se tali fonti possano essere sufficienti a garantire il fabbisogno di questo acido grasso, oltre che dell’EPA, un altro acido grasso a catena lunga degli Omega 3.

Altri effetti benefici del DHA

DHA ha un effetto positivo sulle varie malattie quali

  • ipertensione,
  • artrite,
  • aterosclerosi,
  • depressione,
  • diabete mellito dell’adulto,
  • infarto del miocardio,
  • trombosi e alcuni tumori.

Come assumerlo

E’ dunque importante che la nostra alimentazione comprenda un apporto costante di DHA. Di particolare importanza per le donne durante gravidanza e allattamento per il corretto sviluppo del feto.

In linea generale si consiglia di assumere circa 2 porzioni di pesce di mare a settimana, soprattutto di pesce azzurro di piccolo taglio (sarde, sardine, alici, sgombro).

È utile invece evitare (assolutamente per le donne in gravidanza) o comunque limitare l’assunzione di pesci di grosso taglio, come tonno e pesce spada, a causa del il contenuto di metalli pesanti e tossici (mercurio).

In alcuni casi di alimentazione carente, o in presenza di ergimi alimentari vegani o vegetariani, si potrà valutare con il proprio medico il ricorso ad un integratore alimentare di qualità. Qui sotto ne trovate alcuni.


Un importante collegamento con la nostra evoluzione

La dott.ssa Erica Poli, Medico, Psichiatra e Psicoterapeuta, nel suo libro Anatomia della Guarigione, fa un interessante analisi dell’evoluzione del cervello umano che coinvolge questo importante grasso essenziale. Riporto un brano del testo alle pagine 361 e 362.

“Circa 2,5 milioni di anni fa per ragioni che rimangono misteriose — ma forse comprendono anche l’introduzione nella dieta dei famosi acidi grassi insaturi, soprattutto il DHA, l’acido docosaesanoico — il cervello umano andò incontro a un improvviso periodo di crescita esplosiva, che ci fornì di una neocorteccia molto più ampia e densa di quella di qualsiasi altra specie.

Il processo giunse al culmine nel tardo Neolitico, mentre emergeva la civiltà nella Mezzaluna Fertile e gli uomini iniziavano a cibarsi di pesce e molluschi provenienti dai fiumi dell’Himalaya e dal Mediterraneo, ricchi di DHA, oggi sempre più carente nella nostra dieta e per questo spesso consigliato come integratore.

Il DHA fornì la spinta neutronutrizionale ad attivare la corteccia prefrontale… Curioso pensare che forse non sia un caso che Gesù scelse come suoi discepoli proprio dei pescatori, che probabilmente  avevano accesso più facilmente degli altri a una dieta più ricca di DHA…

Questo cosiddetto “nuovo cervello” è la sede della nostra consapevolezza conscia; esso ospita la nostra capacità di apprendere e di ragionare e il nostro libero arbitrio di creare.

Accade grazie alla possibilità di imparare dalla conoscenza, dalle nostre esperienze e soprattutto dai nostri errori, disponendo di diverse forme specializzate di memoria attraverso cui possiamo ricordare ciò che impariamo, e di creare nuove connessioni sinaptiche, mantenerle, e di applicare quanto abbiamo appreso per poter fare una nuova esperienza, che viene poi codificata nel cervello e trasmessa alla nostra discendenza e agli altri membri della nostra specie.”

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Bibliografia

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