Dalla paura alla tenerezza con lo Yoga

paura

Trasforma le emozioni con lo yoga

Secondo appuntamento con le nostre emozioni, oggi ci occupiamo della paura. La paura è fantastica! È un vero e proprio salva vita, è il campanello d’allarme che ci mette in guardia dai pericoli. Impossibile vivere senza. Ma come tutte le cose, ha una controparte negativa: la paura incontrollata ci blocca, ci frena, ci impedisce l’azione, ci lega alla nostra comfort zone legandoci ad una routine conosciuta e consolidata. Nulla di nuovo, nessun brivido, nessuna scoperta, niente sperimentazioni. Una vita sicura e noiosa ci attende.

Un aiuto dalla curiosità

Per affrontare le nostre paure possiamo affidarci alla curiosità. Quando siamo curiosi proviamo, sperimentiamo, analizziamo, così facendo verifichiamo se le nostre paure sono fondate o meno, se corriamo veramente dei rischi seri o se sono solo timori infondati.

Una delle paure più diffuse è quella di fallire, regaliamoci la possibilità di fallire, di provare, rischiare, di divertirci nel tentativo, di sfidare noi stessi, di goderci l’avventura, in fin dei conti potrebbe anche andare bene! E se non sarà un successo sicuramente potremmo trarne degli insegnamenti.

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Dalla paura alla tenerezza

Un modo per contenere la paura è la tenerezza, non sembra un sentimento opposto alla paura, ma quando ci apriamo agli altri con compassione, comprensione e tenerezza ritroveremo queste stesse qualità nelle persone a noi vicine, creando un ambiente protetto e confortevole.

La teoria dei cinque elementi

Vediamo cosa ci dice la teoria dei cinque elementi a proposito della paura:

L’acqua governa questa emozione, un mondo fluido, freddo, adattabile, passivo, assume la forma del suo contenuto. Elemento Yin, è l’apparente inattività dalla quale sorge la vita. È l’energia del riposo, della calma, della pazienza, legata al buio, all’inverno, al freddo. L’acqua con calma e pazienza trova una via, se non c’è la crea. Non esistono ostacoli insuperabili, può adattarsi al paesaggio o mutarlo. È la volontà, il raggiungimento degli obiettivi, la realizzazione di un piano.

Gli organi collegati all’acqua sono i reni, che filtrano e depurano i liquidi. Sono i primi a soffrire in caso di paura incontrollata. Il viscere di quest’elemento è la vescica. L’acqua è legata anche alle ossa, apparentemente inerti e ricche di minerali, ed al contenuto delle ossa, il midollo spinale, quindi il sistema nervoso. Il senso collegato è l’udito con il suo organo, l’orecchio, un senso in ricezione. Recepisce i suoni che arrivano ma non fa nulla attivamente.

Il centro energetico è svadhishtana, il secondo Chakra, centro della spontaneità, della creatività, del piacere.

Le asana per la paura

Vediamo una sequenza di Asana per portare equilibrio agli organi ed ai meridiani legati ai reni ed alla paura.

Iniziamo in una posizione comoda e stabile, ad esempio seduti a gambe incrociate – sukasana.

Prendiamoci un momento per connetterci al corpo ed al respiro e nel frattempo assumiamo

Pushpaputa mudra – Una manciata di fiori.

Mani poggiate sulle cosce con i palmi rivolti in alto, le dita verso il centro, in un gesto di apertura ed accettazione, pronti a riconoscere le ricchezze che abbiamo. Ci aiuta ad ascoltare, ricevere ed accettare senza paura.

Adho muka svanasana

Posizione della montagna. Porta le mani a terra di fianco ai piedi, fai due grandi passi in dietro e ti porti nella posizione ad angoli, con mani e piedi a terra ed il sacro verso il soffitto. Rimani nella posizione qualche respiro e prenditi il tempo per allungare la schiena e la parte posteriore delle gambe.

Virabhadra asana i

Posizione del guerriero. Fai un passo avanti con il piede destro, gamba destra piegata con coscia parallela a terra e ginocchio allineato sopra la caviglia, gamba sinistra distesa dietro di te. La schiena e braccia distese verso l’alto, palmi delle mani che si guardano. Posizione di forza, coraggio, stabilità.

Apri il tuo cuore

da Virabhadra Asana I apri le braccia a “V” ed arca la schiena, con particolare attenzione alla distensione del torace e delle spalle. Attiva ANAHATA il Chakra del cuore, che ci predispone in apertura verso gli altri, con compassione ed accettazione.

Virabhadra asana ii

Da Virabhadra Asana I porta il braccio destro avanti a te ed il sinistro dietro, braccia e mani allineati con le spalle, il bacino ruota per assecondare il movimento. Posizione che aiuta ad individuare gli obiettive ed a raggiungerli con forza, determinazione e coraggio.

Posizione allungata verso il cielo

Unisci i piedi, allinea il corpo e porta le mani verso l’alto, con i palmi rivolti all’interno. Percepisci stabilità e radicamento con i piedi a terra, sei un ponte, un collegamento tra cielo e terra. Le energie scorrono dentro di te dall’alto al basso e viceversa.

Uttana asana

Elefante. Porta le mani verso i piedi, lascia che il peso della testa crei una trazione passiva lungo la colonna, rilassa la testa, il collo, le braccia, le spalle, la schiena. Rimani in un momento di attesa e relax. Lascia che sia l’Asana ad agire, accetta passivamente.

Ustra asana

Il cammello. In ginocchio a terra con i piedi dietro di te, bacino e busto allineati verso l’alto. Arca la schiena indietro, porta lo sguardo verso l’alto. Puoi tenere le mani poggiate nella zona lombare o se sei più elastico le puoi portare sui talloni. Apri il tuo cuore, attiva le energie di Anahata Chakra.

Shalaba asana

La locusta. Steso a terra in posizione prona, braccia allungate di fronte a te. Attiva glutei e dorsali e solleva braccia e gambe, guardando avanti. Attiva Reni e Lombari.

Foglia

Siedi sui talloni, porta la fronte a terra (o su un supporto se necessario), le braccia lungo il corpo con le mani vicino ai piedi. Rilassa tutto il corpo. Prenditi un momento per ascoltare il respiro e le sensazioni in tutto il corpo. Un momento di pausa per ricaricarti.

Bakasana

Corvo. Poggia le mani a terra, attiva le dita, piega le braccia e appoggia le ginocchia tra i gomiti (non sull’articolazione del gomito ma più in alto) e le ascelle. Sposta lentamente e gradualmente tutto il peso sulle mani, cercando di distribuire il peso sulle dita, non solo sui polsi. Le braccia sostengono le gambe, attiva spalle e addome. Quando tutto il peso del tuo corpo è sulle mani potrai sollevare i piedi da terra. Posizione di forza ed equilibrio, ci insegna a sfidare le nostre paure, ad avvicinarle gradualmente ed a superarle. Vi sembra difficile? Avete paura di cadere? Certo! Ma potete provare a superare la vostra paura giocando con questa posizione, aiutatevi con delle coperte per attutire eventuali cadute (non state precipitando da un palazzo, siete a venti centimetri da terra!). Cadete! Appena scoprirete che affrontando la posizione con calma, controllando il corpo, l’eventuale caduta sulle coperte non è poi così terribile, vi ritroverete a tentare nuovamente con uno spirito diverso, più sereno e rilassato.

Sitali pranayama – Piacevolmente fresco

Posizionare la lingua ad “u” fuori dalla bocca, inspirare succhiando l’aria come da una cannuccia, espirare dal naso. Si pratica nella stagione calda, rinfresca corpo e mente, aiuta  a controllare fame e sete.

Ripeti tutto dall’altro lato e concludi con qualche minuto di rilassamento a terra in posizione supina, shavasana.

Osservare, visualizzare, accogliere

Per liberarti dalla paura puoi cambiare punto di vista: osserva ciò che ti spaventa e prova a trovare un lato positivo, una qualità, qualcosa che ammiri o ti incuriosisce, un aspetto divertente. Porta la tua attenzione su questo, focalizzati sugli aspetti positivi, esalta ciò che ti piace facendo passare in secondo piano ciò che spaventa. Visualizzati mentre superi le tue paure con facilità, gioia, forza, coraggio, visualizza i tuoi successi. Accetta le tue paure come avvertimenti, spunti di riflessione. Se le paure sono fondate ascoltale, se sono infondate superale.

Abbiamo visto rabbia e paura, nel prossimo articolo parleremo della tristezza, ma non affrettiamo i tempi. Per ora Facciamo pace con le nostre paure.

Buona pratica!

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