Dal Pranayama alla Kundalini il “serpente addormentato”

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Per giungere a parlare di Kundalini, devo prima farti qualche accenno sul pranayama. Pranayama significa “pausa nel movimento del respiro”.
Le tecniche di pranayama fanno parte delle pratiche Yoga, insieme alle Asana (posture), ai Bandha e ai Mudra. Queste ultime sono pratiche che agiscono molto più in profondità rispetto alle posture. Nelle tecniche di pranayama si lavora con il respiro.Il pranyama per eccellenza, il pranayama supremo è il Rebirthing ci cui ho già parlato in precedenti articoli. Prana è la forza bioenergetica che anima tutto ciò che vive.

Il Pranayama

Il pranyama consiste in:
inspirazione (Puraka);
espirazione (Recaka);
sospensione o ritenzione (Kumbaka).
Se sono consapevole di ogni fase della mia respirazione, se riesco ad essere padrone del mio respiro, sono padrone della mia mente.
Come avevo già accennato in diversi articoli, ogni nostro stato d’animo condiziona il respiro. Emozioni negative non controllate (rabbia, paura, rancore, ecc.) alterano la nostra respirazione.
Respirare male compromette la salute psico-fisica.

I canali  energetici o Nadi

Come descritto anche nell’autorevole testo “Hatha Yoga Pradipika” (letteralmente “la piccola lampada dello Hatha Yoga”) ci sono tre canali energetici principali nel corpo, detti Nadis, attraverso i quali scorre l’energia. Non dobbiamo immaginare questi canali all’interno del nostro corpo fisico ma nel doppio eterico. Nel corpo fisico abbiamo gli organi interni e tutto ciò che è “materialmente” visibile.
L’energia viene attivata dal respiro. Quindi più la respirazione è forte ed “energica”, come nel caso del Rebirthing, più è immediata l’attivazione energetica.
Quando l’energia si attiva, circola in modo “intelligente”, andando dove serve. L’energia agisce su più fronti: riequilibra a livello sottile, lavorando in profondità, e opera più in periferia, rivitalizzando gli organi interni.
Le Nadis (o vene eteriche) nel corpo sono circa 72.000.
Le tre Nadis principali sono:
Sushumna, la nadi centrale, ascendente, che va dalla base della colonna vertebrale alla sommità del cranio.
Ida e Pingala, che prendono inizio da un bulbo alla base del tronco da dove partono tutte le nadis, dove risiede kundalini addormentato.
Si incrociano più volte lungo l’asse spinale ed arrivano alla narice sinistra (Ida) e alla narice destra (Pingala).
Ida è associata al femminile; Pingala al maschile. Dall’ equilibrio fra le due correnti opposte dipende la salute psico-fisica dell’individuo. Nello Yoga esistono specifiche respirazioni per purificare le Nadis.

Dal Pranayama alla Kundalini

Kundalini è posta alla base della colonna ed è un’energia quiescente che si risveglia con le pratiche yogiche. La si paragona ad un serpente avviluppato. Il risveglio di kundalini deve essere graduale e accompagnato da pratiche consigliate dai Maestri. Il risveglio repentino può portare disagi e malesseri.
Significa che, se questa potente energia sale dal chakra più basso ai chakra più alti, prematuramente, possiamo incorrere in sensazioni fisiche fastidiose ed energeticamente debilitanti.
A livello fisico ed energetico dobbiamo essere preparati e “ripuliti”; in questo modo Kundalini potrà, naturalmente, salire verso i chakra più alti.
Nelle pratiche yogiche non c’è mai forzatura e ogni praticante ha i suoi tempi, seguendo l’andamento naturale della propria evoluzione. Purtroppo si trovano in giro parecchie persone che propongono corsi per “risvegliare kundalini” e a chi è profano sembrano invitanti. L’idea di avere un risveglio istantaneo dell’energia, senza far fatica, è allettante. Occorre, però, stare attenti perché, come dicevo, è pericoloso risvegliare kundalini prematuramente.
Il risveglio precoce di kundalini può interessare il sistema nervoso, causando insonnia, irritabilità, irrequietezza, depressione, tremore. Talvolta possono venir lesionati i tessuti cerebrali . Non sono pochi i casi di perdita di controllo e sbalzi nervosi.

I benefici di un risveglio guidato dell’energia Kundalini

Nella tradizione si dice che “l’energia è intelligente”, quindi occorre lasciarle il tempo di fare le cose nel modo più consono per noi. Non c’è motivo di avere fretta.
Le pratiche energetiche, compreso il risveglio dell’energia Kundalini, se eseguite nel modo corretto, trasformano interiormente e rendono la nostra vita più equilibrata ed armoniosa. Se, invece, eseguite impazientemente e con veemenza, forzando i risultati, diventano “un’arma a doppio taglio”.
Occorre seguire insegnamenti seri, sviluppare tanta consapevolezza e sopratutto imparare a sentire il proprio corpo.

Rita Modica

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