Curry: proprietà del mix di spezie dei ricchi signori indiani

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La storia del Curry

Il Curry è un Masala, cioè una miscela di spezie di origine indiana  pestate nel mortaio. Esistono decine di Masala differenti: nelle cucine dei ricchi signori indiani esistevano esperti in miscele di spezie che selezionavano e preparavano per i loro padroni, tanto che ogni famiglia ha tramandato di generazione in generazione una propria versione.

Curry “classico”

La formulazione classica del Curry è piccante e comprende Pepe Nero, Cumino, Coriandolo, Cannella, Chiodi di GarofanoZenzero, Noce Moscata, Peperoncino, Curcuma (che conferisce la classica colorazione giallo ocra), e il Fieno Greco.

Garam Masala

Il Garam Masala è invece la versione addolcita, più gradita al gusto occidentale.

Le proprietà del Curry

Al Curry vengono attribuite molte proprietà benefiche e tra queste – grazie alla presenza della curcuma – interessanti  effetti antitumorali. L’autorevole sito PubMed riporta diversi studi scientifici sul tema.

Già nel 2009 il Congresso Annuale dell’American Institute of Cancer Research aveva dato  spazio al tema all’uso antitumorale delle spezie,  evidenziando l’azione dei Curcuminoidi presenti nella Curcuma e quindi nel Curry, come principio naturale utile per molte forme tumorali.

Il Curry in Cucina

In cucina questa spezia è estremamente versatile e può essere utilizzata per insaporire verdure, carne o pesce. Affinché mantenga le sue proprietà nutrizionali, si consiglia di aggiungere il curry ai piatti – come tutte le spezie – a fine cottura, e mai all’inizio.

Perché utilizzare il curry e le altre spezie

  • Insaporiscono i cibi e consentono limitare il consumo di sale
  • Danno nuovi sapori e profumi a piatti con gli stessi ingredienti base
  • Favoriscono la digestione

Attenzione alle quantità

Il nostro consiglio è di utilizzare ogni tanto le spezie per insaporire i cibi, provando anche quelle che non conoscete, ma con moderazione, perché il nostro benessere anche in cucina è sempre una questione di equilibrio. Nella visione macrobiotica per esempio, le spezie sono tra i cibi più yin con potere espansivo e si contrappongono ai cibi più yang – contraenti – come le carni e formaggi stagionati.

Come conservare il curry (e le altre spezie)

Le spezie, che siano intere o in polvere, si conservano in un barattolo di vetro ermetico, ma con il tempo tendono a perdere la fragranza e l’aroma. L’ideale è la conservazione in frigo o anche in freezer, in particolar modo per quanto riguarda le spezie in polvere. Vanno protette della luce e dall’umidità e se decidete per la conservazione nella dispensa sappiate che sarebbe bene che è opportuno consumarle nel giro di qualche mese, e comunque di non superare l’anno, soprattutto se in polvere.

Una ricetta: il curry fatto in casa

Come spiegato non esiste una unica ricetta per il curry, tuttavia ne proponiamo qui una abbastanza standard basata sul gusto europeo, ma che potrete personalizzare aumentando o diminuendo le dosi indicate per i singoli ingredienti.

Ingredienti

  • Cumino, semi, 1 cucchiaio
  • Coriandolo, semi, 2 cucchiai
  • Finocchio, semi, 1 cucchiaio
  • Senape, semi, 1 cucchiaio
  • Pepe nero in grani, mezzo cucchiaio,
  • Chiodi di Garofano, due o tre (in numero)

Preparazione

Versate gli ingredienti in una padella senza altre aggiunte e tostate a fuoco medio per circa 6-8 minuti avendo l’accortezza di mescolare continuamente con un cucchiaio di legno.

Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare (circa 10 minuti). Mentre eseguite questa preparazione potete godervi  l’aroma che si sprigionerà in cucina. Macinate i semi tostati con un macinino da caffè, oppure pestateli in un mortaio.

Raccogliete poi la polvere ottenuta in una ciotola e aggiungete 1 cucchiaio curcuma in polvere, dello zenzero in polvere (metà o 1 cucchiaio) e Peperoncino in polvere (a piacere, ma non superare il mezzo cucchiaio). Mescolate, mettere in un barattolo di vetro a chiusura ermetica e conservate in un luogo fresco e asciutto o ancora meglio in freezer.

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