Cuori infranti: superare l’abbandono e la separazione con la floriterapia

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I dolori e le delusioni sentimentali, spesso chiamati ‘mal d’amore’ e sminuiti, provocano  periodi più o meno lunghi di sofferenza che possono variare da una tristezza temporanea e senso di disorientamento fino a vere e proprie crisi depressive, assolutamente da non sottovalutare, in cui sembra che ogni cosa dell’esistenza abbia perso senso. La separazione dal partner, specie quando è subita ma anche quando deriva da una decisione sofferta può essere vissuta come un vero e proprio lutto. Ecco quali sono i fiori (scelti tra i fiori di Bach, Australian Bush, Himalayani e Californiani) che possono essere di aiuto in modo valido, accorciando i tempi di un dolore che in parte è fisiologico e naturale.

Pronto soccorso per l’abbandono e la separazione

Nel momento più doloroso è bene che la persona assuma un preparato di alcuni fiori di Bach, quello che il Dottor Orozco – uno dei massimi esperti di floriterapia di Bach a livello mondiale – chiama Tetraremei (perché contiene quattro rimedi), composto da Rescue Remedy (per emergenza), Walnut (per favorire l’adattamento al cambiamento drastico) Elm (per contenere una sofferenza ‘straripante’), Sweet Chestnut (per rialzarsi dopo aver toccato il fondo e “vedere la luce in fondo al tunnel”). Si consiglia di assumerlo in dose di 4 gocce anche 6 – 8 volte al giorno. Tra gli australiani il rimedio composto Emergency, in cui l’essenza Waratah spicca per la sua capacità di sollevare da stati di estrema disperazione e di sconforto. Infonde il coraggio necessario per reagire alla crisi: il dosaggio in questo caso è di 7 gocce x 2 volte al giorno, che può essere aumentato fino a 4 volte.  E’ bene assumere questi uno di questi composti per almeno un paio di settimane, poi passare a qualcosa di più ‘personalizzato’ a seconda delle evoluzioni dello stato d’animo.

Attenuare la sofferenza e ridare fiducia

Questo intento dovrebbe essere il primo traguardo da raggiungere dopo il momento di emergenza. Mustard e Gentian aiutano a ridurre tristezza e scoraggiamento, Honeysuckle e Walnut aiutano a tagliare con il passato e favoriscono l’adattamento alla nuova situazione, mentre White Chestnut è il fiore ideale per attenuare la rimuginazione mentale, che spesso in queste situazioni, si blocca sul ricordo di scene dolorose, sul trauma, su quello che lui/lei ha detto o fatto, impedendo alla persona di uscire dalla situazione. Anche Chicory è un fiore consigliato  poiché aiuta la persona a ‘lasciar andare’ mentre spesso molti rimangono attaccati ad oltranza alla persona che se n’è andata rifiutandosi in qualche modo di accettare una situazione che è ormai evidente e irreversibile. In alcuni casi anche Pine può aiutare in maniera eccellente poiché attenua il senso di colpa e di responsabilità che incolla la persona a rimpianti e ai rimproveri autodiretti tipo “se avessi fatto…” “se avessi detto..” che servono solo a bloccare l’evoluzione della persona. Se la persona prova anche un senso di apatia generalizzata e disinteresse verso i vari aspetti dell’esistenza, come conseguenza della rottura, allora occorre somministrare Wild Rose, che riconnette con l’interesse per la vita e per tutto quello che di bello può offrire. Tra gli Australiani troviamo tre fiori particolarmente adatti, uno si chiama Red Suva Frangipani e serve proprio nella rottura di relazioni o perdita di una persona cara, evita le somatizzazioni del dolore che potrebbero avvenire, calmando i nervi e le zone polmonari, lo stomaco e il plesso solare; funziona molto bene anche abbinato a Sturt Desert Pea (anche per tristezza profonda da dolori di vecchia data non superati) e soprattutto a Pink Flannel Flower che aiuta a ritrovare gioia di vivere e gratitudine per l’esistenza. Tra i fiori Himalayani è ottimo Ecstasy, che ribilancia e riarmonizza il chakra del cuore aiutando a ritrovare amore per sé stessi e per la vita, a ridare fiducia nei sentimenti e nelle relazioni.  Anche il repertorio F.E.S. Californiano ci fornisce tre ottimi rimedi: Borage per tutte le situazioni di profondo dolore, donando coraggio di risollevarsi, specifico per l’area cardiaca (simbologia del cuore spezzato) da cui si ritrova la capacità di attingere forza d’animo; Love-lies bleeding, in cui l’aspetto del fiore – con petali rosso vivo e scie rossastre che sembrano rappresentare lo scorrere del sangue, rimanda ad un dolore vivo come quello derivante da ferite affettive profonde, aiuta a trasformare l’esperienza di un dolore profondo in comprensione e crescita, mentre Bleeding Heart – anche questo con un’impressionante somiglianza ad un cuore fisico, insegna un nuovo modo di amare, aiutando ad uscire da dipendenze affettive e possessività.

Sciogliere la rabbia

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Se una persona viene lasciata dal partner, o se scopre di essere stata ingannata o tradita, la prima reazione è quella di rabbia, che se inizialmente può essere naturale e scuotere dal torpore doloroso che accompagna una rottura sentimentale, alla lunga blocca la persona nel ruolo di vittima. Holly e Willow sono i due fiori del repertorio di Bach più indicati in questi casi, il primo per riconnettere alla sensazione di amore incondizionato e alla propria capacità di provarlo (e di rimettersi in gioco), l’altro per fare sì che il rancore non avveleni le giornate facendo sentire la persona ‘sfortunata’ e in credito nei confronti del mondo intero. Tra gli australiani sceglieremo Mountain Devil e Dagger Hakea, quest’ultimo aiuta a comprendere con il tempo che il perdono è necessario, non tanto per l’altro ma per sé stessi, in quanto permette di riconciliarsi con l’esperienza vissuta, ridare valore ai sentimenti provati in quella relazione e alleggerirsi per poter creare dentro di sé lo spazio per un nuovo amore, quando sarà il momento.

 

Manuela Palchetti

          

      

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