I dodici guaritori di Bach per crescere in armonia: 6 virtù e 6 debolezze

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I dodici guaritori di Bach sono un valido aiuto per la crescita armonica dei nostri figli. Possono essere esaminati a coppie che rappresentano 6 virtù e 6 debolezze contrapposte.

Le emozioni influiscono in modo importante sulla vita dell’individuo (leggi l’articolo introduttivo). Fintanto che il bambino non svilupperà una sua capacità di provvedere a se stesso, egli sottostarà a ciò che gli vien offerto e proposto, ed andrà così strutturando un suo “modello comportamentale”, funzionale alla sua sopravvivenza. Imparerà e assimilerà quali siano i modi consoni per ottenere ciò che vuole , quali siano i modelli di riferimento per garantirsi la sopravvivenza e le emozioni correlate al modo in cui i bisogni del bambino vengono soddisfatti.

Utilizzare i dodici guaritori per coadiuvare lo sviluppo armonico delle varie fasi di crescita del bambino, significa, per un genitore, prendersi il tempo di comprendere anche le proprie dinamiche interiori. Vediamo in sintesi le caratteristiche dei dodici guaritori ed i rispettivi periodi di maggior corrispondenza durante la crescita.

I dodici guaritori: le se 6 virtù e le 6 debolezze

  1. Coraggio e Paura
  2. Volontà e insicurezza
  3. Creatività e apatia
  4. Relazioni e solitudine
  5. Percezione ed ipersensibilità
  6. Amore e controllo
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Vediamo ogni coppia di queste emozioni nel dettaglio per scoprire i 12 guaritori

Coraggio e Paura

Rock Rose e Mimulus

Rock Rose è il fiore che corrisponde alla fase che va dalla nascita – parto compreso – fino al primo anno e mezzo di vita, periodo necessario al completamento della maturazione del sistema nervoso. È durante questo primissimo momento dell’esistenza , in cui tutti gli stimoli provenienti dal mondo esterno contribuiscono alla strutturazione del sistema nervoso del neonato, che si vanno definendo , quelle caratteristiche legate al soddisfacimento dei bisogni primari. Il neonato non è capace di provvedere a sè stesso, la sua sopravvivenza dipende esclusivamente da chi si prende cura di lui, pertanto se le sue prime esperienze sono traumatiche o dolorose, si strutturerà una funzione Rock Rose congenitamente debole.
Questa debolezza si manifesterà come una paura che “taglia le gambe” e blocca il respiro; il sistema nervoso sarà particolarmente eccitabile, così come il plesso solare (la porta d’accesso alle energie ed alle emozioni).
Il terrore della morte, intesa come impossibilità a sopravvivere, si manifesta con la paralisi vitale , la quale rappresenta la caratteristica tipica di una personalità Rock Rose non integrata.

Mimulus corrisponde, dal punto di vista funzionale, a quel periodo in cui il bambino inizia ad interessarsi del mondo circostante, esplorandolo ed interagendo spontaneamente con esso. E’ la fase in cui comincia a “fare esperienza”, a confrontarsi con nuove realtà, a volte piacevoli, altre volte frustranti.
Uno stile genitoriale eccessivamente protettivo o autoritario, possono inibire il processo di crescita ed il normale superamento di questa fase : si avrà così una funzione Mimulus bloccata che si manifesta con timidezza sociale, alternanza tra atteggiamenti velleitari e fughe precipitose, bassa autostima , paura del nuovo e somatizzazioni varie. La fuga regressiva è il modo in cui si esprime Mimulus.

Volontà e insicurezza

Cerato e Scleranthus

Cerato corrisponde alla fase del “perchè”, fase che inizia verso i due anni e mezzo/tre, in cui il bambino comincia a chiedersi come funziona il mondo.
Contemporaneo a questa fase è anche l’esercizio della propria volontà , al fine di verificare fin dove può spingersi : tipico è l’atteggiamento del bambino che si rifiuta di andare a dormire, “puntando i piedi”.
Risposte ambientali insoddisfacenti (genitori eccessivamente cedevoli alle risposte del piccolo o, al contrario che, per non viziarlo, negano quasi tutto) e/o il mancato soddisfacimento del suo bisogno di conoscere e sapere, possono impedire la stabilizzazione di questo processo, creando una personalità Cerato negativa.

Un Cerato problematizzato sarà incapace di trovare un punto di stabilità in sé stesso, e continuerà a cercare fuori quelle risposte che animano la sua esistenza.
Questo suo continuo affidarsi all’esterno lo porterà a disperedere gran parte delle sue energie, favorendo l’insorgere di disturbi quali l’astenia, l’ansia, la mancanza di concentrazione e l’emicrania.

Scleranthus, dal punto di vista funzionale, coincide con l’inizio della pubertà, momento in cui va definendosi l’identità in genere (sessuale, sociale), con i relativi problemi che ruotano attorno alla polarità giusto/sbagliato, bene /male, buono/cattivo…

l’incapacità decisionale tipica di Scleranthus deriva principalmente da un’atteggiamento troppo analitico, ove valuta tutti i pro ed i contro possibili, rispetto ad una scelta da compiersi; questo suo perdersi nel dettaglio è dettato dalla paura di “perdere qualcosa” nella scelta. Come conseguenza di questa sua continua oscillazione, somatizza pesantemente: nausea, vertigini, mal d’auto sono alcuni fra i disturbi maggiormente riscontrabili, così come tutte quelle manifestazioni a carattere ciclico e ricorrente.

Creatività e apatia

Clematis e Gentian

Clematis corrisponde, funzionalmente, a quel periodo in cui il bambino non conosce ancora il tempo diacronico, nè ha ben definito il confine tra sè ed il mondo.
E’ quell’età, solitamente compresa tra i due ed i sei anni, in cui l’immaginazione creativa si trova al suo massimo splendore e viene applicata alla realtà contingente al fine di trasformarla.
Energeticamente parlando , il bambino vive “tutto nella testa” e , se la realtà contingente gli si rivela piatta e banale, egli si rifugerà nel suo “mondo immaginario”, lasciando fuori tutto ciò che gli può causare dolore. Il tema di un Clematis negativo è,  quindi, la fuga dalla realtà e per fare ciò , fisiologicamente parlando, il suo organismo si adatterà alle esigenze della mente: si avranno problemi di vista e di udito, ma anche di ipotensione “sono troppo debole per fare quella cosa” (che non mi piace).
Gentian segue, funzionalmente, la fase Clematis: si presenta al momento dell’ingresso a scuola (6/7 anni) e corrisponde allo sviluppo della capacità di metabolizzare i primi fallimenti, le prime difficoltà nel rapporto che instaura con l’ambiente circostante.
Solamente ridimensionando la propria onnipotenza, sarà in grado di elaborare strategie alternative , mantenendo salda la fiducia in sè stesso ed imparando, al contempo, quand’è il caso di affidarsi agli altri e quando no.
Se la metabolizzazione dei primi fallimenti non può avvenire , si avrà una funzione Gentian negativa, che si manifesterà nel soggetto con un pessimismo di fondo applicato indiscriminatamente ad ogni circostanza.
Questo pessimismo lo porterà ad assumere sempre una posizione di difesa nei confronti del mondo, impedendogli di abbandonarsi alla vita: egli si avvalerà di armi quali scetticismo e razionalità per giustificare il suo modo d’essere.

Relazioni e solitudine

Water Violet ed Impatiens

Water Violet è il fiore che esprime il tema della relazione del bambino con il mondo, riconducibile al rapporto intercorso con la madre durante i primissi stadi della neonatalià.
E’ attraverso la funzione svolta dalla madre durante la prima costruzione di uno spazio psichico del bambino (spazio in cui egli ha accolto e collocato tutte le informazioni pulsionali ed emozionali ) che egli svilupperà o meno quella capacità di apertura sia nei confronti del mondo esterno, sia nei confronti del suo mondo interiore. Una personalità Water Violet ben sviluppata si manifesterà nell’autonomia di giudizio e d’azione, nella flessibilità e nell’apertura verso il nuovo.

Una funzione non integrata , renderà invece la persona incapace di scambiare con l’ambiente che lo circonda, ma anche rigida nei confronti delle emozioni che prova ; tenderà a rifiutare tutto quanto concerne la materia in quanto ignobile, arroccandosi nella sua “torre d’avorio” mentale. La sua rigidità si esprime anche nel corpo, determinando blocchi muscolari, in particolare nella zona alta del corpo.

Impatiens, funzionalmente connesso al Sistema Nervoso Centrale, corrisponde ad ogni periodo di formazione e riassetto delle struttUre nervose, in particolare è riconducibile alla fase di selezione neuronale che accompagna la pubertà. articolarmente reattivo a ciò che lo circonda, si dimostra in grado di effettuare rapidamente collegamenti lì dove sfuggono ai più.

Ma se la velocità viene sostituita dall’accelerazione, questi individui, sempre proiettati in avanti, finiscono col diventare irritabili ed irritanti, perennemente stressati, divenendo incapaci di relazionarsi in modo equilibrato con gli altri.
Anche la tipologia Impatiens, come Water Violet, tende a concentrare tutta l’energia nella zona alta del corpo, perdendo la dimensione terrena dell’esistenza.

Percezione ed ipersensibilità

Agrimony e Centaury

Agrimony appartiene a quella fase funzionale corrispondente alla formazione della persona, intesa come : a ) individualità autocosciente, in grado di autorelazionarsi ed agire secondo libertà; b) aspetto assunto dall’individuo nelle relazioni sociali e nel rapporto col mondo (Jung).

Una fase che inizia nella primissima infanzia e si struttura nei primi tre-quattro anni di vita. In condizioni ambientali buone il bambino sviluppa una personalità solare, dove gli aspetti emotivi, pulsionali e psicologici sono ben integrati con sè ed anche con gli altri. Risulta quindi capace di scegliersi l’ambiente adatto a sviluppare le proprie potenzialità, abbandonando senza troppi rimpianti quegli ambienti che non gli confanno.
Ma se la fase Agrimony non viene integrata con successo,(solitamente accade quando ha dovuto sacrificare il rapporto con sè stesso per salvare quello esistente con le figure di riferimento), l’individuo si ritrova fortemente dipendente dall’ambiente circostante.
La sua intuizione sensibile è stata messa al servizio della costruzione di un falso sè, volto al soddisfacimento di quel bisogno d’essere considerato, amato ed accettato. La sua ricerca di armonia relazionale, unita alla tendenza a sfuggire i conflitti e le emozioni spiacevoli, lo portano ad esercitare un rigido autocontrollo, che gli impone di reprimere costantemente emozioni ed impulsi vitali. Alla lunga questo atteggiamento si manifesterà nel corpo sottoforma d’ipertensione ( simbolo della repressione degli impulsi vitali), ma anche tutti quei disturbi che interessano la pelle (il tentativo di far affiorare all’esterno le emozioni inespresse).

Centaury funzionalmente, segue la fase Agrimony , e si “affaccia” nel momento in cui il bambino comincia a percepirsi come non coincidente appieno con la sua famiglia e con l’ambiente che lo circonda. L’integrazione è il tema legato a questo fiore: integrazione intesa come rispetto della propria identità nel mondo. Solo il rispetto della propria identità naturale permette all’individuo di andare nel mondo sentendosi al sicuro e , quindi, senza il bisogno di assumere ruoli che non gli appartengono e senza entrare in conflitto.  Alla tipologia Centaury negativa appartiene quella che viene comunemente definita la “sindrome da bravo ragazzo”:l’identità di ruolo è prevalsa su quella individuale. Il sistema immunitario, deputato al compito di difendere l’organismo dagli attacchi esterni e discriminare, simbolicamente, il sè dal non sè, va indebolendosi, così come la spina dorsale che può piegarsi e deformarsi in scoliosi.
Il contatto col mondo vissuto in modo così conflittuale, porta molto spesso ad infezioni frequenti delle vie respiratorie (dove avviene l’interscambio tra dentro e fuori).

Amore e controllo

Chicory e Vervain

Chicory funzionalmente si colloca nella fase che vede l’inizio del controllo degli sfinteri; fase che, se superata ed integrata appieno farà sì che il bambino non senta la necessità di esercitare un controllo ricattatorio per ottenere delle conferme affettive. Se invece si caratterizza come funzione debole,(le ansie abbandoniche materne non permettono una risoluzione della fase) ,dando origine ad una tipologia Chicory negativa, l’individuo risulterà affettivamente dipendente ed emotivamente manipolatorio, teso ad accumulare continue conferme. La sua modalità di rapporto col mondo finisce col basarsi sul possesso e l’incorporazione e le conseguenze derivanti sono facilmente intuibili : iperalimentazione (tentativo di riempire il vuoto interiore che prova) che può portare ad obesità; stipsi (il bisogno di trattenere quanto gli appartiene); avarizia materiale e mentale ed il bisogno, quasi incontrollato, di accumulare (per paura di rimanere solo). Chicory teme le malattie, ma non osteggia il loro presentarsi: egli infatti, utilizza la malattia in modo manipolatorio, al fine di ottenere attenzione e/o colpevolizzare gli altri (che non gli prestano sufficente attenzione).

Vervain funzionalmente si collega alla fase dell’adolescenza, quando la pressione pulsionale si sublima nella scoperta delle ideologie: la forza rivoluzionaria che permea il ragazzo, viene indirizzata verso ciò che va “raddrizzato nel mondo”.
Se da adolescente la funzione Vervain ha trovato il giusto espletamento, ne risulterà un adulto capace di progetti concreti rivolti ad obbiettivi percorribili, ma se la persona rimane “intrappolata” in questa fase, la funzione si distorce, dando origine alla sindrome del missionario.
Si struttura una forte convinzione di possedere la verità, l’unica verità, e l’individuo si prodiga in tutti i modi per riuscire a convicere, dapprima,chi gli è vicino, spingendosi poi sempre più lontano.
E’ la sua granitica convinzione d’esser l’unico detentore di una verità incontrovertibile, a fornirgli la forza necessaria per proseguire la sua missione, fino a spingerlo al punto di ignorare consapevolmente tutti i segnali di stanchezza ed esaurimento provenienti dal corpo. Vervain può quindi essere definito come il fiore utile nel ridimensionare gli eccessi.

In pratica, somministrazione o massaggi

I rimedi floreali possono essere somministrati, nella dose di 4 gocce 4 volte al giorno, secondo la metodica di Bach, oppure applicati sul corpo attraverso il massaggio.

Per effettuare un massaggio si procede come segue: in una ciotola (di vetro o ceramica) si versano 50 ml di olio di riso (o altro olio vegetale), al quale vanno aggiunte 4 gocce del rimedio prescelto; il tutto va poi mescolato vigorosamente per alcuni minuti utilizzando un utensile di legno. La miscela così ottenuta va applicata con un leggero massaggio, interessando tutto il corpo del bambino. Attraverso il massaggio, l’informazione vibrazionale del rimedio floreale permea il campo energetico del bambino ed, al contempo, facilita la relazione genitore-figlio, offrendo un momento di reciproca interazione.

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