Connessione cuore cervello: la coerenza cardiaca

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Coerenza cardiaca: di cosa si tratta e perché ne parliamo? Nell’articolo “La connessione cuore cervello e le sue implicazioni per la salute” abbiamo introdotto il tema della connessione tra questi due importanti organi e l’implicazione delle emozioni  negative e positive sul buon funzionamento del cuore e della salute in generale. Abbiamo poi definito la coerenza cardiaca che si sperimenta quando, grazie alle emozioni positive, il ritmo del cuore è ordinato e paragonabile ad un’onda armonica. Approfondiamo ora il concetto di coerenza cardiaca ed cerchiamo di capire come ottenerla e mantenerla.

Coerenza cardiaca: uno stato ottimale

La ricerca scientifica ha dimostrato che chi genera emozioni positive facilita un cambiamento a livello di stato psicofisico misurabile strumentalmente. Questo stato è chiamato coerenza psicofisiologica, perché è caratterizzata da un maggiore ordine ed armonia in entrambi i nostri processi psicologici (mentali ed emotivi) e fisiologici (corporei).

Quando si attiva questo stato, i nostri sistemi fisiologici funzionano in modo più efficiente, sperimentiamo una maggiore stabilità emotiva, aumentando al contempo la chiarezza mentale e una migliore funzione cognitiva. In poche parole, il nostro corpo e il cervello funzionano meglio, ci sentiamo meglio, e abbiamo un rendimento migliore. Fisiologicamente, lo stato di coerenza cardiaca è caratterizzato dallo sviluppo di un sinusoidale come struttura liscia della frequenza della traccia della variabilità cardiaca. Questo modello, chiamato ritmo cardiaco di coerenza, è l’indicatore principale dello stato di coerenza psicofisiologico. Durante questo stato avvengono una serie di importanti cambiamenti fisiologici.  I due rami del sistema nervoso autonomo si sincronizzano l’uno con l’altro, con una maggiore sincronizzazione tra l’attività del cuore e del cervello.

La coerenza è differente dal rilassamento

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Un aspetto importante è che lo stato di coerenza cardiaca è psicologicamente e fisiologicamente distinto dal rilassamento. A livello fisiologico, il rilassamento è caratterizzato da uno spostamento del baricentro del SNA verso una maggiore attività del parasimpatico. La coerenza è associata anch’essa ad un relativo aumento dell’attività del parasimpatico, ma è fisiologicamente distinta da quest’ultimo in quanto il sistema oscilla alla sua frequenza di risonanza naturale. Lo stato di coerenza non comporta un abbassamento della frequenza cardiaca o cambiamenti nella quantità di HRV, ma piuttosto un cambiamento della configurazione del ritmo cardiaco.  Il rilassamento è uno stato di basso consumo energetico, che comporta  un allontanamento dai processi cognitivi ed emotivi. Al contrario, la coerenza comporta l’impegno attivo di emozioni positive.

Psicologicamente, la coerenza cardiaca è vissuta come una calma equilibrata, con uno stato eccitato e reattivo favorevole all’esecuzione di compiti che richiedono acutezza mentale, problem-solving, processo decisionale, così come l’attività fisica e il coordinamento.

Nutrienti e tecniche che possono migliorare la coerenza

Integratori alimentari

Diversi studi hanno dimostrato quanto alcuni composti o nutrienti (nutrients) possano modificare positivamente la HRV. L’aumento di HRV in seguito a integrazione di magnesio in uno studio controllato, ha dimostrato come possa rivelarsi utile per pazienti con scompenso cardiaco. Altri studi suggeriscono che l’estratto di radice di Ashwagandha migliora la resistenza cardiorespiratoria e migliora la qualità della vita e la VO2max in adulti sani atletici. Anche la Rhodiola è stata oggetto di studi in merito agli effetti positivi sul cuore.  In un gruppo sperimentale è stata dimostrata una riduzione significativa di ansia, stress, rabbia, confusione e depressione dopo l’assunzione di 200mg per 14 giorni, ed un significativo miglioramento dell’umore e sicurezza interiore.

Agopuntura

Anche In merito all’agopuntura esistono delle evidenze significative.  In questo studio (Am J Med Chin. 2006), la variabilità della frequenza cardiaca (HRV), la variabilità (PRV) e la conduttanza cutanea umana di tutti i punti terapeutici sul meridiano del cuore sono stati usati per valutare gli effetti dell’agopuntura elettrica (EA).

Agopuntura dalla A alla Z
Per chi desidera approfondire, riporto alcuni dettagli dello studio. Dieci volontari sani (età 23 +/- 6) sono stati selezionati come gruppo di controllo il primo giorno, e poi riutilizzati come gruppo sperimentale il secondo giorno. Come strumenti sono stati utilizzati l’elettrocardiogramma (ECG), il misuratore ad impulso della PA e il dispositivo di risposta di conduttanza cutanea (SCR) per misurare e analizzare HRV, PRV e SCR per i due gruppi prima e dopo la stimolazione. Dall’analisi dello spettro ECG, è stato rilevato che l’EA applicata su V15 ha indotto un significativo aumento della componente ad alta frequenza della HRV e PRV, nonché una diminuzione significativa nella bassa frequenza. Questi risultati indicano che la stimolazione di V15 potrebbe determinare un rilassamento, calma, riducendo la sensazione di tensione o disagio.

Attività fisica e arti creative

In merito invece all’attività fisica, sembra che possa anch’essa influire positivamente sulla HRV. Il livello di fitness e il miglioramento della HRV sembrano essere associati con i processi che coinvolgono l’attenzione sostenuta.  Sono stati esplorati inoltre, gli effetti sulla salute e sulla variabilità cardiaca attraverso le arti creative, arti visive, scrittura espressiva e musica.  La misura in cui questi interventi migliorano lo stato di salute è ancora in gran parte sconosciuto.

Quello che comunque risulta è una maggiore consapevolezza e gioia interiore nei praticanti. Promettenti sono invece gli studi sul potenziale di alcuni funghi psicotomimetici quali lo Psilocybe. I soggetti che li hanno utilizzati sperimentalmente hanno dimostrato di ridurre la pressione arteriosa, di ridurre significativamente la simpaticotonia, di sentirsi più in pace con se stessi e gli altri, di sperimentare degli stati di unità con quanto li circondava.

Preghiera

Non potevano mancare dei dati interessanti sulla preghiera e la “pace” del cuore. Uno studio ha esplorato la preghiera musulmana “Salat” ed ha dimostrato quanto possa aumentare l’attività del parasimpatico e diminuire quella del simpatico, con un aumento della variabilità cardiaca. Pertanto, le pratiche “Salat” o simili, effettuate regolarmente, possono contribuire a promuovere il rilassamento, ridurre al minimo l’ansia, e ridurre il rischio cardiovascolare. La speranza degli scienziati è quella di stabilire una base per continuare indagini su questo argomento e per generare ulteriore interesse nella ricerca delle complessità di impegno con le arti e la salute.

Le implicazioni  e le domande

Da quanto scritto in questi 2 articoli relativi all’asse cuore-cervello scaturiscono altre riflessioni che potrete leggere nel prossimo articolo dedicato al…cervello del cuore (leggi qui).

Bibliografia

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