Comportamenti alimentari, cosa sono e come riconoscerli

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Comportamenti alimentari, sapete riconoscerli e cosa significano? In questo articolo vi spiego cosa rivelano i diversi comportamenti, oltre ad alcune curiosità sul senso di sazietà e sul gusto.

Una alimentazione sana deve fornire attraverso gli alimenti assunti quotidianamente la quantità di nutrienti corrispondenti ai fabbisogni, per far sì che il cibo divenga vettore di salute. Tutto ciò non trascurando la ricerca del piacere che comunque non è incompatibile con questi principi.

Anche per desinare bisogna far uso dei principi della scienza.

Petronio scrittore e politico romano I secolo d.C.

Nutrimento e piacere, i diversi regimi o comportamenti alimentari

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I cibi non apportano solo nutrienti essenziali, ma influiscono anche sui mediatori biochimici cerebrali detti neurotrasmettitori, sostanze in grado di inviare messaggi che possono influenzare il nostro stato psicofisico. Meglio allora imparare a interpretare i segnali che il corpo ci lancia.

Dopo aver valutato l’influenza di diversi regimi alimentari sul cervello si è  evidenziato che un eccesso di proteine potrebbe essere tossico per i neuroni e predisporre all’Alzheimer (studio Molecular Neurodegeneration).

Chi segue una dieta mediterranea con molta frutta verdura e carboidrati ha un rischio di ammalarsi del 10-15% più basso a chi eccede in proteine.

Effetti del consumo di proteine

A proposito però di diete iperproteiche che se da un lato stimolano la produzione di dopamine e norepinefrine che favoriscono la lucidità mentale dall’altro possono aumentare la tensione.

Effetti del consumo di carboidrati

Al contrario i carboidrati complessi, come pane, pasta, riso, ma anche dolci, aumentano la quantità di serotonina, che favorisce il benessere mentale e agisce da antistress.

Le molecole del benessere

La serotonina è prodotta anche a partire da un’altra sostanza, il triptofano che si trova in molti alimenti di origine animale come latte, yogurt e prodotti caseari, uova. [Il triptofano è anche presente in molti vegetali come legumi, semi oleosi, alga spirulina, ndr].

Altre molecole del benessere sono le endorfine, che l’organismo è stimolato a produrre dalla presenza di grassi, sia quelli che mangiamo, sia quelli liberati durante l’esercizio fisico.

Voglia di dolce? Ecco perché

Se abbiamo quindi desiderio di dolci (vale a dire di carboidrati e grassi) o di un piatto di pasta al sugo, è perché il cervello ci dice che l’organismo è carente di endorfine e serotonina.

Voglia di carne? Ecco perché

Se invece ci viene voglia, ad esempio, di una bistecca, sono le dopamine a mancare.

Saperlo non deve diventare un alibi per abbuffarsi di questo o quel cibo, ma uno stimolo per imparare a mangiare di tutto senza esagerare.

Capite che i diversi comportamenti alimentari dipendono da molti fattori.

I cibi si scelgono anche in base al gusto

Non esistono cibi o ricette, piatti, buoni o cattivi, perché il gusto dipende da esperienze negative o positive. O meglio, un cibo è legato a particolari momenti della vita, di quando lo si è gustato o perché ci ricorda dei periodi in particolare. Si può quindi affermare che ognuno di noi ha una sua personale storia alimentare.

Il gusto di ognuno è una questione di cultura, di tradizione, di apprendimento collettivo. Così anche alcuni sapori forti, quali ad esempio il peperoncino, diventano particolarmente piacevoli, anche se ci si aspetterebbe dovessero geneticamente essere rifiutati.

I comportamenti alimentari dei bambini

Nei primi mesi di vita i sapori vengono percepiti con meno intensità e con una bassa sensibilità nel percepire le differenze tra dolce, salato e acido; l’apparato sensoriale è immaturo fino agli otto anni.

Il comportamento infantile, meno condizionato di quello dell’adulto è istintivo cosicché il gusto dei bambini guiderebbe maggiormente alla scelta di cibi giusti, collegando il gusto al valore nutritivo. Inoltre, per un “processo di apprendimento associativo” a seguito della loro ingestione piatti ricchi di proteine e dolci li fanno star bene. Ecco spiegato perché generalmente i bimbi rifiutano le verdure che hanno ridotto apporto energetico e sono poco “utili”.

I grandi mangiatori a rischio, perciò, di obesità sarebbero numericamente carenti di recettori alla dopamina, la causa probabile sarebbe attribuibile ad un gene (Taq1A1). In questo caso vi sarebbe la necessità di dover mangiare molto per saziare i sensi.

Le reazioni nel gusto sono innate

Le differenze nel tipo di appetito non sono solo sul DNA ma esistono reazioni innate e universali nel gusto.

Generalmente si preferisce un cibo dolce e grasso ad uno amaro ed acido che viene più facilmente rifiutato. Ed è proprio questo propensione che l’industria tiene in considerazione per il successo commerciale dei propri prodotti creando mix tra zuccheri e lipidi.

Molto conta, nell’apprezzare un cibo, il valore affettivo: è così che anche cibi amari ad esempio il caffè sono particolarmente apprezzati e piacevolmente graditi.

Il senso di sazietà

Il cervello riceve informazioni sulla quantità di cibo assorbito e anche sul contenuto calorico attraverso sistemi sensoriali di bocca e naso e a recettori meccanici e chimici di stomaco e intestino comunicanti con l’encefalo per via nervosa e ormonale. La leptina, ormone secreto dalle cellule adipose, segnala la quantità di energia immagazzinata dal corpo sotto forma di grassi. La colecistochinina è considerato l’ormone che segnala la sazietà.

Alimentazione SSS

Si deve aver presente che una buona alimentazione (SSS: Sana, Semplice, Saporita) si costruisce sulla salute, sul piacere e sulla convivialità.

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