Come liberarsi dalle influenze del nostro albero genealogico

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avi, albero genealogico

Da quanto scritto nell’articolo  “Le relazioni familiari e le influenze del nostro albero genealogico“, sulla base del principio di relazione affettiva integrata, si può comprendere come mai un individuo possa rimanere emotivamente coinvolto nella sfera personale di un altro soggetto. Per superare blocchi si possono quindi prendere in considerazione anche vite precedenti e assenti.
Ma come è possibile liberarsi da questi blocchi? In primo luogo è necessario capire da chi e da dove essi derivano e in quale ambito sono maturati.

I segreti dell’albero genealogico

In generale ciò che danneggia più emotivamente i membri di un albero sono i segreti dell’albero. Quelle cose non rivelate, non dette per paura o convenzione che sono altamente distruttivi perché si annidano come un fantasma nella relazione tra i membri della famiglia.
Cerchiamo di capire come riconoscere un segreto e come liberarci dai blocchi che esso e/o i samskara (semi) familiari provocano.

In primo luogo i segreti dell’albero privano i discendenti di informazioni fondamentali sulla loro identità provocandone una difficoltà che non sanno riconoscere.

Il segreto fantasma

Questo avviene dopo qualche generazione, in genere tre o quattro. Il segreto viene definito “fantasma” quando più nessun membro ne è a conoscenza, ma come un fantasma vero e proprio continua ad aleggiare sull’albero genealogico attraverso un membro il cui inconscio non dimentica il segreto. Questo a sua volta, può manifestarsi in stati di angoscia, sintomi fobici, scelte di professioni, incubi, passatempi particolari.

La sindrome degli antenati

Un esempio di quest’ultimo caso lo ritroviamo nel libro di Anne Ancelin Schutzenberger (psicoterapeuta, professore emerito di psicologia dell’Università di Nizza) “la Sindrome degli antenati”.

La Schutzenberger racconta di un uomo che, ignaro del passato del nonno materno, si dedicava al collezionismo di pietre (era un geologo amatoriale) e di farfalle.

In particolare andava a caccia di quest’insetti per poi ucciderli soffocandoli in barattoli di cianuro. Avverte però una sensazione di malessere e si sottopone a varie terapie fino a quando non scopre che il nonno, per scontare un crimine, era stato mandato in un battaglione in Africa a spaccare pietre e poi ucciso in camera a gas. L’inconscio dell’uomo conosceva il segreto del nonno e lo riproduceva e ripeteva in attesa di consentirne lo svelamento.

La Sindrome degli Antenati
Anne Ancelin Schutzenberger
Psicoterapia transgenerazionale e i legami nascosti nell’albero geneageologico
Di Renzo Editore

Sciogliere i segreti dell’albero genealogico

Il segreto favorisce quindi la riproduzione di una situazione: è come un ciclo che chiede di essere spezzato e questo si fa ancora più drammatico quando la ripetizione riguarda ad esempio violenze fisiche o psicologiche. E’ il caso ad esempio di aborti frequenti nell’albero che possono derivare da infanticidi volontari.
Come spezzare questa catena? Quando è possibile, dopo aver riconosciuto il segreto è necessario rivelarlo, non renderlo più tale, ma è importante valutare le conseguenze di quest’azione e quindi non agire d’impulso.
Un’altro modo è agire attraverso atti simbolici come scrivere e poi bruciare una lettera all’antenato che ha tenuto il segreto.

Altri elementi di ripetizione: la sindrome da Anniversario

Sono poi altri gli elementi di ripetizione all’interno dell’albero che andrebbero considerati per la loro influenza sulla vita dei membri come la così detta Sindrome da anniversario secondo la quale certe date o avvenimenti tendono a perpetuarsi all’interno dell’albero: date di nascita, morte, matrimoni etc spesso tendono a ripetersi. Questo è interessante in particolare quando si parla di eventi tristi che rischiano comunque di ricadere su di noi anche se in forma diversa. Anche in questo caso un atto simbolico (un dono all’antenato che ha fatto partire il ciclo ad esempio) che liberi la nostra relazione con questa data potrebbe essere utile.

Il significato del nome

Di non minore importanza anche la ripetizione dei nomi propri e delle “parole forti”.
In alcuni contesti è tradizione dare ai nascituri il nome di parenti (nonni, zii o fratelli): questo lega imprescindibilmente il bimbo alla sorte del parente. Il suo legame con quest’ultimo sarà più forte e difficile da spezzare e per questo motivo può essere utile conoscerne la vita, gli scopi e le cause della morte.

Le parole forti

Che cosa sono invece le “parole forti”? Sono quei modi di dire, quelle espressioni o quei termini che la famiglia tramanda di padre in figlio e che vanno ad influenzarne i membri. Un esempio sono i casi in cui in una famiglia matriarcale si trasmette il messaggio che le donne possono cavarsela da sole senza gli uomini. Con ottime probabilità la discendenza sarà di donne indipendenti, single o comunque capofamiglia.

Liberarsi dalle influenze

Per liberarsi dalle influenze limitanti del nostro albero è quindi necessario in primo luogo scoprirle e riconoscerle.
Da lì trovare il modo migliore per esprimerle: possiamo usare le parole, i gesti, l’arte, lo psicodramma o fare un atto liberatorio simbolico. Se necessario il ciclo di ripetizioni si può interrompere con un cambio di direzione. Un esempio?

Scegliendo una data diversa per un’azione importante rispetto a quella della sindrome da anniversario o decidere in modo diverso rispetto un evento che si è ripetuto con le stesse modalità.

Da lì rivedere il nostro contesto, inquadrare nuovamente le situazioni e le valutazioni al riguardo, specie sulla nostra vita e su quella dei nostri avi.

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