Come accettare la propria autenticità, nel bene e nel male

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L’autenticità è una caratteristica preziosa nell’essere umano. Molti si illudono di possederla, molti la posseggono veramente e molti la ricercano.

Essere autentici significa mostrarsi a sé stessi e agli altri così come si è: con i propri lati positivi e con quelli negativi.

Significa accettare che l’essere umano e la vita intera sono la sintesi degli opposti. La luce ed il buio sono nella natura come sono dentro di noi.

Allontanare l’autenticità con la maschera del buon umore

Accettare il lato oscuro di sé stessi e della vita può risultare particolarmente difficile. Un modo per rifuggire il lato oscuro è mettersi la maschera del buon umore e della felicità.

Si impara piano piano: ci si accorge che un litigio si può stemperare con una battuta simpatica, che se si sminuiscono i dolori e i momenti brutti tutto sembra più facile. Si impara che ridendo e sorridendo gli altri ci amano e accettano e apparentemente il lato oscuro scompare. Gli altri vedono queste persone come gli amici sempre allegri. Ma è solo un’apparenza, un comportamento esteriore, una maschera. È un atteggiamento molto diverso da quello dell’ottimista che, pur cercando di focalizzarsi sugli aspetti positivi e avendo fiducia nell’evolversi per il meglio anche delle situazioni più critiche, riconosce serenamente, con se stesso e con gli altri, il proprio disagio e il dolore delle emozioni del momento presente, concedendosi di attraversarle proprio per poter andare oltre.

Cosa c’è dietro la maschera del buon umore?

Dietro la maschera del buon umore c’è la paura di tutto ciò che è negativo: paura dei litigi, dei conflitti, del dolore e la paura di non essere accettati.

C’è un grande tormento che sembra di non saper gestire. Pur di mantenere l’apparenza, pur di far sì che la maschera non cada, si aiuta il buon umore con tutto ciò che può fornirlo e che può dare un apparente piacere: cibo, alcool, gioco, shopping, social. Spesso rischiando di arrivare ad essere dipendenti da questi piaceri.

Il piacere di togliere la maschera per ritrovare l’autenticità

Chi impara ad indossare la maschera del buon umore spesso se ne identifica, si identifica con il suo personaggio di persona allegra e simpatica che porta buon umore, dimenticandosi di sé. Sebbene lo stato d’animo sia tormentato, togliere la maschera fa paura. È un’azione che va fatta a piccoli passi e solo dopo aver consapevolizzato la situazione. Si può provare a stare accanto alla nostra tristezza, dispiacere o paura, per qualche ora per vedere cosa accade. Ci si potrebbe accorgere di essere amati e accettati anche così, si potrebbe scoprire che essere consolati fa bene al cuore e che far pace dopo un litigio unisce ancora di più. Ci si potrebbe accorgere che poter essere sé stessi  rilassa e fa stare bene.

Un aiuto dai Fiori di Bach: Agrimony

Tra i rimedi del Dott. Bach un sostegno può arrivare dal fiore Agrimony. Il Dott. Bach lo descrive così: “Persone gioviali, allegre, piene di buonumore che amano la tranquillità e sono disturbate da discussioni o litigi per evitare i quali sono disposte a rinunciare a molto. Benché generalmente tormentate da problemi, irrequiete e preoccupate nella mente e nel corpo, nascondono tali crucci dietro il loro buonumore e gli scherzi e sono considerate ottimi amici da frequentare. Sovente fanno eccessivo uso di alcool o droghe per stimolarsi e poter affrontare le loro prove con allegria.

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Il fiore di Bach Agrimony va utilizzato con consapevolezza poiché chi indossa la maschera del buon umore spesso ne è identificato e poco conosce del lato oscuro di sé stesso e della vita. È un fiore che aiuta a togliere la maschera per affrontare la vita con armonia, sincerità e verità. Un fiore che permette di trovare la propria autenticità e di accettarla nel bene e nel male.

Agrimony è presente anche nel composto pronto:

Resource GoodNight – Sonno Sereno, in cui l’archetipo di Agrimony  ispira la giusta armonia per potersi addormentare serenamente nelle prime ore del nostro sonno.

 

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