Ciliegia di terra o groundcherry proprietà del frutto che non ci mancava

Ciliegia di terra Physalis pruinosa, groundcherry

Ciliegia di terra, nome scientifico Physalis pruinosa: un nuovo frutto che presto vedremo sui banchi della frutta. Ma di cosa si tratta esattamente e perché, nonostante le sue proprietà, questa novità non mi entusiasma? Ora vi spiego.

Ciliegia di terra: la pianta

La pianta ha un’altezza compresa tra i 40 cm e i 3 metri. Appartiene alla famiglia delle solanacee, la stessa di patate, peperoni, melanzane, pomodori, bacche di goji. Si tratta di una pianta selvatica originaria del nord America e non molto diffusa. Tuttavia, la rincorsa alle novità esotiche sta portando alla sua diffusione anche in altre parti del mondo.

Ciliegia di terra: il frutto

La ciliegia di terra, come suggerisce il nome scientifico, appartiene alla stessa famiglia dell’alchechengi peruviano, detto anche bacca d’oro. I frutti, simili agli alchechengi, sono avvolti in un calice. Quando il frutto è maturo il calice diventa secco e il frutto cade a terra.

Può essere conservato per alcune settimane, inoltre può essere congelato o essiccato.

Le ciliegie di terra hanno un sapore dolce che possiamo definire “esotico” e che secondo alcuni richiama quello dell’uva spina. Più frequentemente però, ricorda quello dell’ananas, per questo viene anche utilizzato il nome ciliegia ananas.

Le proprietà

La ciliegia di terra è interessante dal punto di vista nutrizionale in quanto ricca di vitamina C, vitamina D, e bioflavonoidi, importanti antiossidanti. I frutti maturi hanno anche una interessante concentrazione di beta-carotene. Il frutto ha, inoltre, buone quantità di calcio, ferro, potassio e fibre.

Grazie alle sue proprietà antiossidanti le sono riconosciute proprietà antinfiammatorie (leggi qui sull’autorevole pubblicazione PubMed uno studio scientifico).

Il futuro

Il futuro della diffusione di questo frutto passa per il Boyce Thompson Institute (BTI) negli Stati Uniti, un istituto indipendente di ricerca sulla scienza delle piante. Qui i ricercatori hanno avviato un progetto denominato Groundcherry and Goldenberry Project che prevede l’impego di un trattamento definito come editing genetico Crispr con l’obbiettivo di aumentare la diffusione di questa pianta. L’editing genetico è una tecnica che prevede la modifica del genoma in modo da aumentare la resa delle colture che, non essendo state ancora utilizzate dall’industria, sono rimaste in ambito locale. Mi riferisco alle specie vegetali autoctone.

Ciò porterà la ciliegia di terra nel giro di pochi anni ad una larga diffusione.

Cosa ne penso della ciliegia di terra

La curiosità di assaggiare un nuovo frutto esotico è sempre forte. Ma se abbiamo vissuto senza fino ad oggi potremo certamente continuare a farlo. Siete d’accordo?

L’idea di trovare le ciliegie di terra sui banchi dei supermercati insieme agli altri frutti non mi entusiasma, tanto più che sappiamo già fin d’ora, che si tratta di un frutto geneticamente modificato, cioè diverso da come la natura l’ha creato.

Certo non saranno gli unici e saranno in buona compagnia di altri frutti già presenti sui banche della frutta. Ma questa non è una ragione per accettarli di buon grado.

Il mio mantra sulla natura

La mia visione è semplice:

La natura ci mette a disposizione i suoi frutti nel luogo e nella stagione in cui ne abbiamo bisogno.

La miglior scelta per la base della nostra alimentazione sono frutta e verdura di stagione e del nostro territorio, con cereali integrali, possibilmente locali, e olio extravergine di oliva.

È vero, io stesso ho scritto più volte delle proprietà di frutti o ortaggi esotici, perché alcuni di questi sono davvero interessanti dal punto di vista nutrizionale. Tuttavia, vi invito ad usare il buon senso. Un assaggio di un nuovo frutto come le groundberries non potrà far male a nessuno, ma non sostituite abitualmente i frutti del nostro territorio con frutti che il nostro corpo non conosce o non ha mai conosciuto nella nostra storia evolutiva e alle nostre latitudini.

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