Cibi ultra-processati: ci fanno ammalare. Ecco come riconoscerli

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Cibi ultra processati: vi dice qualcosa questo abbinamento di parole? Probabilmente no, eppure in europa costituiscono il 26% del consumo di cibo, in Italia fortunatamente il 13% mentre in  Gran Bretagna il 50%.

Cosa sono i cibi ultra processati

SI tratta dei cibi preparati dall’industria alimentare, con metodi industriali appunto. Sono quelli che normalmente vengono citati nei vari articoli come alimenti industriali.

Hanno, in particolare, alcune caratteristiche:

  • Lunghi tempi di conservazione
  • Elevato impatto calorico
  • Elevato indice glicemico
  • Scarso apporto nutrizionale
  • Package attraente
  • Sono gustosi
  • Non saziano

Parliamo di piatti confezionati, zuppe pronte, piatti pronti anche surgelati, cibi precotti, snack dolci, biscotti, bibite gassate. Generalmente sono prodotti industriali ricchi di zuccheri /tra cui il famigerato sciroppo di glucosio-fruttosio), sale, grassi saturi, additivi, coloranti e conservanti.

I cibi ultra processati ci fanno ammalare: lo dice uno studio Francese

Anche se l’informazione non sorprende nessuno, qualunque esperto di alimentazione naturale vi sconsiglierebbe di mangiare abitualmente alimenti industriali, finalmente è stata pubblicata una recente ricerca francese che ha stabilito un’associazione tra i cibi ultra processati e un aumento del rischio, udite!, di morte prematura dovuta a varie patologie come il diabete, l’obesità, le malattie cardiovascolari e oncologiche. Si tratta di una ricerca attendibile, vista la mole di dati impiegati: infatti ha coinvolto più di 44mila persone ed è durata per un periodo di oltre 7 anni. Lo studio, denominato NutriNet-Santé, è stato pubblicato dalla rivista Jama Internal Medicine ed è visionabile qui sul sito ufficiale, in lingua inglese.

D’altronde già altre recenti ricerche avevano ipotizzato che esista una associazione tra il consumo di cibi industriali, i cosiddetti Junk food, e l’ammalarsi delle malattie tipiche dei giorni nostri. Il film documentario Supersize Me già nel 2004 aveva approfondito le conseguenze sulla salute di una alimentazione basata su alimenti dei fast food, in particolare di McDonald. Va detto però che i cibi ultra processati non sono sono quelli dei fast food. A volte si presentano addirittura come cibi naturali. Altre volte le aziende, grazie ad un marketing che definisco “non etico”; li presentano come tali. Basti pensare alle più note merendine per bambini.

Come riconoscere i cibi ultra processati

I cibi ultra processati sono facili da riconoscere ma sono anche subdoli perché hanno package invitanti e, come dicevo, grazie al marketing, vengono presentati come alimenti naturali. Secondo voi può un alimento naturale essere conservato per mesi fuori dal frigorifero? Altra domanda: perché le etichette riportano liste lunghissime di ingredienti per alimenti semplici che ne potrebbero richiedere meno di 5, come ad esempio i biscotti? Perché sulle etichette si leggono nomi incomprensibili che nulla hanno a che fare con gli ingredienti naturali? Ma soprattutto, perché dovremmo mangiarli?

Infatti, in generale gli alimenti ultra processati hanno una lunga scadenza, una lunga lista di ingredienti, molti dei quali con nomi incomprensibili.

Generalmente hanno un prezzo basso rispetto al valore percepito.

Personalmente, quando vedo certi alimenti sui banche dei supermercati, mi chiedo come facciano ad avere prezzi talmente bassi considerati: il costo del package, il costo del trasporto, il margine del punto vendita, l’IVA. Per costare così poco quasi sicuramente il costo degli ingredienti è bassissimo, e conseguentemente, di scarsa qualità.

Ne ha parlato anche la trasmissione Report

La giornalista Alessandra Borella ha firmato il servizio di Report andato in onda nel mese di maggio 2019 intitolato “L’invasione degli ultra processati”. Facendo riferimento anche allo studio citato ne parla in questo modo:

Una lavorazione industriale di cui spesso non sappiamo nulla. Sono economici, ben pubblicizzati, e saporiti. Ma alla fine non saziano, non sono nutrienti, né sani.

Inoltre, tra le interviste interessanti vi cito uno stralcio di quella fatta al dott. Enzo Spisni – professore di fisiologia della nutrizione università di Bologna

Si deve definire cibo falso perché di fatto è un cibo che prende in giro il nostro intestino, gli dice che stanno arrivando delle componenti che in realtà non stanno arrivando.

Mangiamo saponi

E ancora, riporto uno stralcio dell’intervista della giornalista Alessandra Borella al professor Enzo Spisni:
“Le merendine sono il classico esempio utilizzato dell’alimento ultra trasformato. Le merendine per bambini hanno delle liste di ingredienti lunghissime. Gli emulsionanti, ad esempio, sono dei veri e propri saponi… 

Avete presente i saponi per le mani? I saponi per le mani che utilizziamo sono delle sostanze, sono degli emulsionanti, che servono a portare via dalle mani una sostanza lipidica, lipofila. Il grasso. (…)

La stessa identica cosa fanno gli emulsionanti all’interno di un prodotto industrializzato di questo tipo: servono ad ottenere una miscelazione tra i grassi e i non grassi per dare appunto una consistenza migliore.

Il problema è che questi saponi poi hanno degli effetti a livello intestinale che non sono assolutamente piacevoli.”

Cosa fare per evitare i rischi

  • Evitate di acquistare abitualmente prodotti ultra processati: piatti pronti, snack, merendine, junk food.
  • Cucinate di più, con pochi ingredienti e con metodi di cottura rispettosi del cibi
  • Aumentate il consumo di frutta e verdura fresca e di stagione.
  • Fate la spesa nei negozi di vicinato, nei mercati rionali, dai piccoli produttori.
  • Non bevete bibite e qualunque tipo di bevande gassate, energetiche e zuccherate.
  • Non credete a ciò che dice la pubblicità delle grandi aziende alimentari: non c’è brioche integrale che tenga se la lista degli ingredienti è incomprensibile e se ha un costo ridicolo.

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