Chetosi: fa dimagrire? Pro e contro della dieta senza carboidrati

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Chetosi, di cosa si tratta e perché se ne parla sempre più spesso, generalmente in relazione alle cosiddette diete dimagranti?

Andiamo per ordine e cerchiamo di capire cos’è la chetosi, quali sono i suoi effetti sull’organismo e perché è opportuno avere qualche conoscenza di base, soprattutto prima di affrontare qualunque tipo di dieta, oppure, prima di scegliere superficialmente di escludere alcune categorie di alimenti dalla propria alimentazione.

Cos’è la chetosi

La chetosi è uno stato dell’organismo generato da una dieta povera o addirittura assente di carboidrati (zuccheri semplici e complessi): può essere dovuta ad un regime alimentare suggerito per alcune malattie, o, nel caso che ci interessa per la perdita di peso.

Quella che si definisce chetosi fisiologica o alimentare “si manifesta durante il digiuno prolungato (dopo 2-3 giorni) e durante una privazione di carboidrati alimentari a lungo termine” (wikipedia).

Lo stato di chetosi si genera quindi quando l’organismo, per un periodo prolungato, non ha a disposizione zuccheri semplici e reagisce bruciando i grassi. Questo è il motivo per cui molte diete dimagranti si basano sulla riduzione drastica o sull’eliminazione totale dei carboidrati semplici e complessi.

Questa classe di nutrienti però, se da un lato contribuisce all’accumulo di grassi, dall’altro svolge una serie di funzioni essenziali per l’organismo, che ne ha bisogno.

I carboidrati

I carboidrati, la nostra fonte di zuccheri, sono sostanze fondamentali per l’organismo. Con i carboidrati si produce l’energia di cui abbiamo bisogno per vivere. Sono introdotti con l’alimentazione in particolare attraverso frutta, cereali (pane, pasta, riso) ma anche legumi e ortaggi.

Ne abbiamo parlato in modo approfondito più volte, ed in particolare in questo articolo dedicato ai carboidrati.

I carboidrati sono essenzialmente zuccheri. Quelli semplici (es. glucosio) vengono assorbiti velocemente dalle cellule e ci forniscono energia immediata. I carboidrati complessi richiedono tempi lunghi perché devono essere scissi in molecole semplici, il glucosio, e poi assimilati.

Gli zuccheri in eccesso (ovvero quelli che non vengono utilizzati subito come energia) vengono trasformati in glicogeno, un polisaccaride simile all’amido. Questo viene immagazzinato per andare a costituire una scorta per i muscoli o per l’intero organismo. Il cosiddetto “grasso“. Si capisce che un eccesso di zuccheri semplici trasformati in energia di cui non abbiamo bisogno in un dato momento, diventa velocemente in grasso.

La rinuncia ai carboidrati

Se per un periodo, e sotto controllo medico, rinunciamo ai carboidrati, l’organismo attiva il metabolismo degli acidi grassi che costituiscono quasi tutti i grassi depositati nel corpo. Infatti, senza l’introduzione di carboidrati con l’alimentazione, il corpo cerca di trovare fonti alternative di energia, per cui apre nuove vie metaboliche, come quella dei “corpi chetonici”.

Non trovando zuccheri a disposizione per produrre energia, utilizza gli acidi grassi e, in un secondo momento, le proteine. Durante questo processo metabolico vengono prodotti e passano nel sangue i corpi chetonici. Se da una parte questo processo fornisce energia, dall’altra queste sostanze producono delle scorie che accumulandosi, possono avere come conseguenza una acidificazione del sangue e un’intossicazione generale dell’organismo.

I corpi chetonici sono tre: l’acido acetoacetico e l’acido 3ll-idrossibutirrico e l’acetone. I primi due, quando la loro concentrazione diventa eccessiva, vengono eliminati con il sudore e con le urine, mentre l’acetone viene invece eliminato con il respiro.

Chetosi per perdere peso e per riattivare il metabolismo

Il meccanismo della chetosi consente dunque di bruciare i grassi e, quindi, di perdere peso, ma è importante tenere presente che un’eventuale induzione di questo stato deve essere temporaneo e seguito da un medico, in quanto gli effetti citati, acidificazione dell’organismo, sovraccarico degli organi emuntori (in particolare i reni) e intossicazione dell’organismo possono provocare altri problemi alla salute.

Va anche detto che, un blando stato di chetosi può essere anche positivo per sbloccare il metabolismo. Mi riferisco in particolare alla trattazione sul libro della Dott.ssa Debora Rasio, La dieta non dieta, che cita testualmente “un numero sempre maggiore di studi sta dimostrando che la produzione di corpi chetonici, ottenuta con una dieta povera di carboidrati e ricca di grassi oppure attraverso l’estrema riduzione o la sospensione dell’apporto energetico, come avviene nelle varie forme di digiuno, compie diversi prodigi nel nostro corpo:

  • spegne l’infiammazione,
  • regola i livelli di insulina,
  • protegge le cellule nervose dai danni dell’usura e insieme stimola la crescita di nuove cellule,
  • migliora la composizione del microbiota (la flora batterica intestinale), armonizza i ritmi biologici,
  • riduce la pressione sanguigna e i livelli di colesterolo circolante,
  • regola il funzionamento del sistema immunitario e, non ultimo,
  • attiva l’autofagia, quel meccanismo con cui «mangiamo» letteralmente componenti danneggiati delle nostre cellule per ricavarne energia.”

Inoltre, continua la dott.ssa Rasio, la chetosi riduce la fame e migliora il funzionamento dei mitocondri, oltre a svolgere un’azione positiva riducendo lo stress ossidativo.

Attenzione ai rischi e rivolgetevi ad un medico o a un nutrizionista

Non dobbiamo farci affascinare dal miraggio della perdita di peso determinata dall’eliminazione di carboidrati. E’ importante essere a conoscenza dei rischi connessi all’induzione di uno stato di chetosi sull’organismo.

Un’alimentazione con pochi o senza carboidrati è, quasi sicuramente, una dieta iperproteica. Generalmente i regimi alimentari e le diete di questo tipo infatti prevedono un consumo eccessivo di proteine animali (in quanto i legumi contengono anch’essi carboidrati oltre alle proteine), che non fa per niente bene.

Dico questo perché ai rischi della chetosi prolungata si sommano quelli collegati all’eccesso di proteine assunte, che possono causare un sovraccarico dell’attività dei reni e del fegato, una acidità elevata (a lungo andare terreno fertile per infiammazioni e malattie) e anche perdita di calcio dalle ossa.

L’errore comune: pensare che i carboidrati facciano ingrassare

Chi ha fatto l’esperienza di perdere peso con una dieta chetogenica spesso si convince del fatto che i carboidrati fanno ingrassare, mente le proteine no.

Da questa considerazione si possono generare errori anche gravi per la propria salute. Non dobbiamo rinunciare ai carboidrati, ma sceglierli con maggior attenzione. Troppi carboidrati fanno male, così come fanno male troppe proteine.

Ad esempio, limitare gli zuccheri semplici, che hanno anche altri effetti negativi sulla nostra salute, introdurre i cereali integrali che forniscono energia in modo più equilibrato nel tempo. Inoltre, possiamo porre una maggior attenzione alla composizione dei nostri pasti, senza sommare troppi carboidrati nello stesso pasto: pasta e pane, pasta e patate. Anche gli alcolici appartengono alla categoria dei carboidrati. Pensate al trittico pizza, birra o bibita, dolce: una vera e propria trasgressione alimentare che non può essere un’abitudine.

Il buon senso

L’importante è utilizzare il buon senso. La chetosi è uno stato che può produrre risultati in funzione di un obiettivo che non può essere definito senza le necessarie competenze (medico, nutrizionista). Vi invito però ad usare il buonsenso nella scelta della composizione vostri cibi, come dice l’antica locuzione latina “in medio stat virtus”, la virtù sta nel mezzo, anche a tavola.

La Dieta Non Dieta
Riattivare il metabolismo e ripristinare il peso forma con l’alimentazione naturale
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