Smartphone, tablet e altri dispositivi: armi di distrazione di massa

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Smartphone e tablet: oggi poche persone sono a conoscenza dei pericoli dati dall’uso quotidiano, possiamo dire ininterrotto, che molte persone fanno di telefoni cellulari e affini.

Siamo nell’epoca degli smartphone

Il tempo corre sempre più veloce, per questo per abitudine uso il termine telefoni cellulari ma intendo ovviamente tutte le loro varianti presenti e future:

  • smartphone, tablet, computer sempre online
  • orologi (smartwatch), occhiali, microchip incollati e magari sottocutanei, chissà…

Gli interessi economici in campo impediscono una efficace conoscenza e divulgazione dei rischi che corriamo e, con l’ipocrita frase

non esistono statistiche ufficiali sui danni causati dagli smartphone,

si rimanda ai posteri il conto di quel che sta avvenendo oramai da diversi anni.

Il rischio per i bambini

Nei bambini il rischio è ancora più alto, trattandosi di persone che sono nella fase dello sviluppo e il loro cervello lavora a frequenze diverse rispetto agli adulti. Gli adulti spesso non se ne fanno carico e i bambini non possono certo tutelarsi da soli.

Provoca un certo stupore vedere genitori che accompagnano i figli fin dentro la scuola, per proteggerli dal mondo cattivo che si incontra fuori casa e poi lasciano dormire i propri cuccioli col telefonino a pochi centimetri dalla testa, se non direttamente sotto il cuscino.

La falsa convinzione che il virtuale non porti pericoli

Il mondo virtuale viene percepito, chissà perché, come innocuo, a differenza del mondo reale, che sembra sempre più pericoloso. È un pensiero che negli ultimi anni si sta radicando (ci sta venendo inculcato?) nel nostro pensiero istintuale, nella parte della mente che realmente ci governa.

E chissà se possiamo considerare casuale una coincidenza così vistosa.

Lontani dal qui ed ora, dentro i telefoni cellulari

La maggior parte delle persone, rimbambite da questi aggeggi per loro irresistibili e, per certi versi,  innaturali si accontentano di questi rischi, senza farsi ulteriori domande.

Per chi ha il privilegio di vivere la propria vita con consapevolezza e in un percorso di crescita personale, questi aggeggi tecnologici portano anche un rischio assai insidioso.

Varie culture sono arrivate alla comune considerazione che è fondamentale nella vita vivere il presente, il qui ed ora. Il passato e il futuro sono frutti della nostra mente, ciò che esiste è ciò che è, nel presente, nel momento e nel luogo in cui siamo.

Vivere altrove, perdere quel che è

Ecco allora il rischio: l’essere costantemente davanti a questi strumenti, collegati alla rete, con tutte le applicazioni, programmi, giochini, contatti e via discorrendo ci porta a vivere un tempo che è altrove, è altro dalla nostra vita, è una distrazione da noi stessi.

Sono quindi strumenti che ci allontanano da quel che siamo, e dal momento in cui lo siamo.

Il paradosso a tavola

Per esempio, persone che a tavola con altre persone si dedicano ai contatti virtuali e non a chi hanno vicino.

Girare un video e non vedere ciò che accade sotto i nostri occhi

Altri che davanti ai progressi irripetibili di un bambino, si concentrano sul video che stanno facendo e non sulla persona che hanno davanti.

Persone che fanno una passeggiata in un bosco o su una spiaggia e non tolgono lo sguardo dal microschermo che tengono tra le mani.

Pezzi di vita non vissuti

Insomma tutte quelle situazioni che sarebbero occasioni di socialità, di vita vissuta consapevolmente o di contatto con se stessi e invece diventano momenti e pezzi di vita persi, non vissuti, a causa di queste “armi di distrazione di massa”.

La mia esperienza di operatore

Anche nella mia esperienza professionale, l’invito a spegnere il telefono cellulare sembra quasi sempre una cosa inaccettabile. Ecco allora le scuse più varie,

  • “tanto non mi chiama nessuno”,
  • “metto solo la vibrazione”,
  • “comunque non rispondo”,

per poi rovinare il momento e quello che stanno vivendo (o avrebbero potuto vivere) al secondo ronzio del loro padrone tecnologico.

Tecnologia come strumento di alienazione

Poco considerato, questo aspetto rischia di togliere senso a molte delle vite che scorrono intorno a noi. Eppure basterebbe prendere il positivo che questi strumenti portano nel nostro quotidiano (e sono tante le utilità pratiche che offrono) e mantenere il giusto distacco e controllo dagli aspetti innaturali e alienanti.

Anche in questo caso, per chi vuole, ci si può porre il dubbio sulla casualità di questi aspetti. Oppure prendere consapevolezza che tutta questa tecnologia, se usata in modo stupido (e spesso l’aggettivo non riesce a essere diverso), diventa un formidabile strumento di manipolazione e di omologazione.

Einstein l’aveva predetto

Temo il giorno in cui la tecnologia andrà oltre la nostra umanità: il mondo sarà popolato allora da una generazione di idioti”.

Una delle menti più geniali e lucide de secolo scorso, Albert Einstein, aveva intuito quel che sarebbe potuto accadere.

Ci siamo.

Con lo Smartphone usa la Testa
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