Carnitina: cos’è, a cosa serve, dove si trova

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Cenni storici

La carnitina ha una storia secolare. Identificata da Gulewitsch e Krimberg nel 1905 in estratti di carne bovina e nel 1927 per conoscere la sua struttura chimica, chiarita da Tomita e Sendju.

Nel 1935 Strack analizzò le analogie strutturali e biologiche tra carnitina e acetilcolina. Nel 1947 poi Fraenkel documentò il fabbisogno di carnitina per l’accrescimento delle larve del coleottero e per questo motivo è anche detta vitamina BT.

Carnitina: cos’è

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La carnitina è un acido carbossilico a corta catena (un aminoacido), sostanza chimica con una sua formula, appartenente alla famiglia delle metilammine e presente in alcuni batteri, piante, lieviti, negli invertebrati e nei vertebrati. Nell’organismo umano la sintesi avviene a livello epatico e renale. La sua funzione principale è quella di trasportare gli acidi grassi nella matrice mitocondriale. Successivamente tali acidi grassi vengono convertiti in energia.

Carnitina e L-carnitina

È simile ad un aminoacido, ma non forma le proteine! La forma biologicamente attiva è la L-carnitina: sotto questa forma la si trova in commercio come integratore alimentare.

È un composto simile alle vitamine che stimola appunto la rottura degli aminoacidi a lunga catena, da parte dei mitocondri. Nel nostro corpo viene sintetizzata nel fegato e nei reni a partire dai due aminoacidi lisina e metionina, in presenza di vitamina B6, C e in presenza di ferro. Promuove la normale crescita e sviluppo.  Svolge un ruolo di importante nel metabolismo dei grassi e nella crescita muscolare

La carnitina è concentrata nel nostro corpo soprattutto nei muscoli, cuore compreso, nei reni e nel fegato, come suddetto e anche nei testicoli.

Principali funzioni della carnitina

  • Regolazione della beta ossidazione mitocondriale e perossisomiale.
  • Stimolazione del metabolismo ossidativo del piruvato e degli aminoacidi.
  • Stabilizzazione delle proteine di membrana.
  • Modulazione del rapporto CoA/ Acil-Coa nel citoplasma, nel mitocondrio, nel reticolo endoplasmatico, nel perossisoma.

La carnitina negli alimenti

La si trova nella carne e nei prodotti caseari. Generalmente viene assunta con la dieta o anche tramite integrazione. Discrete fonti di carnitina sono: il tempeh, alimento a base di soia bollita, molto usato nella cucina orientale e macrobiotica, e l’avocado.

Alimentazione vegana

Essendo una sostanza presente soprattutto in prodotti di origine animale, coloro che seguono un regime alimentare vegano potrebbero andare incontro ad un deficit di carnitina.

Alimentazione vegetariana

Meno complicato è per i vegetariani dove la concentrazione plasmatica di carnitina è inferiore circa del 10% rispetto a quella che si riscontra nelle persone con regime dietetico onnivoro.

Carenza di vitamina C

Una carenza di vitamina C può contribuire all’insorgenza di un deficit secondario di carnitina.

Utilizzo della carnitina in campo medico

Utilizzata in soggetti con problematiche di tipo cardiaco, ha azione stimolante a livello di contrattilità cardiaca e incrementa la vasodilatazione periferica, contribuendo a migliorare il flusso e la distribuzione dell’ossigeno.

La somministrazione di carnitina è risultata valida anche in soggetti colpiti da ischemia cardiaca o in pazienti affetti da arteriopatie periferiche. Utile nella riduzione di livelli ematici dei trigliceridi e nell’incremento del colesterolo buono HDL.

Utilizzo della carnitina in ambito sportivo

Migliora le prestazioni in ambito sportivo. La L-carnitina, infatti, può esercitare un ruolo sulla produzione di energia in quanto ha la capacità di favorire l’utilizzo dei grassi a scopo energetico, senza influenzare gli equilibri della composizione corporea generale.

I dosaggi sono da regolare in base a quanta integrazione è necessaria a livello individuale. Per questo motivo è assolutamente sconsigliata l’autoprescrizione. È necessario rivolgersi a un medico.

Controindicazioni, effetti collaterali, avvertenze

L’assunzione di carnitina è controindicata per i soggetti epilettici, durante la gravidanza e in allattamento. In alcuni soggetti a rischio, potrebbero presentarsi sintomi psichiatrici, come disturbi del comportamento e agitazione.

Attenzione per quei soggetti nei quali è stata accertata l’ipersensibilità al principio attivo.

In ogni caso occorre sempre il controllo del medico.

Tra gli effetti collaterali legati ad un eccesso di carnitina si segnala la possibilità di disturbi gastrointestinali come nausea, vomito, crampi addominali e diarrea.

La somministrazione della sostanza nella forma DL va fatta sotto stretto controllo medico per via della possibile tossicità. Generalmente è preferibile integrare nella forma L-carnitina.

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