Carne senza antibiotici: non compratela. Il nuovo inganno del marketing delle aziende

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Carne senza antibiotici: cosa significa?

Carne senza antibiotici è una dicitura che si trova sempre più spesso sulle confezioni al banco della carne. Purtroppo ancora una volta si tratta di un’altra grande operazione di marketing delle aziende a scapito del consumatore pigro e credulone. Cerchiamo di capire cosa significa.

Una doverosa premessa

A beneficio della propria salute e dell’ambiente, gran parte delle persone dovrebbero ridurre drasticamente il consumo di carne, sia per frequenza che per quantità. La maggior parte della carne in vendita nei canali della grande distribuzione proviene da allevamenti intensivi. Qui gli animali vivono in condizioni pietose, si nutrono di mangimi innaturali e subiscono la somministrazione di farmaci e antibiotici per non ammalarsi.

Mangiate meno carne, scegliete la qualità

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Dunque, se non siete tra quelle persone che per motivi etici oppure salutisti, hanno deciso di eliminare la carne dalla propria dieta, vi invito a fare 2 cose:

Non fatevi trarre in inganno dalle frasi della pubblicità e del marketing, come la scritta carne senza antibiotici. E vi spiego perché.

È da alcune settimane che ho sentito la spinta a scrivere questo articolo, perché ho imparato a diffidare delle dichiarazioni sulle etichette dei cibi, che guardo e leggo sempre con attenzione. L’occasione per parlarne è arrivata dopo aver visita il sito di CIWF Italia.

Cos’è CIWF

Compassion in World Farming (CIWF) Italia Onlus è un’associazione italiana no profit che lavora per la protezione e il benessere degli animali allevati a scopo alimentare. La mission di CIWF è quella di mettere fine all’allevamento intensivo, la maggior causa di crudeltà verso gli animali sul pianeta. Allo stesso tempo, l’associazione promuove pratiche di allevamento rispettose del benessere degli animali, dell’ambiente e delle persone.

Il consiglio del CIWF: non comprate carni con la dicitura carne senza antibiotici

Ecco le motivazione che riporto in forma sintetica

In teoria nessuna carne dovrebbe contenere residui di antibiotici perché, per legge, dopo la somministrazione degli antibiotici, bisogna seguire dei giorni di sospensione in cui gli animali non ricevono antibiotici prima di essere macellati. In questo modo la carne non contiene residui di antibiotici.

Ne consegue che non è detto che carne e le uova antibiotic free provengano da animali allevati senza l’uso di farmaci. Anzi, nella maggior parte dei casi, per compensare il mancato uso di antibiotici in sistemi di allevamento in cui non c’è stato nessun miglioramento delle condizioni di benessere degli animali (se non è dichiarato in etichetta è cosi), viene fatto un uso massiccio di altri farmaci.

Anche la dicitura “senza l’uso di antibiotici negli ultimi 4 mesi” è fuorviante  perché nella maggior parte degli allevamenti di suini e bovini generalmente gli antibiotici non vengono usati negli ultimi 4 mesi di vita degli animali. Ciò è vero indipendentemente dal fatto che la carne sia etichettata “senza antibiotici”.

Per concludere, in assenza di specifiche, è molto probabile che i prodotti antibiotic free provengano da allevamenti intensivi non diversi da tutti gli altri.

Meglio le carni biologiche, le uniche da acquistare

Garanzie di maggiore benessere animale e di qualità nutrizionale possono arrivare solo da prodotti in cui si dichiarano chiaramente i miglioramenti degli allevamenti, come nei sistemi all’aperto o biologici. All’obiezione che costano di più rispondo serenamente “mangiatene meno”.

La dichiarazione della, Direttrice di CIWF Italia Onlus, Annamaria Pisapia

L’antibiotic free è l’ennesima operazione di marketing ad opera di grandi realtà del settore della grande distribuzione e della produzione. Attraverso claim fuorvianti inducono i consumatori a spendere di più per prodotti che nella maggioranza dei casi non garantiscono maggiore benessere o animali più sani. Pertanto, invitiamo i consumatori a non acquistare prodotti antibiotic free. Invitiamo altresì produttori e supermercati a investire in programmi concreti di miglioramento del benessere degli animali, a garanzia della salute pubblica e delle richieste dei consumatori.

Il mio commento

La grande quantità di informazioni disponibili in rete fa si che periodicamente si creino dei mostri da combattere. Molte aziende sembrano dalla nostra parte ma in realtà hanno l’unico obiettivo di spostare la nostra attenzione. È stato cosi per i prodotti senza olio di palma, per il senza glutine, per la dicitura senza zuccheri aggiunti, solo per citarne alcune. Ed è così ora per la carne senza antibiotici.

Dobbiamo imparare a leggere ciò che non c’è scritto. Personalmente mi chiedo sempre: se non c’è questo ingrediente o questo additivo, allora cosa c’è al suo posto? Difficilmente troverete la risposta in etichetta con grandi caratteri e forse neanche con quelli più piccoli.

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