Cardo Mariano ottimo depurativo e amico del fegato

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Un ortaggio invernale poco conosciuto ma ricco di importanti proprietà è il Cardo Mariano. Il cardo appartiene alla famiglia dei carciofi ed è anche chiamato carciofo selvatico. Il suo nome deriva dalla parola greca “ardis” che significa “punta della freccia”. Il cardo, infatti, ha molte spine molto appuntite. Il nome “Mariano” si riferisce alla Madonna: narra la storia di  Maria che, mentre stava allattando Gesù, fece cadere sul fiore delle gocce di latte che lo resero sfumato di bianco.

Il cardo mariano ha origine in Etiopia e si diffonde in Egitto ed in tutta Europa. Plinio il Vecchio ne lodava l’importante capacità di favorire la fluidità della bile e la proprietà di favorire la digestione.

Proprietà del cardo mariano

Il cardo è composto da acqua e fibre. E’ ricco di sali minerali tra cui calcio, sodio, ferro, potassio, vitamine del gruppo B (B1, B2 3 B3) e vitamina C.

Alleato del fegato fin dai tempi antichi, il cardo ha un principio attivo chiamato silimarina utile per le disfunzioni epatiche e per gli stati di intossicazione o malattie del fegato provocate da una scorretta alimentazione, da assunzione di medicinali e dall’abuso di alcool. E’ utile negli stati di cirrosi epatica. Inoltre, favorisce la rigenerazione cellulare del fegato stimolandone la sintesi proteica. L’estratto di cardo mariano è usato come protettivo di questo importante organo.

Il cardo mariano è anche un’ottimo depurativo in grado di liberarci da tutte le tossine accumulate. E’ consigliato dopo le festività o dopo un pasto “di festa”.

Stimola la produzione di latte durante l’allattamento ed è un ottimo antidepressivo e tonico dell’umore soprattutto durante gli stadi malinconici.

Stimola l’appetito e favorisce la digestione, lo troviamo come ingrediente in molti liquori digestivi.

Il cardo ha anche proprietà antiemorragiche, riequilibra gli estrogeni nella donna ed è infatti usato sotto forma di tisana per i disturbi del ciclo mestruale. E’ inoltre un ottimo antiossidante.

Il Cardo Mariano è sconsigliato nei soggetti che soffrono di ipertensione e cardiopatie e può interagire con altri integratori e medicinali per cui è consigliato il parere del proprio medico in particolar modo per l’assunzione del cardo mariano in tintura madre, estratti, compresse.

Il Cardo in Cucina

Se del carciofo si consumano le foglie, del cardo si consumano i lunghi gambi. E’ necessario sbucciare le coste più esterne per arrivare alla parte più centrale e morbida. Vale lo stesso per le foglie, vanno eliminate quelle più esterne e consumate quelle al centro.

A parte la varietà chiamata “Gobbo di Monferrato” che si può consumare cruda, le altre varietà di cardi ( cardo di Bologna, cardo gigante di Romagna,) vanno sempre cotte. E’ sempre consigliabile immergerli in acqua e limone e durante la bollitura aggiungere anche un po’ di farina. Vanno bolliti quindi in acqua , limone e farina per circa 40 minuti. Dopo la cottura possono essere passati in forno, saltati in padella con altre verdure oppure bolliti.

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I semi di cardo mariano

Per una buona depurazione è suggerita la tisana di cardo mariano che si ottiene facendo bollire per circa 3 minuti un cucchiaio di semi di cardo mariano e lasciandoli in infusione per 7 minuti. Una volta filtrati, potete bere una tazza di tisana dopo i pasti principali. Se volete potete aggiungere del miele (solo a tisana tiepida altrimenti perde le sue proprietà). Solitamente si hanno buoni effetti se consumata per almeno tre giorni di depurazione.

 

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