Carbone vegetale: proprietà, usi e controindicazioni

carbone

Conosciamo meglio il carbone vegetale

Il carbone vegetale viene anche chiamato carbone attivo. Si tratta di una polvere ricavata dal legno di alcune piante, le più usate sono salice, pioppo e betulla. Il legname viene portato a temperature di circa 550°C in atmosfera priva di ossigeno e combusto una seconda volta in presenza di vapore così da conferire maggiore porosità aumentandone la superficie assorbente. La polvere ottenuta si può utilizzare per uso alimentare, cosmetico, farmacologico e industriale, nel settore della depurazione.

Le proprietà

Contribuisce alla riduzione della flatulenza”, è una delle poche dichiarazioni ammesse in Europa per vantare proprietà benefiche dei prodotti ad uso alimentare.

Il carbone vegetale vanta, infatti, attività adsorbente. Il termine differisce da assorbente per la capacità di far aderire le molecole alla superficie; mentre una sostanza assorbente agisce impregnandosi, come una spugna. Esso trattiene sostanze come gas e tossine presenti nell’intestino. E’ la vastissima superficie dovuta ai numerosi pori, che imprigiona le molecole della sostanza con cui è a contatto. Queste particelle di trattengono anche l’aria che si sviluppa a livello intestinale, evitando gonfiore e tensione addominale.

Oltre ad adsorbire i gas intestinali ha una blanda azione disinfettante perché trattiene parte dei batteri che li producono.

Le proprietà adsorbenti nei confronti di liquidi, ioni idrogeno e gas lo rendono indicato in questi casi:

  • Gonfiore, aerofagia e meteorismo intestinale
  • Difficoltà digestive e fermentazioni
  • Alitosi e gastrite
  • Diarree
  • Intossicazioni alimentari o da farmaci

Efficacia ed associazioni

Da notare la differenza importante tra le erbe denominate dalla farmacologia “carminative” (promuovono l’espulsione dei gas intestinali) come il finocchio e l’anice e il carbone che invece è solo adsorbente. È per questo motivo che in caso di aerofagia e flatulenza o meteorismo intestinale, ma soprattutto quando il gonfiore è a carico dello stomaco a causa di dispepsia, si è dimostrata efficace l’associazione di carbone vegetale con queste piante.

Nella mia esperienza di naturopata ed erborista ho verificato quanto sia importante evitarlo nelle persone con tendenza alla stipsi e ho riscontrato un’efficacia significativa del carbone sul gonfiore intestinale soprattutto in associazione alle erbe carminative (anice, finocchio, cumino, carvi, coriandolo), oppure insieme a erbe con effetto miorilassante come la melissa che promuove la distensione della muscolatura gastrointestinale.

Esistono numerosi integratori erboristici che associano questi rimedi potenziando l’attività del carbone, possiamo acquistarli sotto forma di capsule o tavolette, da assumere con acqua.

Carbone vegetale in cucina, i pani al carbone

La polvere di carbone vegetale rientra nella lista UE degli additivi alimentari con la sigla E153. Viene aggiunto come colorante alla farina bianca ed usato per la preparazione di pani, dolci e focacce. E’ fondamentale che il prodotto sia lavorato secondo gli standard di purezza per evitare tossicità. Infatti è stata a volte rilevata la presenza di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) che devono essere inferiori a un microgrammo per chilo. L’EFSA (l’Autorità Europea sulla Sicurezza Alimentare) ha approvato la seguente indicazione: “Il carbone attivo contribuisce alla riduzione dell’eccessiva flatulenza post-prandiale” ma è necessario rispettare la quantità di 1 grammo almeno 30 minuti prima del pasto e di 1 grammo subito dopo il pasto (reg. UE n. 432/2012).

Attenzione ai cibi di moda

Bisogna fare attenzione agli alimenti, ultimamente di moda, come la pizza o pani che contengono quantità di carbone molto lontane dagli 1-2 grammi, per questa ragione è da escludere l’effetto benefico del carbone vegetale quando viene usato in quantità minime, quindi solo come colorante.

Altri usi del carbone attivo

Il carbone attivo si usa anche per la potabilizzazione dell’acqua, il trattamento purificante dell’aria nei filtri o nelle maschere anti-gas e l’eliminazione di antibiotici e fungicidi dagli acquari.

In campo ospedaliero il carbone attivo viene utilizzato come antidoto in caso di intossicazione da farmaci o avvelenamento, anche da funghi, grazie alla capacità di formare un complesso con la sostanza tossica che viene eliminato dall’intestino senza essere assorbito. Può anche favorire l’eliminazione dei metalli pesanti accumulati nell’organismo.

Ne viene anche suggerita l’assunzione in caso di eccessivi gas intestinali che potrebbero impedire una corretta interpretazione di esami diagnostici, es.ecografia dell’addome.

Dosaggi, controindicazioni ed effetti collaterali

Per un uso contro la flatulenza intestinale il dosaggio consigliato è di circa 1/2 grammi al giorno (2-4 compresse da assumere lontano dai pasti).

L’eccesso può provocare costipazione e le feci assumono un colore scuro che però non deve destare preoccupazione.

Non viene assorbito dal tratto gastro intestinale e non ne irrita le pareti, ma è bene non assumerlo in presenza di lesioni del tubo digerente, appendicite o ostruzioni intestinali.

Può impedire l’assimilazione di farmaci è quindi da evitare la somministrazione orale ravvicinata di farmaci tra 30 minuti prima e 2 ore dopo l’assunzione di carbone vegetale. Tende anche a limitare l’assorbimento delle sostanze nutritive, per questo le terapie a lungo termine, potrebbero causare diminuzione dell’assorbimento e di conseguenza una carenza di fattori nutrizionali quali vitamine e sali minerali. Oltre ai farmaci è necessario fare attenzione anche se si stanno assumendo integratori utili alla salute ad esempio integratori per la caduta dei capelli, calcio o vitamine.

Durante la gravidanza è necessario fare attenzione come per qualsiasi integratore o farmaco, è sempre bene consultare il medico.

In letteratura non sono riportate altre controindicazioni o effetti collaterali.

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