Bruxismo: come riconoscerlo e curarlo

bruxismo, mal di denti

Definizione di Bruxismo

Dal  “ Dizionario di MetaMedicina “ di C. Rainville”

Ci sono due tipi di bruxismo : quello centrico e quello eccentrico

Il bruxismo definito centrico consiste nello stringere i denti senza muovere la mascella. Questo tipo di movimento può provocare dolori alla mascella. Esprime spesso collera, ansia profonda e una forte apprensione.

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Il significato psicosomatico di tale sintomo è:” Scopro forse una situazione che mi crea forte tensione emotiva?”

Il bruxismo definito eccentrico è, invece, quello che comunemente viene definito “ digrignare i denti”. Se avviene di giorno la persona ne è cosciente, ma di solito si verifica durante la notte. Ne siamo consapevoli quando ce ne parla colui o colei che dorme con noi. Questo secondo tipo di bruxismo può esprimere una collera profonda e persino della rabbia che si preferisce soffocare per paura di fare del male alla persona coinvolta o di creare un conflitto. Tale collera può essere nei confronti del comportamento di chi ci è vicino.

In psicosomatica il significato di tale sintomo è:” Nutro forse rabbia o collera nei confronti di una persona in particolare?” .

Il semplice fatto di parlarne con qualcuno con cui si ha confidenza può aiutare ad allentare la tensione.

Cause  del Bruxismo

Il digrignamento dei denti , come si può dedurre dalla definizione qui sopra, non ha una reale finalità; è la contrazione dei muscoli addetti alla masticazione che ha, di solito, una durata dai cinque ai dieci secondi e viene meccanicamente e inconsapevolmente ripetuta durante il sonno.  Nei casi più seri si manifesta anche durante il giorno.

A causare tale disturbo può essere una predisposizione familiare, possono essere altresì malformazioni mandibolari che portano ad una scorretta occlusione, così come una certa interferenza di tipo psicologico come stress o tensione emotiva. Molti esperti concordano nell’individuare come causa del bruxismo solo un forte stress, cioè un eccessivo stato di tensione provocato da fattori tipici che generano ansia e angoscia sfuggenti al controllo razionale dell’individuo.

…e conseguenze del bruxismo

Il digrignamento persistente e non preso in seria considerazione può portare a scheggiature dentali che a lungo andare diventerebbero “tane” per batteri, all’alterazione stessa della forma dentale , all’usura dello smalto che ricopre i denti , fino alla sua definitiva scomparsa. Se tale disturbo non viene riconosciuto e preso in tempo può anche portare ad uno stato di usura talmente profondo da aggredire la dentina e alla distruzione completa del dente.

Inoltre la sensibilità dei denti al caldo e al freddo con tale sintomatologia  aumenta notevolmente; addirittura si potrebbe verificare dolore durante l’apertura e la chiusura della bocca , dolore che può sfociare in cefalee e nella disarticolazione completa della mascella e della mandibola.

Come riconoscere il bruxismo

Normalmente, in presenza di tale disarmonia, ci si sveglia al mattino con un certo fastidio alla bocca, le mascelle sono indolenzite e i denti fanno male.

Inoltre possono essere campanelli d’allarme di bruxismo: mal di testa immotivato, dolore o fastidio alle orecchie, sensazione di avere un orecchio o entrambe le orecchie tappate, vertigini, difficoltà nella deglutizione e nell’aprire completamente la bocca, dolore alla colonna cervicale.

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Quali sono i rimedi?

Il bite notturno

Il metodo principale e più immediato per intervenire sul bruxismo è portare un “bite” notturno, cioè una specie di apparecchio fatto di resina e modellato secondo le proprie arcate dentali.

E’ ovviamente il dentista che provvede a questo , stabilendo, altresì, la durata della terapia.

In presenza di malaocclusione, di cui è maggiormente responsabile tale disturbo, viene consigliata anche una valutazione dell’ortodontista, per stabilire se la terapia con il bite avviene attraverso un corretto allineamento di denti.

Riflessologia plantare e craniosacrale

Inoltre sarebbero consigliate sedute di riflessologia plantare che lavora con un protocollo specifico a riguardo e anche trattamenti di craniosacrale per alleviare il dolore alla colonna vertebrale aiutando così il corpo a ritrovare un equilibrio completo. Inoltre i trattamenti con protocollo completo di craniosacrale aiutano il soggetto a lavorare sulle proprie emozioni prendendo così consapevolezza di ciò che gli provoca stress o comunque gli dà preoccupazioni di una certa rilevanza e che fatica a gestire.

I rimedi naturali

L’Abiens Pectinata ( Abete Bianco) è un gemmoderivato che possiede un’azione remineralizzante, fissa il calcio nelle ossa e ne stimola la crescita, grazie alla sua capacità di  regolazione del metabolismo del calcio e del fosforo. E’ infatti usato come rimedio nella dentizione, nei casi di carie dentaria, per favorire il consolidamento di fratture ossee e per rendere armonioso lo sviluppo scheletrico e muscolare in bambini e adolescenti.

Buoni risultati sono stati riscontrati anche nei casi di parodontite e osteoporosi delle persone anziane.

Consigliato altresì il gemmoderivato Prunus Spinosa( Prugnolo). E’ un tonico potente dell’organismo, in quanto stimola il sistema nervoso e quello immunitario. E’ il principale rimedio nei casi di superlavoro, stress o comunque quando l’organismo è debilitato sia fisicamente che psicologicamente.

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