Botulismo infantile e miele, un rischio per i neonati

0
303
bambino che dorme, ciuccio con miele, botulismo infantile, rischi del miele sul ciuccio, miele e neonati

Botulismo infantile: una patologia poco conosciuta, non molto diffusa ma pericolosa. Una notizia di qualche giorno fa su diverse testate online Americane mi ha suggerito questo breve articolo.

Il miele non è adatto ai bambini di età inferiore a un anno

Partiamo dalla conclusione, mai utilizzare il miele, di qualsiasi origine floreale o di melata, nei bambini al di sotto dell’anno di età. Il miele è un ottimo alimento, ma attenzione ai neonati.

Annuncio pubblicitario

Per quanto sia una pratica diffusa ed efficace nel placare gli animi più agitati, è al tempo stesso una pratica tanto pericolosa da poter essere addirittura mortale per il neonato.

L’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) e la FAD (Food and Drugs Administration) raccomandano ufficialmente di non somministrare miele ai bambini e addirittura in Francia l’avvertimento è riportato sulle etichette delle confezioni di miele.

Il fatto

Ricominciamo dall’inizio e dall’articolo.

In Texas (circa 10 casi l’anno di botulismo) negli ultimi 3 mesi ci sono stati 4 casi di botulismo infantile legato al consumo di miele.

I quattro bambini in momenti diversi e in luoghi diversi sono rimasti intossicati a seguito dell’utilizzo di ciucci intinti o riempiti di miele (questo tipo di oggetto sconosciuto in Italia è piuttosto raro anche negli USA, infatti era di importazione messicana).

Già in Italia quest’anno i media avevano riportato un caso simile, con un bambino ricoverato coi sintomi tipici del botulismo.

Cos’è il botulino

Il Botulino è un batterio patogeno che si trova nell’ambiente, sotto forma di spora, ovvero una forma quiescente (non si riproduce né si alimenta in questo stato) e che in particolari casi, può produrre una neuro-tossina in grado causare paralisi muscolare fino alla morte per arresto respiratorio. Il botulismo è, dunque, una intossicazione alimentare acuta da tossine elaborate dal bacillo botulino.

Il botulismo esiste in diverse forme:

  • la forma alimentare, la più nota e frequente, data dall’ingestione di alimenti nei quali il batterio è cresciuto producendo la tossina,
  • il botulismo da ferita, dovuto alla contaminazione da parte delle spore di ferite (evento assai raro nel mondo),
  • il botulismo infantile che andiamo ad approfondire
  • quello infettivo, simile a quello infantile ma talmente raro da potersi contare in 20 casi conosciuti al mondo.

Il botulismo infantile

Tale patologia è causata dall’ingestione della spora attraverso l’utilizzo del miele in bambini sotto l’anno di età (con un incidenza maggiore tra 3 e 6 mesi). Il miele è il solo veicolo alimentare sicuramente correlato al botulismo infantile se si eccettua un caso riportato in letteratura collegato al consumo di latte in polvere.

Le spore ingerite raggiungono l’intestino e, a differenza di ciò che succede nell’intestino dell’adulto, qui le spore possono germinare, moltiplicarsi, colonizzare temporaneamente il lume intestinale a livello del colon e produrre la neurotossina.

Questo accade in conseguenza dell’immaturità della flora intestinale del neonato, e quindi dell’assenza di competizione batterica, non che a volte facilitate dalla persistenza del diverticolo di Meckel (vedi Wikipedia), un piccolo canale nell’intestino, a fondo cieco, nel quale il batterio potrebbe annidarsi.

I primi sintomi del botulismo infantile

I tempi sono variabili (da poche ore ad alcuni giorni) dall’ingestione della spora alla comparsa dei primi sintomi. Questi sono generalmente:

  • la costipazione (spesso sottovalutata dai genitori e in fase di raccolta dell’anamnesi da parte del medico), la difficoltà di suzione,
  • l’alterazione del tono del pianto e
  • la letargia.

Successivamente, i sintomi si aggravano ed è possibile osservare:

  • ptosi palpebrale (le palpebre che cadono),
  • difficoltà respiratore,
  • perdita del tono muscolare fino a paralisi dei muscoli respiratori.

Come intervenire sul sospetto botulismo infantile

Il rapido riconoscimento di un caso sospetto, la somministrazione di antitossina e l’inizio di cure di supporto possono arrestare la progressione della malattia.

I tempi insomma, sono fondamentali. Alla comparsa dei sintomi è importantissimo consultare un medico o recarsi al pronto soccorso.

La malattia è rara e ancora i casi sono sottostimati, ma sta aumentando la sensibilizzazione dei genitori e dei i medici. Inoltre già diversi sono i progetti di ricerca attivi.

L’invito è quello di diffondere questa informazione in modo da prevenire il rischio del botulismo infantile.

Approfondimenti

© Riproduzione riservata.
Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazione indesiderate.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.