Biossido di titanio o E171: additivo presente nei cibi da temere

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Il biossido di titanio è un additivo utilizzato dall’industria in diversi prodotti: alimenti, vernici, cosmetici. È utilizzato come sbiancante o come filtro UV. E’ molto usato nell’industria alimentare.

Biossido di titanio: uno nuovo studio scientifico

I ricercatori dell’università di Sidney hanno svolto uno studio in merito alla sua presenza negli alimenti e ai suoi effetti sulla salute. Ne hanno rilevato la presenza in più di 900 prodotti alimentari: dal chewing gum, ai formaggi cremosi, alla maionese. Ciò significa che molte persone lo consumano ogni giorno.

Non solo, il consumo di alimenti contenenti biossido di titanio ha un effetto negativo sul microbiota intestinale, composto dai miliardi di batteri e altri microrganismi che popolano il nostro intestino. Come sappiamo la buona salute dell’intestino è fondamentale per la salute dell’intero organismo.

Malattie infiammatorie e cancro con l’E171

La conclusione cui è giunto lo studio afferma che questo additivo potrebbe scatenare malattie infiammatorie intestinali e il cancro del colon-retto.

Fino a pochi anno fa questo additivo era considerato innocuo per la salute. Il problema si presenta con le sue nanoparticelle. Infatti,  i ricercatori si sono soffermati, in particolare, proprio sui danni dell’additivo quando presente in dimensione nano.

Questo è lo studio: Common food additive found to affect gut microbiota, Titanium dioxide nanoparticles E171 may impact human health (traduzione: Scoperto che un additivo alimentare comune può influenzare il microbiota intestinale, Le nanoparticelle di biossido di titanio E171 possono avere un impatto sulla salute umana).

Il test de Il Salvagente su 12 prodotti contenenti E171

La notizia di questo studio è recentissima. Anche il noto magazine Il salvagente, Leader nei test di laboratorio contro le truffe ai consumatori, come si definisce, ha condotto un test su 12 alimenti tra cui snack, confetti al cioccolato, alle mandorle, gomme da masticare e farmaci.

L’analisi, pubblicata sulla rivista del 23 maggio 2019, è stata svolta in laboratorio con l’obiettivo di verificare se la presenza di questo additivo si limitava alla forma standard, così come dichiarata in etichetta, oppure se erano presenti cristalli di E171 in forma nano e micro.

Risultato: in tutti i prodotti che contengono l’additivo, questo è presente anche in dimensione nano e micro in forma di anatasio (Wikipedia), la più pericolosa tra le morfologie che può assumere il cristallo di biossido di titanio.

Puoi approfondire qui E171, il nemico invisibile. Dove si nascondono le nanoparticelle

La notizia ha, ovviamente, destato scalpore ed è stata ripresa da molte testate editoriali. Tuttavia non si tratta di una assoluta novità. Nell’utilissimo manuale Gli additivi alimentari, Macro Edizioni, di Stefania Testa e Marina Mariani, uscito in prima edizione nel 2009 e riaggiornato nel 2016, nella tabella degli additivi alimentari si legge il seguente commento:

considerato assolutamente innocui nella sua formulazione consueta, desta perplessità nella sua forma di nanoparticella (rimandiamo a capitolo dedicato).

Nanoparticelle

Nel capitolo dedicato dal titolo “Nanoparticelle e nanotecnologie, che impatto avranno sulla nostra vita?”  ad un certo punto della trattazione si legge quanto segue.

Una nanoparticella (NP) che ci interessa particolarmente è il biossido di titanio, conosciuto anche come colorante bianco o E171. Il bianco viene utilizzato nella produzione di glasse, confetti, gomme da masticare, gelati, formaggi, rivestimenti di prodotti dolci da forno (es. le colombe pasquali), zucchero a velo. Ci da una sensazione di freschezza, purezza e rende brillante il colore di creme al latte che altrimenti, dopo i trattamenti termici risulterebbero beige. Viene anche usato nella produzione di imballaggi per alimenti in quanto costituisce una barriera nei confronti dei raggi UV. Il biossido di titano è il pigmento bianco per eccellenza e viene usato anche come colorante di farmaci e di prodotti per la cura e l’igiene personale. Lo possiamo trovare nelle creme cosmetiche con filtri solari minerali. E continua…

E171 perché preoccuparsene?

Attenzione! Per l’E171 non esiste una dose giornaliera ammissibile perché, come spiegato, viene considerato un additivo completamente innocuo.

Ecco come continuano Stefania Testa e Marina Mariani: il biossido di titanio è un materiale chimicamente inerte. Una polvere bianca di origine minerale la cui produzione sta letteralmente esplodendo perché si presta ad entrare in molti processi produttivi. (…)

Produzione in crescita esponenziale

La sua produzione a livello mondiale è passata da 5 milioni di tonnellate nel 2005 a 1.700.000 milioni nel 2012, con una quota sempre maggiore m della forma in nanoparticelle, tanto da far ipotizzare che nel 2025 tutta la produzione mondiale sarà convertita in NP.

Biossido di titanio come l’amianto?

Qualcuno profetizza che l’E171 sarà l’amianto del 21^ secolo: solo in un secondo tempo, quando la diffusione nell’ambiente sarà imponente, ci si renderà conto della sua effettiva pericolosità*.

Cit. Cap.9, pag. 131, edizione 2016, Gli Additivi Alimentari, Macro Edizioni

Lo stato dell’arte: solo in Francia sarà vietato

Mentre la Francia ha deciso di vietare, la commercializzazione di alimenti contenti il biossido di titanio, a partire dal 1° gennaio 2020. L’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, oltre ad averlo assolto nel 2016, lo scorso anno ha addirittura chiuso le porte ad un’eventuale nuova valutazione ignorando i rischi che sono emersi dai recenti studi francesi.

Come ridurre i rischi dei veleni nei cibi

Ai giorni nostri, con l’avanzamento tecnologico che coinvolge anche l’industria alimentare, è sempre più difficile ridurre i rischi di alimentarci con alimenti che, non solo non ci nutrono adeguatamente, ma ci fanno male.

L’argomento merita approfondimenti, tuttavia il mio invito è quello di ridurre il più possibile il consumo di prodotti confezionati e piatti pronti (anche surgelati), privilegiando il consumo di frutta e verdura fresca e di stagione, di cereali integrali biologici, di frutta secca e semi biologici al naturale, di oli estratti a freddo e bio, di alimenti dei piccoli produttori. Inoltre, cucinare di più in casa e, in ogni caso, informarsi e leggere le etichette.

Dopodiché: diffidare di nomi di ingredienti sconosciuti, di additivi, di alimenti che contengono lunghe liste di ingredienti.

Parola d’ordine: semplicità.

Biossido di titanio: per sapere di più

Vi invito a fare altre ricerche e ad approfondire le vostre conoscenze su questo ennesimo importante argomento che coinvolge il nostro cibo.

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2 Commenti

  1. Articolo interessante. Condivido pienamente l’idea di privilegiare il consumo di alimenti freschi a scapito di prodotti confezionati o processati.
    L’industria alimentare purtroppo (per molti versi) riesce a soddisfare i bisogni dei consumatori, offrendo prodotti alimentari ad alto contenuto di servizi ma dal basso valore nutrizionale.
    é veramente preoccupante l’incremento degli additivi nella formulazione di alimenti industriali.
    é fondamentale verso il consumatore un’informazione ed un educazione alimentare adeguata che porterebbe nel medio-lungo periodo ad un cambiamento culturale nelle abitudini alimentar.
    Luigi Ferraro – Dottore in Scienze e Tecnologie Alimentari

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