Caffè verde:proprietà e benefici

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caffè verde, chicchi di caffè

Caffè nero o caffè verde?

Il caffè come bevanda la conosciamo bene, ma quando si parla di caffè verde non tutti sanno bene di cosa si stratta.

La pianta di origine è la medesima, Coffea arabica o Coffea canephora (meglio conosciuta come robusta) o Coffea liberica. La differenza importante tra i due tipi di  caffè sta nella lavorazione del chicco. Infatti nel caso del caffè verde il chicco della pianta non subisce il processo di tostatura e torrefazione (come nel caso della bevanda molti sono soliti bere), il chicco crudo viene macinato e messo in infusione per ottenere una bevanda dal colore e aroma diversi da quello del caffè nero; il sapore è più delicato mentre la capacità stimolante della bevanda rimane inalterata.

Le varietà di pianta utilizzate

Per la produzione di caffè verde vengono usate le piante di Coffea arabica o Coffea canephora, coltivate nella zona tropicale di Brasile, Indonesia, Vietnam, Colombia, Etiopia, India, Ecuador, Nicaragua, Guatemala, El Salvador e  Honduras.

Solitamente in commercio troviamo la polvere di caffè verde venduta più che come bevanda di “piacere” come integratore dimagrante. Ma perché? Cerchiamo di capirne il motivo.

La caffeina

Il caffè verde, come quello nero, contiene caffeina, una molecola alcaloide psicoattiva con potere stimolante. Il contenuto nel caffè verde è inferiore rispetto a quello nero ma il legame con altre molecole ne rende più lento l’assorbimento, garantendo così un’emivita più lunga e un’azione prolungata nel tempo.

Questa caratteristica ha reso il caffè verde molto interessante poiché, aldilà del ruolo stimolante della caffeina, l’attenzione si sposta sulla capacità di agire sul tessuto adiposo; in questo caso più a lungo del caffè nero e con minor impatto in chi è più sensibile alla molecola. Infatti l’uomo può essere geneticamente predisposto ad elaborare più o meno velocemente ( e quindi a smaltire ) la caffeina; il suo metabolismo è regolato per circa il 90% da un solo enzima.

La sua attività può essere influenzata da una variante genetica, chi possiede date variante ha un metabolismo più lento della caffeina e potrebbe tollerare male il caffè può accusando: nervosismo, aumento di pressione, tachicardia, diarrea, diuresi ed insonnia. Cosa che viene mitigata se si opta per la “bevanda verde”.

Proprietà del caffè verde

Come anticipato la caffeina agisce sul tessuto adiposo e lo fa mediante due meccanismi diversi: diretto, nei confronti degli acidi circolanti nel torrente sanguigno ( ne viene stimolato il metabolismo ), indiretto attraverso la liberazione di catecolamine, molecole come l’adrenalina che agiscono promuovendo la lipolisi. Come per tutti gli integratori che promettono il dimagrimento, anche per  quelli a base di caffè verde, mi sento di dire che vanno sempre associati ad regime alimentare equilibrato e a del movimento per poter avere una reale efficacia.

Un’ interessante proprietà del caffè verde riguarda il suo grado di acidità (ph 5) che lo rendono più adatto di quello nero (ph 3.5)  a chi a problemi legati alla gastrite o al reflusso gastro-esofageo. Chiaramente tenendo sempre presente la porzione e quindi la quantità di principio attivo ingerito.

Un’altra caratteristica degna di nota è il contenuto di polifenoli del caffè verde, non presenti in egual misura in quello torrefatto a causa dei trattamenti e della temperatura di ebollizione raggiunta. I polifenoli sono molecole organiche naturali presenti nelle piante e che hanno la capacità rallentare il processo di invecchiamento e di danneggiamento delle cellule.

Dove si può reperire?

Il caffè verde in polvere si trova soprattutto in negozi specializzati come quelli del biologico o nelle erboristerie, ma sono sicura che presto lo troveremo anche nella grande distribuzione, comodo, ma controllate sempre provenienza e qualità del prodotto.

 

 

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